In questo fine settimana prende il via a Girona (ESP) il circuito Gravel Earth Series, che sin dai suoi primordi si è sviluppato su un doppio binario. Da una parte è un riferimento assoluto per il panorama agonistico, al punto che per molti specialisti ha una preminenza anche sulle World Series dell’UCI.
Dall’altra però ha una fortissima anima non competitiva, perché per i gestori del circuito la partecipazione è un elemento fondamentale soprattutto nella misura della conoscenza del territorio e delle caratteristiche locali.


Un circuito in tre continenti
Gravel Earth è un circuito che prevede, da qui fino a settembre, 11 tappe (nella tabella che segue, il calendario completo). La maggior parte è in Spagna, ma ci sono anche prove in varie zone degli USA, in Belgio, Lituania, addirittura in Kenya. E in questo contesto non può mancare anche l’Italia, anzi la prossima tappa sarà proprio nel nostro Paese, a Susegana (TV) con The Hills Gravel Race, allestita dallo stesso team che gestisce un altro grande evento aperto a tutti e se possibile con un’anima ancora più fortemente non competitiva, la Nova Eroica Prosecco Hills riservata agli stradisti.
| 14-15/2 | Santa Vall by The Traka | Girona (ES |
| 28/3 | The Hills Gravel Race | Borgoluce (ITA( |
| 11/4 | Gravel Desert by The Traka | Huesca (ESP) |
| 1-2/5 | The Traka | Girona (ESP) |
| 7/6 | Ranxo Gravel by The Traka | Lleida (ESP) |
| 13/6 | Lost & Found Gravel Festival | Portola (California, USA) |
| 16-19/6 | Migration Gravel Race | Nairobi (KEN) |
| 8-12/7 | Oregon Trail Gravel | Bend (Oregon, USA) |
| 1/8 | Megre | Anyksciai (LTU) |
| 15/8 | Core | Iowa City (Iowa, USA) |
| 6/9 | The River by The Traka | Bouillion (BEL) |
A curare l’ospitalità e contribuire all’organizzazione dell’evento è Ludovico Giustiniani, che racconta qual è stata la genesi dell’evento e il suo ingresso in un così importante consesso internazionale: «La manifestazione è nata con Mattia De Marchi che l’anno scorso ha organizzato insieme ad altri due ragazzi di Padova il primo evento che partiva vicino alla nostra tenuta, un po’ più verso Treviso.
«Noi siamo un’azienda agricola proprio ai piedi della Pedemontana veneta, sono un migliaio di ettari ed è un buon punto di partenza perché ha un centro aziendale con la cantina, spazio per i parcheggi, la statale molto vicina, per cui c’è una bella logistica. Oltretutto abbiamo un viale interno di circa 800 metri che è anche molto valido per fare una partenza interna senza andare a bloccare il traffico e poi a soli 100 metri hai già le prime colline di Susegana, Pieve di Soligo, Valdobbiadene.


Un territorio ideale per il gravel
«Mattia De Marchi l’anno scorso inserì una parte del percorso che passava in mezzo all’azienda e poi anche in tutta la parte di strade aziendali. Quest’anno ci ha chiesto se volevamo farla partire da qua e noi ne siamo stati felici, vista la nostra esperienza con la Nova Eroica che sarà ad aprile, per cui diciamo far diventare questo territorio un punto di eccellenza per tutto il mondo gravel, facendo eventi di un certo livello è diventato il nostro l’obiettivo».
L’essere inseriti nel circuito che tocca ben 3 continenti, dovrebbe favorire anche una forte partecipazione straniera: «Vedendo quelli che erano stati gli atleti che hanno partecipato l’anno scorso, è presumibile che ci sarà un forte flusso di partecipanti da oltreconfine, proprio perché molti non guardano al circuito solo per fini agonistici, ma vogliono anche conoscere i teatri delle gare, fare un po’ di sano turismo».


Dalle gare lo sviluppo ciclistico della zona
Nell’allestimento di questa prova e anche nella stessa appartenenza al circuito, si guarda molto a ritrovare le radici del gravel: «Io mi sono avvicinato al mondo della bici e specificamente del gravel 7-8 anni fa. La mia grande passione è nata durante il periodo del Covid: non sapevo cosa fare, per cui in azienda andavo in bicicletta… Da qui abbiamo sviluppato l’idea di fare degli eventi che avessero un respiro nazionale o internazionale capaci di portare valore aggiunto a questo territorio. Magari in tanti non vengono da noi in bici, ma poi trovano l’ispirazione per affittarne una e girare per il territorio, scoprirne le sue belle e i suoi valori.
«Eventi come The Hills danno un valore aggiunto, hanno una risonanza che attira anche chi non è strettamente legato al mondo del ciclismo. Abbiamo visto lo scorso anno che è sì importante la parte agonistica (tra l’altro abbiamo vissuto un’edizione contraddistinta dalla pioggia) ma tutti erano molto divertiti, coniugando sport, fatica, ma anche svago. E poi c’è tutto il contorno, il villaggio, la struttura. Se dovessi fare un paragone fra i due eventi, la Nova e The Hills, sicuramente qui c’è un aspetto agonistico molto più importante, ma anche una commistione di significati».




Ciclismo ma non solo
Il territorio è naturalmente famoso per la sua straordinaria tradizione vinicola, ma attraverso questo impegno legato al cicloturismo, sta cambiando la percezione da parte della gente, che lo identifica anche per tutto quello che la bici può dare: «Diciamo che è un percorso che si sta evolvendo in maniera piuttosto veloce, perché nel territorio sono ormai molteplici gli eventi sportivi che promuovono le sue bellezze, soprattutto in bici oppure come prove podistiche. L’ultramaratona Prosecco Run ad esempio ha avuto oltre 5.000 partecipanti. Sicuramente questo territorio viene sempre più fuori come una zona che può essere non solo vinicola, ma un grande spazio naturale dove si possono fare tanti sport all’aria aperta.
«E’ chiaro che comunque questo territorio ha sempre avuto una forte valenza ciclistica. Basti pensare ad aziende di biciclette come Pinarello a Treviso. Questa zona direi che si sta sdoganando dalla sua immagine vitivinicola, il connubio fra vino e sport e natura sta diventando sempre più forte, perché la gente vuole andare in un posto dove può trovare più cose».







