Non una semplice ciclovia, ma un sistema di itinerari capace di mettere in rete borghi, servizi, strutture ricettive e patrimonio storico. E’ questa l’ambizione dell’Amerina Bike Route, il progetto nato grazie al bando Bici in Comune, che vede Todi (Pg) come capofila insieme ai seguenti comuni della Provincia di Terni: Amelia, Avigliano Umbro, Montecastrilli e Penna in Teverina. Un’iniziativa che punta a fare della bicicletta il filo conduttore per scoprire uno dei territori meno noti dell’Umbria, seguendo l’antico corridoio della Via Amerina (in apertura uno dei suoi caratteristici ponti), ma con una visione decisamente contemporanea.
Il progetto sta entrando nella sua fase operativa. Dopo la definizione del tracciato, la mappatura del territorio e lo studio della segnaletica, nei prossimi mesi prenderanno forma gli strumenti che permetteranno ai cicloturisti di vivere l’esperienza in maniera semplice e completa, dal sito web dedicato (operativo da settembre) fino ai pannelli informativi lungo il percorso. Ci spiega il tutto Federico Rubini, referente del progetto ed esperto di consulenza in ambito marketing
«L’idea non è mai stata quella di disegnare soltanto una traccia GPX – spiega – ma costruire una destinazione cicloturistica. Una ciclovia, da sola, serve a poco se lungo il percorso non ci sono servizi, informazioni e motivi per fermarsi. Per questo abbiamo lavorato prima di tutto sul territorio».


Una dorsale e cinque “petali”
Il cuore dell’Amerina Bike Route sarà una dorsale principale ad anello di circa 130 chilometri e 2.700 metri di dislivello. Il percorso attraverserà i cinque comuni privilegiando strade secondarie e tratti sterrati, senza inseguire necessariamente la via più breve.
La filosofia progettuale è stata quella di costruire un itinerario che valorizzasse il paesaggio e i luoghi simbolo della Via Amerina, passando per centri storici, frazioni, siti archeologici e punti panoramici. Da Piazza del Popolo a Todi, ad esempio, il percorso raggiungerà Collevalenza, Dunarobba con la celebre Foresta Fossile, Avigliano Umbro, Montecastrilli, Amelia e Penna in Teverina, prima di rientrare verso Todi attraversando Castel dell’Aquila, Santa Restituta, Toscolano e Izzalini.
Accanto alla dorsale nasceranno cinque itinerari locali, uno per ogni comune. «Li abbiamo chiamati “petali” – riprende Rubini – perché immaginiamo il progetto come una… margherita. La dorsale rappresenta il fiore principale, mentre ogni comune propone un proprio anello di 40-60 chilometri. In questo modo chi percorre l’Amerina Bike Route può decidere di fermarsi una notte in più e dedicare una giornata alla scoperta del territorio circostante». Una scelta, dunque, che punta ad aumentare la permanenza dei visitatori e a distribuire le ricadute economiche su tutto il comprensorio.


Censite 485 strutture
Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda il lavoro preliminare di mappatura, ben più approfondito rispetto a quello normalmente associato a una ciclovia.
«Sono state censite 485 realtà – precisa – tra strutture ricettive, ristoranti, bar, punti di interesse, eventi e servizi turistici distribuiti nei cinque comuni. Per ogni attività sono stati raccolti dati anagrafici, recapiti, capacità ricettiva, posizione geografica e distanza effettiva dal tracciato».
Oltre alla dorsale ed ai cinque petali, nel progetto rientrano anche dei percorsi urbani, una rete di collegamenti quotidiani, pensata non per il cicloturista ma per chi il territorio lo vive ogni giorno: i tragitti casa-scuola, casa-lavoro e verso i principali servizi di ciascun Comune. In modo da portare la bicicletta anche nella routine quotidiana e non solo nel tempo libero.


Una segnaletica specifica
Anche la segnaletica è stata progettata partendo dall’esperienza del cicloturista. Il sistema sarà composto da quattro tipologie di pannelli, ognuna con una funzione specifica. I gate accoglieranno chi entra nel territorio di ciascun comune, con mappe, informazioni storiche e QR Code per scaricare la traccia GPX e consultare il sito. I pannelli direzionali guideranno il ciclista agli incroci, quelli di conferma rassicureranno lungo i tratti più lineari, mentre gli “snodi petalo” indicheranno il punto esatto in cui lasciare la dorsale principale per imboccare uno degli anelli locali.
«Vogliamo che chi pedala non abbia continuamente bisogno del navigatore – dice -. La segnaletica deve accompagnare il viaggio e renderlo intuitivo, lasciando al cicloturista il piacere di guardarsi intorno invece che fissare uno schermo».


“La storia si pedala”
Lo slogan scelto per il progetto, “La storia si pedala”, sintetizza perfettamente la filosofia dell’Amerina Bike Route: «La via Amerina- spiega Rubini – è per prima cosa una via storica. E’ anche un cammino riconosciuto nell’Atlante Nazionale del Ministero della Cultura come Via Amerina e Cammino della Luce, il quale addirittura parte da Aquileia e arriva a Roma».
Prima dell’inaugurazione definitiva il percorso verrà testato nuovamente dagli stessi progettisti simulando un vero viaggio, con soste, pernottamenti e utilizzo dei servizi. «Percorreremo l’itinerario esattamente come farebbe un cicloturista – conclude Rubini – solo vivendo il percorso possiamo capire se tutto funziona davvero. E’ un modo per correggere gli ultimi dettagli e consegnare ai visitatori un’esperienza completa, non soltanto una bella traccia da seguire».
L’Amerina Bike Route nasce così con un’ambizione precisa: non essere un’infrastruttura isolata, ma una rete capace di connettere comunità, imprese e patrimonio culturale. Perché oggi il cicloturismo non cerca soltanto chilometri da percorrere, ma luoghi da vivere.







