Sneak Peaks, molto più che un’avventura bikepackingSneak Peaks, molto più che un’avventura bikepacking

| 31 Luglio 2026

Sneak Peaks, molto più che un’avventura bikepacking

Ci sono tanti fattori che rendono la Sneak Peaks Bikepacking Expedition qualcosa di davvero speciale. Innanzitutto il fatto che, pur essendo un evento che si disputa in Italia, ha una matrice completamente estera. L’organizzazione è infatti a cura della Orbit360, un’organizzazione tedesca fondata da Raphael Albrecht e Bengt Stiller nel periodo del Covid per ridare fiato alla voglia d’avventura degli appassionati delle due ruote. Si parte si arriva a Bolzano, con lo start fissato per il prossimo 26 luglio, per entrare a più stretto contatto con la natura e con la bellezza selvaggia delle Dolomiti.

In pochissimi anni la Sneak Peaks si è guadagnata uno spazio importante, un’aura di eccezionalità nel mondo del bikepacking. E’ un evento unsupported, quindi ogni partecipante deve affidarsi solo alle proprie forze, ma anche alla perfetta gestione di ogni evento, di qualsiasi necessità: non c’è un  cronometro a scandire il tempo, non ci sono sfide l’uno contro l’altro, ma solo contro se stessi, la propria capacità di affrontare tutto quello che l’Universo, un minuto dopo l’altro, gli proporrà.

Gli organizzatori, Raphael Albrecht a sinistra e Bengt Stiller a destra
Gli organizzatori, Raphael Albrecht a sinistra e Bengt Stiller a destra
Gli organizzatori, Raphael Albrecht a sinistra e Bengt Stiller a destra
Gli organizzatori, Raphael Albrecht a sinistra e Bengt Stiller a destra

Impossibile non fermarsi continuamente…

E’ questo che accresce il fascino della Sneak Peaks, che ha già ridefinito i canoni di durezza e spettacolarità nel mondo delle due ruote. L’unico impegno è completare il tracciato, in base alle proprie capacità, ma anche, e questo è un dato importante, alla propria spinta interiore, perché il contorno non è di quelli che puoi lasciar lì, attraversare senza degnarlo neanche di uno sguardo. E’ un viaggio, e nel viaggio arrivare non è tutto, il bello è proprio nel farlo, nell’assaporarlo e con un paesaggio come quello dolomitico la voglia è tanta di fermarsi, di incantarsi a guardare, di fermare il tempo attraverso una foto.

C’è anche un altro aspetto che conta ed è quello della condivisione. Può sembrare strano dirlo per un evento che si fonda soprattutto sulla sfida personale. Ma se l’asprezza del territorio e le pendenze verticali la posizionano di diritto tra le tracce più impegnative del pianeta, la filosofia dell’evento si fonda su un’atmosfera comunitaria unica, dove l’inclusività e la condivisione contano più della performance pura.

La Sneak Peaks ha tanti passaggi davvero unici, come guadi e valichi in un percorso inusuale
La Sneak Peaks ha tanti passaggi davvero unici, come guadi e valichi in un percorso inusuale
La Sneak Peaks ha tanti passaggi davvero unici, come guadi e valichi in un percorso inusuale
La Sneak Peaks ha tanti passaggi davvero unici, come guadi e valichi in un percorso inusuale

Dove influisce la condivisione

Nel bikepacking classico, la regola dell’indipendenza totale è spesso vissuta in modo rigido e solitario. La Sneak Peaks sovverte parzialmente questo dogma. Sono gli organizzatori stessi, forti delle loro esperienze, delle radici stesse della loro entità, sbocciata nel periodo nel quale la sicurezza era sinonimo di solitudine, a incoraggiare attivamente i partecipanti a stringere legami, formare piccoli gruppi spontanei lungo la traccia e supportarsi a vicenda nei momenti di crisi.

E’ qualcosa d’intrinseco alla Sneak Peaks, la socializzazione è quasi un “must” e la si evince sin dallo stesso manifesto e dal regolamento dell’evento. Ad esempio attraverso la Party Pace Patrol: Si tratta di una pattuglia di ciclisti d’esperienza che viaggia a un ritmo rilassato, con lo scopo di fare da collante per la retroguardia del gruppo, garantendo supporto morale, musica e buon umore.

Il contrasto tra la severità del percorso e la calorosa ospitalità è l’anima della Sneak Peaks. Ospitalità che i concorrenti possono direttamente misurare, assaporare attraverso i rifugi alpini dislocati lungo la traccia e che gli organizzatori hanno predisposto come checkpoint ufficiali del tracciato, dove i partecipanti possono timbrare la loro brevet card, trovando cibo caldo, bevande e un riparo sicuro per la notte, ma anche l’accoglienza calorosa di gestori abituati a ospitare gli alpinisti più incalliti.

