Don Camillo e PepponeDon Camillo e Peppone

| 11 Agosto 2026

Sulle strade di Don Camillo e Peppone: la Bassa in bici

Ci sono luoghi che in bicicletta sembrano ancora più veri. La Bassa emiliana è uno di questi: strade dritte, argini, filari, pioppeti, campanili e quell’orizzonte largo che accompagna la pedalata senza mai chiedere grandi sforzi. A Brescello, e sicuramente la vostra mente starà già volando, e a ben ragione lo è ancora di più. Brescello infatti è parte e colonna portante della storia di Don Camillo e Peppone.

Nei racconti di Giovannino Guareschi e soprattutto nei film ambientati nel paese reggiano, la bici è un oggetto quotidiano, un mezzo per spostarsi, lavorare, incontrarsi. Nel museo dedicato ai due protagonisti è conservata persino la bicicletta di Don Camillo. Oggi quelle stesse strade si possono riscoprire pedalando, entrando lentamente in quel “mondo piccolo” sospeso fra il Po e l’Appennino.

Il Po' è il protagonista di tutti questi viaggi in bici nei dintorni di Brescello (foto Visit Emilia)
Il Po’ è il protagonista di tutti questi viaggi in bici nei dintorni di Brescello (foto Visit Emilia)
Il Po' è il protagonista di tutti questi viaggi in bici nei dintorni di Brescello (foto Visit Emilia)
Il Po’ è il protagonista di tutti questi viaggi in bici nei dintorni di Brescello (foto Visit Emilia)

La zona e i percorsi

Il punto di partenza ideale è Brescello, il paese che il cinema ha trasformato nella patria di Don Camillo e Peppone. Qui si può iniziare con un giro nel centro storico, fra la piazza, la chiesa di Santa Maria Nascente, il municipio e i luoghi che hanno fatto da sfondo alle pellicole. Il sistema museale di Brescello completa la visita con il Museo Peppone e Don Camillo, il Museo Brescello e Guareschi e il Museo Archeologico.

Poi si sale in sella. La conformazione della Bassa è quasi un invito al cicloturismo: poche variazioni altimetriche, strade secondarie, argini e lunghi rettilinei permettono di costruire itinerari alla portata di tutti, dalla bicicletta tradizionale all’e-bike. Un’idea è seguire l’Enza verso la confluenza con il Po, attraversando quel paesaggio agricolo che Guareschi conosceva bene, oppure puntare verso Boretto e il Grande Fiume.

Ancora più strutturato è il tratto della Ciclovia del Po reggiano, che collega Ponte Enza a Luzzara passando per Brescello, Boretto, Gualtieri e Guastalla: circa 25 chilometri, prevalentemente pianeggianti, con fondo in larga parte asfaltato e lontano dal traffico.

Pedalare dentro un film

Il bello di questo viaggio è che, dopo pochi chilometri, la bicicletta smette di essere soltanto il mezzo con cui ci si sposta e diventa una macchina del tempo. A Brescello tutto sembra costruito per rallentare: la piazza, il campanile, le case, il fiume poco lontano. In bici questo effetto è ancora più evidente, perché la velocità ridotta permette di cogliere dettagli che dall’auto inevitabilmente sfuggono.

Si può partire dalla celebre piazza e poi lasciare il centro seguendo le strade della campagna. Il consiglio è di non inseguire soltanto i set cinematografici, ma di cercare la Bassa che li ha resi credibili. Piuttosto meglio entrare nel loro mondo. Gli argini diventano allora una sorta di balcone naturale sul territorio, mentre le golene raccontano il rapporto continuo fra uomini e Po. Il paesaggio cambia con le stagioni: verde intenso in primavera, caldo e quasi immobile d’estate, dorato in autunno, nebbioso nei mesi più freddi.

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Per questo una pedalata guareschiana può essere vissuta anche senza cronometro e senza una tabella di marcia precisa. Si pedala, si entra in un museo, si guarda una piazza, ci si ferma davanti a un’osteria, si raggiunge l’argine e magari ci si concede una deviazione verso un piccolo borgo. E’ il classico cicloturismo lento, narrativo, fatto più di atmosfere che di prestazioni.

E proprio questo rende la Bassa particolarmente adatta anche alle famiglie e a chi utilizza una e-bike. Non servono grandi doti atletiche: servono tempo, curiosità e la voglia di lasciarsi accompagnare dal paesaggio.

Non solo la saga di Don Camillo e Peppone a tenere banco, ma anche i sapori... come il Parmigiano Reggiano (foto VisitEmilia)
Non solo la saga di Don Camillo e Peppone a tenere banco, ma anche i sapori… come il Parmigiano Reggiano (foto VisitEmilia)
Non solo la saga di Don Camillo e Peppone a tenere banco, ma anche i sapori... come il Parmigiano Reggiano (foto Visit Emilia)
Non solo la saga di Don Camillo e Peppone a tenere banco, ma anche i sapori… come il Parmigiano Reggiano (foto Visit Emilia)

Dal Po ai sapori della Bassa

Brescello può essere anche una tappa all’interno di un viaggio più ampio. Il collegamento lungo il Po verso Boretto, Gualtieri, Guastalla e Luzzara è inserito negli itinerari della Ciclovia del Po, di Eurovelo 8 e di  VenTo, il grande progetto cicloturistico Venezia-Torino. È quindi possibile trasformare la pedalata guareschiana in una vera esperienza di più giorni, collegandola alle numerose vie ciclabili della pianura emiliana e parmense.

Verso sud, invece, entra in gioco l’Enza, mentre sul versante parmense esistono collegamenti cicloturistici con Sorbolo e Parma. Tra le proposte della zona figura anche la Parma-Sorbolo-Brescello, che permette di avvicinarsi alla Bassa attraverso un sistema di percorsi legati ai fiumi e alla Food Valley.

Ma in queste terre pedalare significa inevitabilmente anche mangiare. E forse non poteva essere diversamente. Il viaggio passa accanto a caseifici, acetaie, aziende agricole e trattorie dove la cultura gastronomica è parte integrante del paesaggio. Il Parmigiano Reggiano, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, i salumi, i cappelletti e i tortelli sono altrettante ragioni per programmare soste senza fretta. Lo stesso territorio di Brescello viene promosso come luogo in cui unire cinema, paesaggio fluviale e cucina tipica.

Alla fine, dunque, la vera strada di Don Camillo e Peppone non è soltanto quella che conduce davanti alla chiesa o al municipio. E’ un reticolo di argini, strade rurali, borghi e golene. Una terra da attraversare lentamente, proprio come si faceva una volta: con una bicicletta, qualche chilometro davanti e, possibilmente, una buona tavola ad aspettare.

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