Tempo di consuntivi per la Ciclovia dell’Oglio. Nei giorni scorsi il Parco dell’Adamello, chiamato alla gestione del tratto di 81 chilometri che è disegnato lungo l’intera Vallecamonica, ha presentato alla stampa i dati relativi al tracciato sottolineando come, tra ciclisti e pedoni, si siano registrati circa 320 mila passaggi nel corso del 2025. Un numero impressionante, che soprattutto ha una distribuzione abbastanza costante, nonostante le differenze di climi e di temperature nel corso dell’anno.


Una ciclovia accessibile tutto l’anno
Per capire quali sono le radici di un simile successo ci siamo rivolti a Guido Calvi, responsabile di servizio del Parco: «Nasce dal fatto che la Ciclovia dell’Oglio ha dato la possibilità di percorrere dei tratti di territorio molto piacevoli, che erano considerati abbandonati, un po’ dimenticati e che sono stati sistemati, riordinati e resi fruibili. Abbiamo tanta gente dei paesi vicini che la utilizza per andare a trascorrere del tempo libero. Questo nonostante noi siamo in montagna.
«Tanta gente pensa che vivendo già in un contesto alpino, circondati da un paesaggio bellissimo, queste persone non hanno la necessità di uscire per svagarsi. Invece bisogna pensare che tantissimi sentieri che noi abbiamo in montagna non sono praticabili da tutte le persone e per tutto l’anno. La ciclovia invece è sempre praticabile, accessibile a tutti e quindi abbiamo un fortissimo utilizzo.
«A questo si è aggiunto poi un interesse sempre crescente di percorribilità, di gente che la fa tutta perché attraversa paesaggi e contesti ambientali molto diversi. Sono tanti chilometri, ma con un paesaggio che cambia sempre».


I costi della manutenzione
I dati dicono che ci sono picchi di presenze in primavera, ma anche nelle stagioni climaticamente difficili è una destinazione cicloturistica di rilievo, un’alternativa per tutto il popolo cicloturistico del Nord Italia e non solo.
«Il percorso è lungo circa 80 chilometri. Il tratto dal passo del Tonale a Edolo è prevalentemente di tipo estivo perché siamo in alta montagna, d’inverno ci possono essere anche dei tratti gelati o innevati e quindi può anche essere non frequentabile ma il resto è percorribile normalmente tutto l’anno. Viene utilizzata molto ed in contesti molto belli anche durante il periodo invernale perché passa a bordo fiume Oglio.
«Intercetta nella porzione bassa della valle anche alcuni monumenti archeologici oppure l’Architeatro romano, piuttosto che il Santuario della Minerva o alcune zone con le incisioni rupestri, parliamo di contesti molto suggestivi».
La manutenzione tra ordinaria e straordinaria è costata oltre 150.000 euro. Una cifra ingente che rappresenta il vero tasto dolente della Ciclovia dell’Oglio.
«E’ una cifra importante, che per il momento è in bilancio all’ente Comunità Montana di Valle Camonica. Dobbiamo considerare che la ciclovia si distribuisce su 80 chilometri di lunghezza, lungo i quali bisogna tagliare l’erba, controllare la superficie, coprire le buche. I chilometri sono tanti, quindi la cifra è importante. L’ente ha sempre supportato questo investimento, in sostituzione dei comuni che dovrebbero essere quelli interessati direttamente dall’esecuzione della manutenzione.


Una ciclovia, non una pista ciclabile…
«Alle volte ci sono problemi di difformità di esecuzione, legate alle sensibilità diverse o anche a problemi di bilancio. Quindi lo fa un ente sovracomunale. I numeri di frequentazione dicono che comunque i cittadini la utilizzano sicuramente e anche i numeri di alcune attività che sono limitrofe alla ciclovia confermano che c’è anche un utilizzo da parte di gente che viene dall’esterno e frequenta il territorio. Pertanto la Comunità montana finora ha ritenuto essere un investimento meritevole di essere fatto».
E’ una ciclovia per bici da strada o anche per altri tipi di bici? «Chiariamo intanto che è una ciclovia e non una pista ciclabile. Questo significa che le biciclette da strada qualche volta hanno anche qualche problema perché ci sono alcuni tratti per la ciclovia che sono su fondo non asfaltato. Arrivano alcune segnalazioni da questo punto di vista, dobbiamo considerare che siamo nel fondovalle di una vallata alpina, molto lunga e stretta».


Grandi richiami storici e archeologici
Un fattore del quale si è dovuto tenere conto sin da quando la ciclovia è stata costruita: «Per identificare un tracciato che fosse fuori dalla viabilità veicolare principale, si è dovuti andare su viabilità già esistente, di livelli inferiori o di campagna. Oppure si è dovuti andare a realizzare parti di tracciato che però per loro natura sono state fatte in contesti ambientali o paesaggistici di grandissimo peso. Sono tutte all’interno di zone boschive o anche alla presenza di monumenti e presenze archeologiche o storiche di grandissimo prestigio in questi contesti.
«Non sempre l’asfaltatura della pista o la presenza del cordolo è stata ritenuta opportuna. Ci sono tanti tratti che sono rimasti con un fondo fatto bene ma sterrato e questo non è sempre compatibile con uno stradista puro. Ideali sono la mtb o la gravel».
Sono previsti allungamenti della pista? «La Ciclovia dell’Oglio materializza il collegamento strategico che va dal Passo del Tonale fino al Po. Noi gestiamo il tratto in Valle Camonica dall’inizio fino al lago d’Iseo, poi la ciclovia continua sulle sponde del Sebino, in provincia di Brescia e all’interno del Parco Oglio Nord e Sud andando a raggiungere il Po, quindi questo è un allungamento.
«E’ invece allo studio un’estensione già prevista nel Corridoio Ecologico Regionale, da Edolo verso il Passo dell’Aprica e poi da qui verso la Valtellina, perché era stato previsto nelle ipotesi di collegamento regionale.


Presto inaugurata la nuovo passerella
«Intanto – conclude Guido Calvi – abbiamo realizzato e inaugureremo a breve una passerella nuova sul fiume Oglio che consentirà di collegare direttamente la Ciclovia con la zona di Monno e del passo del Mortirolo e poi con la zona di Edolo verso l’Aprica. Ricordiamo che dal Tonale ci si ricongiunge con le ciclovie del Trentino e attraverso esse si entra direttamente in quella grande arteria in costituzione da Monaco di Baviera a Milano. Questo porta ad avere delle idee di percorsi ciclabili più lunghi che diventano anche molto interessanti per gli amanti del cicloturismo».







