La Ciclovia del Parchi di Calabria rappresenta per certi versi un esempio di come non basti costruire una ciclovia, un percorso per attirare cicloturisti, ma sia necessario un lavoro profondo, quotidiano, costante che alla fine porta frutti.
Della rete ciclabile calabra c’era già stato modo di parlare, ma quel che da qualche tempo si sta facendo su Facebook va al di là, rappresenta qualcosa di unico e degno di nota per illustrare i 545 chilometri della Ciclovia che tocca 4 parchi naturali e che è distinta 12 tappe.


Ogni post ne racconta un pezzo
Con una cadenza prestabilita, sulla pagina istituzionale della Ciclovia escono post bilingue che non solo raccontano il tragitto della stessa, ma mettono in evidenza tutti i punti più affascinanti, i borghi, i palazzi ma anche i rilievi naturali, consentendo a chi ha programmato una vacanza da quelle parti di farsi un’idea, di segnarsi i luoghi più caratteristici, di prepararsi un proprio programma. Un’idea che sta funzionando e che spicca per l’attenzione con cui è sviluppata.
Alla base c’è un lavoro d’equipe, che alla fine si estrinseca nell’opera di Maria Livia Di Leo che cura la pubblicazione di ogni singolo post: «Intanto noi abbiamo attraversato la ciclovia più di una volta, da sud a nord e da nord a sud, per documentarla. Alla base di tutto il lavoro c’è un piano di comunicazione che è stato realizzato appunto per il progetto sulla ciclovia, così abbiamo acquisito tutta una serie di immagini e informazioni sul territorio che ci hanno permesso appunto di conoscere da vicino la sua realtà».


Il lavoro frutto della passione
Maria Livia affronta questo lavoro con una grande passione che traspare da ogni suo post, curato nei particolari per dare il massimo delle informazioni a chi vuole programmare una vacanza: «Io sono calabrese, quindi una parte dei territori la conoscevo già e cerco di trasmettere il profondo amore che nutro per la mia terra. Per me quelle uscite sono state lavoro ma anche piacere, raccogliendo tanto materiale sia per il sito che per i social».
La scelta dei vari post è stata fatta ragionando, in modo da dare a chi legge un quadro descrittivo logico, geografico, una base per costruire il proprio, di viaggio…
«A inizio anno – spiega – abbiamo fatto un piano editoriale delle pubblicazioni dei post. Prediligo pubblicare ogni settimana un post che riguardi un parco (la ciclovia ne attraversa quattro regolarmente indicati nel sito, ndr), quindi una settimana punto sul Parco del Pollino, quella dopo sul Parco della Sila, poi il Parco d’Aspromonte e così via, intervallando i vari post con notizie varie che anche se non sono attinenti a quella singola area hanno comunque un legame.


Tanti richiami esterni alla Ciclovia
«A volte pubblichiamo post che sono extra ciclovia, magari si tratta di un santuario piuttosto che un monastero o un borgo che non sono proprio sulla ciclovia ma sono poco distanti. Questo per invogliare il cicloturista che voglia seguire un percorso extra, allargare i suoi orizzonti e quindi non fermarsi sulla ciclovia, ma vedere anche quello che c’è intorno, sia a livello paesaggistico sia a livello storico, culturale. D’altronde sono luoghi vicini e facilmente raggiungibili».
Sulla pagina istituzionale vengono pubblicati post ogni settimana, riguardanti non solo i singoli luoghi toccati: «In questo momento stiamo pubblicando anche le singole tappe. Quindi, oltre a far conoscere il comune piuttosto che la grotta o lo specifico monastero, abbiamo inserito anche le singole tappe percorribili, con i link che rimandano poi alla guida ufficiale della ciclovia scaricabile gratuitamente nella sezione download del sito».


Tanti cicloturisti provenienti dall’estero
Tutto questo lavoro ha avuto risultati, perché la Ciclovia dei Parchi di Calabria ha avuto nel 2025 un grande successo cicloturistico.
«Noi abbiamo contatti con gli operatori turistici del territorio, che lavorano nelle varie strutture ricettive che hanno aderito alla Carta dei Servizi della Ciclovia e che si trovano sul sito web nella sezione “organizza il viaggio”. Tutti quanti, nessuno escluso, ci hanno manifestato il loro apprezzamento per il lavoro che stiamo facendo, che ha portato loro un’ampia utenza di cicloturisti, soprattutto provenienti dall’estero, in particolar modo dall’America, dalla Francia, Svizzera, Inghilterra, Austria. E poi moltissimi dall’Italia del Nord».


L’importanza dei post in inglese
Un aiuto in tal senso deriva dal fatto che tutti i post hanno la doppia lettura, in italiano e poi in inglese: «E’ stato un grande aiuto per far conoscere la ciclovia nel mondo. Senza dimenticare che il sito è in 5 lingue. I cicloturisti stranieri sono aumentati in maniera esponenziale, abbiamo verificato che anche la guida in inglese è scaricata moltissimo. Ora continueremo la nostra opera di promozione anche attraverso la presenza nelle varie fiere e festival dedicati al cicloturismo, per far sì che la Calabria attraverso la sua ciclovia sia sempre più una meta gettonata in Italia e nel mondo…».







