Alimentazione, radicchio, verdura (depositphotos.com)Alimentazione, radicchio, verdura (depositphotos.com)

| 14 Gennaio 2026

Gennaio è il mese del radicchio, bandiera del Nord-Est

Ci sono alimenti che più di altri raccontano un territorio, una stagione e una tradizione culinaria. Il radicchio rosso è uno di questi. Il suo colore intenso, il gusto amarognolo ma elegante e la capacità di trasformarsi profondamente a seconda di come viene cucinato lo rendono un ingrediente identitario della cucina del Nord-Est italiano.

Il radicchio è sano e versatile, ma per conoscerlo davvero, non basta metterlo nel carrello del supermercato. Serve vederlo crescere, ascoltare chi lo produce, assaggiarlo preparato secondo tradizione. E’ proprio per questo che le fiere di fine gennaio nel Trevigiano rappresentano un’occasione unica. Un momento in cui il radicchio è protagonista assoluto e diventa il filo conduttore di un’esperienza che unisce gusto, cultura e territorio.

Gennaio è il mese in cui il radicchio raggiunge la sua massima espressione, soprattutto nelle sue varietà più pregiate. Non a caso, proprio in queste settimane, a Dosson di Casier e nelle altre località del Trevigiano si svolgono diverse feste per celebrare uno dei prodotti simbolo locali, il radicchio rosso. 

Il radicchio rosso di Treviso IGP nella versione tardiva è il più ricercato
Il radicchio rosso di Treviso IGP nella versione tardiva è il più ricercato
Il radicchio rosso di Treviso IGP nella versione tardiva è il più ricercato
Il radicchio rosso di Treviso IGP nella versione tardiva è il più ricercato

Vitamina K e salute delle ossa

Dal punto di vista nutrizionale, questo ortaggio merita di essere inserito con regolarità nel menù. E’ povero di calorie, ma ricco di micronutrienti fondamentali. Fornisce una buona quantità di fibre, utili per la salute e la regolarità intestinale e per modulare l’assorbimento dei carboidrati nei pasti principali.

Il colore rosso-violaceo delle foglie è il primo indizio della presenza di antiossidanti: in particolare antociani e polifenoli. Sono composti bioattivi che aiutano a contrastare lo stress ossidativo indotto dall’attività fisica intensa.

Il radicchio apporta inoltre vitamina C, utile per il sistema immunitario, acido folico e vitamina K, importante per la salute delle ossa, un tema spesso erroneamente sottovalutato negli sportivi. Non mancano minerali come potassio e magnesio, coinvolti nella funzione muscolare e nella regolazione dell’equilibrio idrico.

molto più di un sLa fiera di Dossono è più di un semplice evento gastronomico
Molto più di un semplice evento gastronomico, la fiera di Dosson è un tuffo nella cultura di un’area geografica
molto più di un sLa fiera di Dossono è più di un semplice evento gastronomico
Molto più di un semplice evento gastronomico, la fiera di Dosson è un tuffo nella cultura di un’area geografica

Le diverse varietà

Quando si parla di radicchio è fondamentale distinguere tra le diverse varietà, perché non tutte sono uguali per gusto, struttura e valore economico. Il radicchio “classico”, spesso chiamato precoce o tondo, ha un cespo più compatto, foglie larghe e un gusto amarognolo più deciso, adatto al consumo a crudo in insalata mista. 

Diverso è il discorso per il Radicchio Rosso di Treviso IGP nella sua versione tardiva, la più famosa e ricercata. Qui entra in gioco il processo di imbianchimento, che spesso viene frainteso. Non si tratta di alcun trattamento chimico, ma di una tecnica agricola naturale e storica. Dopo la raccolta, i cespi vengono legati e posti in vasche con acqua sorgiva corrente, al buio. In queste condizioni la pianta continua a vivere, consumando le proprie riserve e sviluppando nuove foglie più tenere, croccanti e chiare nelle nervature. L’assenza di luce riduce la produzione di clorofilla e attenua l’amaro, rendendo il gusto più delicato ed elegante.

Il risultato è un ortaggio di qualità riconosciuta anche a livello istituzionale attraverso le certificazioni europee. Il Radicchio Rosso di Treviso IGP unisce finezza gastronomica e un buon valore nutrizionale, ma richiede tempo, acqua di qualità, manodopera esperta e condizioni ambientali precise. E’ questo il motivo principale per cui il radicchio tardivo ha un prezzo più elevato: non è un lusso fine a sé stesso, ma il riflesso di un processo agricolo complesso e profondamente legato al territorio.

Il trevigiano è ideale per itinerari in gravel nelle aree di campagna (immagine Outdooractive)
Il trevigiano è ideale per itinerari in gravel nelle aree di campagna (immagine Outdooractive)
Il trevigiano è ideale per itinerari in gravel nelle aree di campagna (immagine Outdooractive)
Il trevigiano è ideale per itinerari in gravel nelle aree di campagna (immagine Outdooractive)

La fiera di Dosson

Le fiere di fine gennaio nel Trevigiano, come quella di Dosson, diventano quindi molto più di un semplice evento gastronomico. Sono luoghi di incontro tra produttori, cuochi, appassionati e curiosi. Qui si possono assaggiare piatti tradizionali, osservare show-cooking dedicati al radicchio, scoprire ricette semplici come il radicchio al forno con aceto balsamico o abbinamenti più completi, secondo la tradizione.

Queste fiere sono l’occasione giusta per acquistare direttamente dai produttori e capire davvero cosa c’è dietro a un cespo di radicchio di qualità. Per esempio, è possibile prenotare una visita in azienda per conoscere da vicino il radicchio, in occasione della fiera di Zero Branco, programmata per il prossimo fine settimana.

Il Trevigiano è una zona straordinariamente vocata anche per il gravel e il ciclismo in generale, con percorsi che attraversano campagne e strade che si arrampicano tortuose su colline coltivate. Pedalare tra i campi e visitare qualche fiera, assaggiando il radicchio nel suo luogo d’origine può essere davvero un ottimo programma per il weekend. Un’occasione per portarsi a casa non solo un prodotto, ma un’esperienza e una storia, un modo diverso e più consapevole di vivere il patrimonio culinario italiano.

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