E’ appena stato sollevato il velo sulla nuova Canyon Grizl AL in alluminio, pronta per alimentare la voglia di esplorazione. Si può dotare di portapacchi e borse per bikepacking o viaggi più pesanti. Si può alleggerire per sgambate senza altri pesi sul telaio. Si può equipaggiare con parafango e lucchetto per usarla in città. La nuova Grizl AL va bene per tutti gli usi: una sola bici, per almeno tre anime diverse.


Fra gara e scoperta
In qualche modo il gravel sta ripercorrendo i sentieri che tra la fine degli anni Ottanta e poi i Novanta furono della mountain bike. Mentre la tecnologia prendeva i suoi spazi e portava a biciclette sempre più leggere e prestanti, che sfociarono nei primi modelli per il cross county, parallelamente il fronte di coloro che vedevano nella bicicletta un mezzo per scoprire il mondo difendeva i suoi spazi, preferendo robustezza e affidabilità.
Nel gravel sta accadendo lo stesso. La disciplina nata per gli sterrati non ha resistito al richiamo dell’agonismo e nei cataloghi delle biciclette più belle brillano modelli superleggeri in carbonio, con spiccate doti aerodinamiche, per gare sempre più veloci. Lo abbiamo scritto un paio di giorni fa, commentando il lancio delle nuove ruote ENVE in occasione della The Traka corsa a più di 33 di media. Eppure non tutto è velocità e Grizl AL ne è la dimostrazione.




Canyon, una storia di vittorie
In casa Canyon lo sanno bene. Nel 2022 e poi nel 2024, due corridori del team Alpecin hanno conquistato il titolo mondiale gravel. Nel primo caso (che coincise con il primo mondiale della storia organizzata da Pozzato in Veneto) Gianni Vermeersch batté Daniel Oss e vinse su una Canyon Ultimate CFR da strada, montata con tubeless Vittoria Terreno Dry da 33 mm all’anteriore e 35 al posteriore.
Canyon aveva già in gamma le piattaforme Grail e Grizl per il gravel, ma Vermeersch preferì una bici da strada con ruote più grandi. Anche perché il percorso era veloce e privo di ostacoli significativi. Quando pochi giorni dopo si trattò di correre la Serenissima Gravel vestendo per la prima volta la maglia iridata, Vermeersch portò in gara una Canyon Grizl.
Due anni dopo il mondiale gravel a Leuven lo vinse Mathieu Van der Poel, questa volta utilizzando una Canyon Grail, con geometrie non troppo diverse dalla Ultimate, ma adattate all’uso in fuoristrada.


Grizl, il carbonio e l’alluminio
Da allora sono passati tanti chilometri di sterrato. I dati raccolti da Canyon hanno portato a una separazione piuttosto netta fra gravel da competizione e i modelli per scoprire il mondo. Lo scorso anno ha visto la luce la Grizl CF con il telaio in carbonio e ci si chiedeva che fine avrebbe fatto la Grizl AL: la risposta è appena arrivata.
Ecco una bella bici con il telaio in alluminio rivisto in maniera radicale: resistente, alleggerito di 120 grammi rispetto alla versione precedente e reso elegante con finiture e raccordi impercettibili.
Il tubo sterzo standard da 1-1/8”, il passaggio dei cavi esterno e semplificato, il reggisella tondo da 27,2 mm e il movimento centrale filettato standard T47, fanno della Grizl AL una bici affidabile e semplice nella manutenzione, per quando ci si trova in zone del mondo in cui non è così facile trovare un’officina specializzata.


Non teme il sovraccarico
Così robusto e capace di districarsi bene sia sugli sterrati scorrevoli che nei single track più accidentati, il nuovo telaio offre varie opzioni di personalizzazione.
Dispone infatti di vari attacchi per portapacchi e borse: accessori tutti acquistabili sul sito canyon.com. Quello più classico per disporre le tre borse sulla ruota posteriore. Sopra e sotto il tubo orizzontale (dove spiccano le innovative borse da telaio senza cinghie LOAD FidLock QuickLoader). Su entrambi i foderi della forcella e persino sulla ruota anteriore. Così carica, la Grizl AL può affrontare un viaggio estremo, ma anche disimpegnarsi nel traffico cittadino, quando le borse conterranno il necessario per una giornata di lavoro.
Per questo scopo, anche se il purista del gravel potrebbe ora storcere il naso, è possibile montare sulla bici i parafango Canyon DEFEND Fast Fenders, per la massima protezione contro la pioggia. Nessuna paura: si montano e si smontano in pochi secondi.




Assetto variabile, ma sempre comodo
L’esperienza dei primi mondiali gravel fece capire che laddove i fondi diventano sporchi e sconnessi, le coperture poco più che sottili mutuate dalla strada non bastano più. Ecco allora Grizl AL è equipaggiata con pneumatici da 45 mm, con la possibilità tuttavia di arrivare fino a 54 mm, in linea con la dotazione di una mountain bike. In questo modo è possibile personalizzare la scelta in funzione del percorso.
Al comfort di Grizl AL concorre anche la scelta del manubrio: un conto è dover essere aerodinamici per le due ore di una gara, ben altra cosa è rimanere in sella per giorni interi oppure doversi muovere in città vestiti da persone… normali, in posizioni meno estreme. Il manubrio in alluminio della Grizl AL riduce i punti di pressione e presenta un flare di 16 gradi per aumentare il controllo nelle discese veloci.


Qualità/prezzo imbattibile
Nonostante il grande lavoro di restyling, la scelta dell’alluminio permette di contenere i costi e fa di Grizl AL il perfetto punto di accesso al mondo del gravel, grazie a un rapporto qualità/prezzo decisamente interessante per i tre allestimenti.
Grizl 5 ha trasmissione Shimano CUES monocorona, freni a disco idraulici e reggisella in carbonio e si può acquistare a 1.299 euro.
Si sale a 1.799 euro con Grizl 6, montata con SRAM Apex 1×12 Double Tap e pneumatici tubeless-ready Schwalbe G-One RX.
Grizl 7 ESC costa 1.999 euro ed ha il cockpit Full Mounty, l’ultima evoluzione del reggisella flessibile VCLS 2.0, oltre a cassette ad ampio raggio 10-51 per affrontare anche le pendenze più arcigne.
In vendita da oggi sul sito Canyon, Grizl AL è disponibile in sette misure, dalla 2XS alla 2XL e diverse opzioni di colore.







