Il nuovo percorso della 1001 Miglia, un’occasione cicloturisticaIl nuovo percorso della 1001 Miglia, un’occasione cicloturistica

| 30 Luglio 2026

Il nuovo percorso della 1001 Miglia, un’occasione cicloturistica

Mancano ancora due anni alla 1001 Miglia, la più grande randonnée italiana, risposta (e per certi versi rivincita) alla Parigi-Brest-Parigi. Ma il grande raid italiano è già organizzativamente a buon punto, tanto è vero che è stato annunciato il nuovo percorso dove non mancano le novità.

Il tracciato della settima edizione, sempre con partenza e arrivo a Parabiago (MI), si arricchisce di importanti novità, accorciando il suo sviluppo geografico nel senso che non arriva più fino al Lazio ma scende fino a Pitigliano, nella Maremma per poi iniziare la lunga risalita. La particolarità di quest’edizione è l’inserimento di alcuni passaggi iconici, vere e proprie cartoline della nostra bellissima Italia che aggiungono un grande richiamo alla manifestazione.

Lo staff organizzativo insieme al presidente Fci Dagnoni. Rigamonti è al centro
Lo staff organizzativo della 1001 Miglia insieme al presidente Fci Dagnoni. Rigamonti è al centro
Lo staff organizzativo insieme al presidente Fci Dagnoni. Rigamonti è al centro
Lo staff organizzativo della 1001 Miglia insieme al presidente Fci Dagnoni. Rigamonti è al centro

A raccontare le nuove scelte della 1001 Miglia è Fermo Rigamonti, ultraottantenne organizzatore del raid famoso in tutto il mondo che continua il suo lavoro instancabile, affiancato dal figlio Giorgio: «Le scelte sono fatte sempre per introdurre novità e interessi attrattivi dell’Italia. Non è che abbiamo cambiato completamente il disegno della corsa, il bacino che percorriamo bene o male è sempre quello, ma vogliamo far conoscere delle nuove realtà. Stiamo dando delle opportunità turistiche, visto e considerato che siamo sempre passati in quelle zone, ma a una distanza tale da non visitarle. La scelta che abbiamo fatto è però quella di tenerla sempre su strade secondarie e non battute dal traffico».

Quali sono le novità principali?

Riguardano principalmente tutta la vasta porzione di tracciato disegnata in Toscana. Abbiamo messo per esempio le mura di Lucca. Prima passavamo dal paese di Pinocchio, Collodi, ma oramai lo conoscono tutti, ci siamo transitati sei volte. Un altro esempio è far conoscere la Torre di Pisa, che non avevamo mai toccato. Ci siamo tenuti all’interno della Toscana, facendo subito le Crete Senesi, andando a Castelnuovo, poi a Radicofani e andando giù a Bolsena stando sulla parte destra, cercando di costeggiare il più possibile la zona della Maremma passando da Bolgheri e l’Argentario, poi ritorniamo stando dalla parte sinistra costeggiando il Monte Amiata per ritornare praticamente a Castelnovo che per noi è un punto sempre cruciale, ci siamo sempre passati.

Il passaggio vicino alla Torre Pendente sarà uno dei punti focali della prossima edizione
Il passaggio vicino alla Torre Pendente sarà uno dei punti focali della prossima edizione della 1001 Miglia
Il passaggio vicino alla Torre Pendente sarà uno dei punti focali della prossima edizione
Il passaggio vicino alla Torre Pendente sarà uno dei punti focali della prossima edizione della 1001 Miglia
Quali sono gli altri punti iconici che avete inserito?

La zona del Chianti che non avevamo mai fatto come anche il fatto che andiamo a sfiorare il centro di Firenze attraverso strade secondarie per arrivare fino in Piazza Michelangelo che penso sia la visione migliore della città senza immergersi nel suo traffico e creare problemi ai ciclisti. Affrontiamo il litorale tirrenico, andiamo a sfiorare Pistoia per fare l’Abetone, altra grande novità della prossima edizione della 1001 Miglia.

Un’asperità non da poco…

L’Appennino l’avevamo attraversato sempre dalla parte a destra di Firenze, quella tosco-romagnola. Abbiamo pensato di cambiare toccando la Cima Coppi del percorso e passando da Pieve Pelago e scendendo a Serramazzoni passiamo da Maranello dove c’è la Ferrari, anche quella è un’icona che vogliamo dare la possibilità di conoscere. Da lì costeggiando l’Enza si va a Castelnuovo ne’ Monti e si passa per la famosa Pietra di Bismantova, per poi rimettersi sulla strada del ritorno che incontriamo costeggiando tutto il Po.