Molti tratti della Sneak Peaks richiedono di scendere di bici e spingere, serve una buona preparazione fisica
Molti tratti della Sneak Peaks richiedono di scendere di bici e spingere, serve una buona preparazione fisica
Molti tratti della Sneak Peaks richiedono di scendere di bici e spingere, serve una buona preparazione fisica
Molti tratti della Sneak Peaks richiedono di scendere di bici e spingere, serve una buona preparazione fisica

Tre percorsi fra cui scegliere

La Sneak Peaks è stata pensata per accogliere le esigenze di ognuno e di considerare anche che non tutti sono allenati allo stesso modo e possono affrontare le stesse distanze. Ecco quindi che l’esperienza ha portato a sviluppare tre differenti percorsi: il principale è l’Adventure, di 1.100 chilometri per 40 mila metri di dislivello, passando per le creste più esposte e i passi più impervi delle Dolomiti. La prima alternativa è il Classic, di 800 chilometri per 28 mila metri, altrimenti si può scegliere l’Entrée, di 500 chilometri per 17 mila metri, il più dolce dei percorsi, anche se quest’aggettivo può suonare beffardo…

Si pedala quasi stabilmente oltre i 2.000 metri di altitudine e questo è un fattore che ogni partecipante deve considerare, anche nelle sue incidenze sul proprio metabolismo. La traccia unisce vallate solitarie e foreste fitte a praterie alpine d’alta quota e non mancano i tratti dove bisogne scendere di sella e spingere perché non tutti i tratti sono ciclabili. Ma questo è il bello di un evento bikepacking, dove bisogna davvero saper affrontare ogni eventualità.

Le discese non offrono molto spazio al relax. Molti segmenti gravel (la bici più indicata per questi percorsi) presentano un fondo smosso e tecnico, che richiede un controllo costante del mezzo, specialmente se appesantito dalle borse da bikepacking. La variabilità meteorologica dell’alta montagna alla fine di agosto rappresenta un’ulteriore incognita: i partecipanti devono essere pronti a passare dal caldo intenso del fondovalle a temperature vicine allo zero in caso di temporali in quota.

Ci sono 13 checkpoint lungo il percorso, prevalentemente posti presso rifugi alpini dove rifocillarsi e dormire
Ci sono 13 checkpoint lungo il percorso, prevalentemente posti presso rifugi alpini dove rifocillarsi e dormire
Ci sono 13 checkpoint lungo il percorso, prevalentemente posti presso rifugi alpini dove rifocillarsi e dormire
Ci sono 13 checkpoint lungo il percorso, prevalentemente posti presso rifugi alpini dove rifocillarsi e dormire

Le migliori scelte tecniche

Ci sono anche delle accortezze tecniche da considerare: utilizzare ad esempio rapporti corti, ossia configurazioni monocorona con corone anteriori ridotte, 36T o inferiori con pacchi pignoni generosi che saranno fondamentali per salvare le ginocchia. Pneumatici larghi, da almeno 45 millimetri di larghezza, tubeless, per assorbire le vibrazioni e ridurre il pericolo di forature. Un assetto leggero, studiato, impermeabile per le borse, posizionabili nel sottosella, sul telaio e sul manubrio.

Importantissima è la gestione dei punti di ristoro. Le distanze tra un centro abitato e l’altro possono essere enormi, nonostante gli organizzatori abbiamo predisposto 13 checkpoint. I concorrenti devono studiare meticolosamente la traccia GPX fornita dagli organizzatori per calcolare i punti di approvvigionamento idrico e alimentare e soprattutto come gestirsi per il necessario riposo, se in strutture o autonomamente, all’aperto considerando anche il fattore meteorologico.

Le bici sono attrezzate con borse nel sottosella, telaio e manubrio
Le bici sono attrezzate con borse nel sottosella, telaio e manubrio
Le bici sono attrezzate con borse nel sottosella, telaio e manubrio
Le bici sono attrezzate con borse nel sottosella, telaio e manubrio

Il premio speciale all’arrivo…

La privazione del sonno è un altro fattore cruciale. Trattandosi di una sfida a tempo continuato, l’orologio non si ferma mai. C’è chi sceglierà di pedalare gran parte della notte sfruttando potenti fari a LED e dinamo al mozzo, e chi preferirà fermarsi al tramonto per preservare le energie mentali necessarie ad affrontare le discese tecniche del giorno successivo. Ma chi riuscirà a chiudere il cerchio e a ritornare a Bolzano completerà molto più di un viaggio in bicicletta. Ad attendere i finisher all’arrivo non ci saranno medaglie d’oro, ma qualcosa di molto più prezioso: il riconoscimento della comunità.

Ottenere lo status di “Sneak Peaks approved” significa essere entrati a far parte di una famiglia di avventurieri che hanno condiviso la fatica, la polvere e l’estasi delle creste alpine. L’evento si concluderà come è iniziato, all’insegna della convivialità, con i ciclisti riuniti a festeggiare davanti a una birra fresca, condividendo i racconti di notti passate sotto le stelle e di salite che sembravano non finire mai. Come anche quell’indefinibile stato interiore fra gioia e sorpresa…

Sneak Peaks Bikepacking Expedition

TUTTE LE CATEGORIE DEL MAGAZINE