ZOLDO (BL) – Siamo stati ospiti di Civetta Superbike, il nuovo portale dedicato al turismo su due ruote gestito dal Ski Civetta, il comprensorio di impianti di risalita nel cuore delle Dolomiti Bellunesi. Un attimo di geolocalizzazione.
Ci troviamo in provincia di Belluno, e il Civetta Superbike si estende su tre valli: Agordino, Val Fiorentina e Val di Zoldo, unendo i tre paesi principali che sono Alleghe, Selva di Cadore e Val di Zoldo. Tutto ciò sotto lo sguardo di due delle cime dolomitiche più belle e riconoscibili, il Monte Civetta e il Pelmo.
Considerata la stagione non ci siamo andati per sciare, naturalmente. Ma per scoprire le possibilità cicloturistiche di quei luoghi durante l’estate che, visto il territorio, si declinano principalmente con percorsi off-road. Il comprensorio offre infatti qualcosa come 520 chilometri di percorsi di ogni livello fra le tre valli, collegati tramite gli impianti di risalita.


Tra la bontà del pastin e l’ebbrezza dell’e-mtb
Ora, sembra giusto confessare subito che chi scrive è arrivato in Zoldo, dove ci hanno accolti, digiuno di esperienze in e-bike e poco avvezzo all’utilizzo di impianti di risalita, come magari potrà pensare qualcuno leggendo questo articolo. Dopo la serata con cena annessa all’Hotel Maè (che prende il nome dal torrente che ha creato la Val Zoldana) dove abbiamo assaggiato molte specialità della cucina bellunese, come il pastin, abbinate ai vini locali dell’azienda feltrina De Bacco, il giorno successivo siamo saliti in bici.
Il mezzo che ci hanno riservato era una Scott Patron biammortizzata, un’e-mtb molto potente con telaio in alluminio che fin dalle prime pedalate dava un’impressionante sensazione di stabilità e sicurezza. E infatti, dopo il primo tratto fatto con gli impianti da Pecol di Zoldo, al momento della prima breve discesa, dopo qualche breve tentennamento, abbiamo iniziato a lanciarci con sempre maggior brio lungo gli sterrati.
Guarda un po’, con queste mtb elettriche si può scendere comodamente senza il terrore di prendere una buca o un sasso, pensando solo a divertirsi come un bambino su uno scivolo. E in più, incredibile magia, quando c’è una rampetta basta innestare la modalità di assistenza appena sopra l’Eco e si va su che è un piacere.




La terrazza più bella delle Dolomiti
Stesso discorso, si può dire, degli impianti di risalita. Sempre accompagnati da Alessandro, una delle guide di Civetta Superbike, scendiamo in Val Fiorentina e pedaliamo lungo la ciclabile fino a Santa Fosca, poco prima di Selva di Cadore. Lì siamo sulla seggiovia e su, senza troppo guardare in basso, fino alla cima del Monte Fertazza. Ora, per chi non lo sapesse (come chi scrive fino alla settimana scorsa) il Monte Fertazza è forse il punto panoramico più bello del comprensorio Ski Civetta, e uno dei migliori delle Dolomiti in generale. Il perché è presto detto.
E’ poco oltre i 2.000 metri e giusto al centro di una triangolazione che vede agli altri poli il Civetta e il Pelmo. Si arriva su e di fronte si staglia l’impressionante versante nord-ovest del Civetta, la parete delle pareti, dove nel 1925 venne aperta la Solleder-Lettenbauer, universalmente riconosciuta come prima via di 6° grado al mondo.
Volgendo lo sguardo leggermente a sinistra invece appare il Pelmo, con la sua forma inconfondibile, isolata e imponente, che i locali chiamano “Caregon del Signor”, perché assomiglia ad un grande trono. Ecco, dovessimo dire una cosa sola della nostra trasferta, e del comprensorio Ski Civetta, diremmo che soltanto una singola salita sul Monte Fertazza vale il viaggio, qualunque sia il punto di partenza.


Un universo di sentieri, in cui tornare
Ma per nostra fortuna noi abbiamo continuato, e ad aspettarci c’era una lunghissima quanto divertente discesa verso Alleghe, passando per i Piani di Pezzè, dove giusto quest’anno è arrivato il Giro d’Italia. Da Alleghe poi di nuovo impianti (sempre guardando in basso il meno possibile) e su di nuovo, altro giro altra corsa, fino a Col dei Baldi, a metà tra l’Agordino e Zoldo.
A quel punto Alessandro ha valutato che avessimo acquisito sufficiente esperienza per provare qualche sentiero. Nulla di davvero impegnativo, ma abbastanza per rinnovare quella sensazione bambinesca di divertimento puro, il godimento distillato che dà l’essere dalla parte giusta della gravità in mezzo a prati fioriti e boschi di abete rosso.
Così quando torniamo di nuovo a Pecol, alla fine della nostra giornata su e giù per il comprensorio Civetta Superski, anche chi scrive si è dovuto ricredere su queste famose e-mtb. Anzi, avremmo fatto molto volentieri ancora qualche altra discesa. Ma Alessandro, che da giugno a settembre è qui ad accompagnare biker quasi tutti i giorni, ci rassicura. Abbiamo fatto solo una minima parte dei trail offerti dal comprensorio, sia per estensione che per difficoltà.
Quindi magari non subito, magari non domani, ma bisognerà pur tornare a provare anche il resto del divertimento, lì tra le montagne più belle del mondo.