La Pietra di Bismantova, luogo fra i più caratteristici della parte finale (foto Appenninica)
La Pietra di Bismantova, luogo fra i più caratteristici della parte finale (foto Appenninica)
La Pietra di Bismantova, luogo fra i più caratteristici della parte finale (foto Appenninica)
La Pietra di Bismantova, luogo fra i più caratteristici della parte finale (foto Appenninica)
Il percorso nei suoi numeri cambia?

No, sono sempre 1001 miglia pari a 1.610 chilometri ma non cambia neanche l’altimetria, siamo sempre intorno ai 17 mila metri che è praticamente la quota con cui si sono sempre misurati in questi anni. Dal 2028 però introdurremo anche il mezzo percorso, 501 miglia per chi ha meno tempo a disposizione ma vuole “assaggiare” la nostra ricetta…

Chi partecipa alla 1001 Miglia non ha chiaramente alcuna velleità agonistica, però prende sempre parte a una manifestazione che ha un tempo delimitato. C’è questa curiosità cicloturistica in chi pedala, di vedere località nuove e attraenti?

La domanda è molto attinente e stiamo effettivamente entrando in una nuova dimensione del cicloturismo e delle randonnée. Prima i partecipanti delle randonnée erano dei piccoli fachiri, nel senso che pedalavano giorno e notte su distanze abbastanza lunghe e naturalmente avevano un loro motivo di visitare i luoghi, ma in maniera abbastanza scarna. Oggi c’è questa richiesta: “fammi vedere posti nuovi ma dammi anche un tempo per poterlo fare”. Non potevamo non tenerne conto…

Gli organizzatori contano di avere al via a Parabiago (MI) fra i 500 e i 600 partecipanti
Gli organizzatori della 1001 Miglia contano di avere al via a Parabiago (MI) fra i 500 e i 600 partecipanti
Gli organizzatori contano di avere al via fra i 500 e i 600 partecipanti
Gli organizzatori della 1001 Miglia contano di avere al via a Parabiago (MI) fra i 500 e i 600 partecipanti
Che cosa avete fatto al riguardo?

Noi abbiamo allargato la forbice da 70 a 144 ore fra partenza e arrivo. Entro questo limite ognuno si regola. Ricordo nella seconda e terza edizione ci furono corridori che arrivarono dopo 72 ore, quasi senza dormire, ma la zona forte è quella dalle 110 alle 120 ore. Noi abbiamo allungato ancora il tempo lungo, così chi vuole può scegliere anche destinazioni turistiche per fermarsi, fare foto, visitarle.

Adesso che il percorso è ufficializzato vi aspettate un incremento delle iscrizioni?

Dalle nostre previsioni dovremmo arrivare a 5-600 iscritti, non di più perché abbiamo 14-16 comitati di tappa e salvo i primi che hanno una forbice di tempo ristretta, agli altri dobbiamo chiedere un impegno costante tra le 20 e le 40 ore. Perciò bisogna trovare dietro delle organizzazioni disponibili a rimanere sul posto che è stato assegnato, sempre presenti nelle 24 ore, ma per una durata che può essere anche di due giorni consecutivi. Dobbiamo dire che tutti si stanno impegnando per colorare quel lasso di tempo con feste collaterali per poter far sì che chi deve star lì ha anche altre attività in modo che il tempo passi senza troppa fatica.

L'organizzazione ha già trovato i comitati di tappa, chiamati a un lavoro improbo
L’organizzazione ha già trovato i comitati di tappa, chiamati a un lavoro improbo
L'organizzazione ha già trovato i comitati di tappa, chiamati a un lavoro improbo
L’organizzazione ha già trovato i comitati di tappa, chiamati a un lavoro improbo
Mancano due anni alla prossima edizione e in percentuale a che punto siete nell’organizzazione?

Siamo già in attività e collegati con questi comitati di tappa che abbiamo interpellato, con cui cammin facendo andremo a fare dei sopralluoghi definitivi per quanto riguarda la logistica. Siamo già operativi da tempo, per fare qualcosa di memorabile.

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