PantelleriaPantelleria

| 11 Gennaio 2026

Fuga dall’inverno. Bici in aereo e si va a Pantelleria, regno della MTB

Ed eccoci di nuovo alla scoperta di una nuova meta calda anche d’inverno. Prosegue il nostro viaggio, anzi la nostra collana “Fuga dall’inverno”, e stavolta andiamo nella splendida Pantelleria, nel mezzo del Mediterraneo. Pantelleria è un’isola che si trova a sud della Sicilia. E’ in provincia di Trapani, a metà strada tra la Sicilia e la Tunisia. In realtà è più vicina alla terra africana: 70 chilometri dalla costa tunisina e 85 da quella siciliana.

Il suo territorio è interamente Parco Nazionale. Qui, salvo rarissimi episodi di una tramontana molto tesa (che si verifica davvero di rado), la temperatura è piacevole tutto l’anno. Per dire in questi giorni di grande freddo laggiù ci sono 17 gradi! Forse i mesi più duri sono quelli di luglio e agosto, quando sforare i 40 gradi è quasi la normalità, ma non è questo il nostro caso (in apertura foto Google Views).

Pantelleria
Il Lago di Venere, acque salmastre molto calde, fra tra i 35 e i 60 gradi, una manna anche d’inverno (foto Bepsimage)
Pantelleria
Il Lago di Venere, acque salmastre molto calde, fra tra i 35 e i 60 gradi, una manna anche d’inverno (foto Bepsimage)

Pantelleria, isola dello sport

La sua conformazione morfologica la rende particolarmente adatta alle attività di trekking e mountain bike, quindi all’off-road. Ma non solo, la bici da strada non manca. E naturalmente ci sono tutte le attività legate al mare: kayak, snorkeling e vela. Qui la vela è davvero di casa. Non è un caso che a maggio si tiene SportxEvent, un festival dello sport che attrae appassionati di tante discipline e la bici proprio non manca.

Pantelleria è senza dubbio un’isola per fuori strada, quindi gravel, ma soprattutto mountain bike. Le strade asfaltate non sono molte: ci sono, certo, ma quelle davvero interessanti sono tutte off-road. C’è la Montagna Grande che domina l’isola con i suoi oltre 800 metri di quota e consente un vero cambio non solo paesaggistico ma anche climatico. Si passa dalla piena macchia mediterranea alla foresta, al bosco di pini marittimi che cresce in quota.

Spesso capita di trovarsi al di sopra delle nuvole, quasi come fossimo alle Canarie, sul Teide, ovviamente con le dovute proporzioni. Quando soffia vento da sud, l’umidità rimane incastrata tra le baie e le prime colline, mentre in quota domina il sole e si osserva un tappeto di nuvole. Poi, durante il giorno, quasi sempre si apre il cielo e il sole conquista ogni angolo, ogni caletta, ogni sentiero di Pantelleria.

Dicevamo della conformazione morfologica: Pantelleria non è un’isola pianeggiante, è movimentata e al suo interno svetta la Montagna Grande. I percorsi sono assolutamente da mountain bike: si va dalla Montagna Grande al Monte Gibele fino alle calette che si raggiungono con un continuo ping-pong tra entroterra e costa. L’entroterra è caratterizzato da un paio di altopiani suggestivi, che collegano Pantelleria paese a Rekhale, Martingana e Khamma.

Due tracce imperdibili

Queste strade e questi sentieri attraversano zone disabitate, bellissime, dominate dalla natura, dai fichi d’India, da prati incolti e da qualche vecchio dammuso di pastori. La traccia più interessante ricalca quella della vecchia MTB Marathon di Pantelleria: un percorso di circa 45 chilometri e 1.500 metri di dislivello che permetteva di scoprire tutte le bellezze dell’interno dell’isola.

Suggestivo era anche il punto di partenza e arrivo: il fantastico Lago di Venere, che si trova addirittura a 3 metri sotto il livello del mare ed è una SPA a cielo aperto. Le sue acque sono calde e ricche di proprietà curative, soprattutto per la pelle. Dopo aver raggiunto la cima, il tratto finale è il più tecnico con i basolati di pietra lungo via Balate, il Sentiero Romano fino a Cala Cinque Denti.

Il secondo grande itinerario è l’anello dell’isola: il periplo dell’isola, 42 chilometri con quasi 800 metri di dislivello (qui la traccia). Proprio per questa distanza è molto apprezzato anche dai podisti, richiamando la misura della maratona. È un percorso quasi tutto su asfalto, sostanzialmente si percorre la Strada Perimetrale (così è chiamata l’arteria principale) ma consente di scoprire l’anima storica dell’isola: il parco archeologico di Mursia, il parco vulcanico, i bunker della Seconda guerra mondiale e tutte le calette, ognuna con le sue caratteristiche.

Tradizioni e natura

Ricordiamo che Pantelleria è un’isola vulcanica e le tracce dell’attività sono visibili ancora oggi. Le favare, effusioni naturali di vapore acqueo che fuoriesce dal terreno, sono particolarmente spettacolari e si trovano sia nella parte occidentale sia in quella orientale.

Le case tipiche sono i dammusi, una sorta di trulli senza tetto conico. Il tetto, infatti, era progettato per raccogliere le rarissime piogge, funzionando come un bacino di accumulo. Ancora oggi i costruttori specializzati seguono le antiche tecniche.

Insistiamo molto sull’utilizzo della MTB perché è con questo mezzo che si comprende davvero Pantelleria nella sua totalità. Le strade asfaltate sono la litoranea e alcune arterie interne, ma i siti più interessanti e i punti panoramici si raggiungono tramite sentieri e carrarecce.

Un consiglio: in questa collana “Fuga dall’inverno” vi abbiamo sempre suggerito di noleggiare bici sul posto. Stavolta, invece, consigliamo di portarla con voi. Purtroppo d’inverno i noleggi aperti sono pochi e le potenzialità della bici fuori stagione non sono ancora pienamente valorizzate. Quanto ai collegamenti aerei, nel periodo invernale i voli diretti sono pochissimi: quasi tutti prevedono scalo a Palermo Punta Raisi.

Pantelleria
Il cous cous pantesco, una vera esplosione di Mediterraneo
Pantelleria
Il cous cous pantesco, una vera esplosione di Mediterraneo

Influenze d’Africa

Dormire qui è una vera esperienza: molti dammusi sono in affitto e si trovano con facilità. Attraverso queste abitazioni si entra nel cuore autentico dell’isola.

Un’altra peculiarità è il passito. Le coltivazioni di zibibbo, il vitigno che dà vita a questo vino dolce, sono diffuse ovunque, soprattutto nella parte orientale dell’isola. L’acqua è scarsa, quindi si sfrutta l’umidità: le piante sono coltivate a terra, ognuna dentro una piccola buca che trattiene l’umidità e permette alla vite di crescere e produrre uva.

La cucina risente sia della tradizione siciliana sia delle influenze africane. Da provare il cous cous nelle sue varianti locali e la pasta con l’ammogghiu, il pesto pantesco a base di capperi e pomodoro.

Per il resto l’isola è un parco divertimenti a cielo aperto: ogni scorcio è un’esperienza, ogni angolo offre panorami unici. Bisogna entrare nel mood dell’isola: arrivati a Pantelleria si lascia l’orologio, perché qui dominano gli “orari panteschi”, che seguono i propri bisogni. “Ho fame, mangio”. “Ho sonno, dormo”. E tutto prende un altro ritmo. A Pantelleria l’unico a rispettare l’orario alla lettera è l’aeroporto: quello non aspetta.

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