Nella scorsa primavera era stata presentata l’App MyMontefeltro, chiamata a dare uno strumento in più a tutti coloro che vogliono scoprire questa bellissima terra di confine, dalla lunga storia e dalle forti inerenze legate ancora a tempi andati. Un territorio la cui cultura ha risentito di tante influenze da parte di tutte le terre confinanti e proprio per questo tutta da scoprire. La scelta di presentare l’app alle porte della stagione più calda e più turistica era stata fatta a ragion veduta e a distanza di qualche settimana è già tempo di fare il punto della situazione.
Per parlarne il referente ideale e Elia Rossi, Sindaco di Monte Grimano Terme che ha subito creduto nelle grandi potenzialità della App ottenendo il finanziamento necessario per il suo sviluppo, ma il discorso non può non partire da qual è la situazione dal punto di vista cicloturistico per la zona: «Noi abbiamo due asset principali: uno è quello ordinario, quindi dei ciclisti che salgono dalla riviera romagnola per la viabilità classica, e quindi siamo su strada e raggiungono Monte Grimano come punto intermedio per chi ha la gamba più rodata.


Due diverse anime del cicloturismo
«Il Pantani della situazione che vuole arrivare al Carpegna, passa per Monte Grimano, fa la sosta, poi va su al Carpegna. Gli altri invece di solito arrivano in paese e poi tornano indietro. Ciò significa che abbiamo un viavai di biciclette continuo e costante.
«Dopodiché c’è il nuovo asset che si sta sviluppando, che è quello interno ai boschi, alle montagne, il territorio da scoprire che dal 2020 in avanti ha avuto una forte accelerazione. Abbiamo sviluppato oltre 60 chilometri di percorsi che collegano anche due Stati, perché noi siamo in grado di presentare un’offerta che tocca su più punti anche la Repubblica di San Marino.


Un territorio fra due regioni e due Stati
«Quindi si può girare tra due regioni d’Italia, Emilia-Romagna e Marche, e tra due Stati, infatti noi siamo l’unico comune marchigiano che confina con la Repubblica di San Marino, così siamo fortunati anche su questo perché possiamo offrire tre Patrimoni dell’Umanità nell’arco di 30 chilometri, considerando Urbino e le grotte di Onferno».
Il Comune è il vero generatore di questa app My Montefeltro e la sua nascita ha dato una nuova impronta a tutto il cicloturismo locale.
«E’ arrivata come nuovo step di un lungo cammino dedicato alla bici – afferma Rossi – Quando ci siamo insediati come nuova amministrazione nel 2019, abbiamo pensato di fare subito una scuola di ciclismo per bambini nel parco comunale, con un piccolo percorso. Abbiamo avuto per tutta l’estate il parco addobbato con bambini che avevano a disposizione una mountain bike e gli abbiamo insegnato quando è il momento di dare la spinta nella pedalata, quando stare in piedi, quando stare seduti, come affrontare una curva, quando frenare con quello davanti e con quello dietro.


Tutto parte dai bambini
«Questo ha trasmesso un senso di appartenenza al mondo ciclistico che ha superato il muro generazionale perché è partito dai bambini ed è arrivato fino ai genitori che hanno riscoperto una cosa che era nel nostro DNA negli anni Cinquanta e che poi si è andato un po’ a perdere nel tempo. Di conseguenza, la buona volontà di tanti nostri cittadini ha fatto sì che si potesse riaprire la rete di sentieri e a quel punto, una volta creato il servizio, la gente si è messa a disposizione per poterlo utilizzare.
«Abbiamo visto che i cittadini, gli agriturismi e le strutture ricettive apprezzavano l’offerta che potevano fare ai propri clienti e a quel punto abbiamo deciso di investire. Quando è uscito il bando, Monte Grimano ci ha creduto subito, ha chiamato gli altri comuni limitrofi e siamo andati avanti per dare a chi arriva un servizio in più, al passo con i tempi».


Montefeltro, territorio “portiere”
Bisogna però identificare con chiarezza anche il territorio oggetto della app. Il Montefeltro è una terra più marchigiana, più romagnola o per meglio dire a sé stante? «Io dico sempre che la nostra terra è “portiera”, perché Montefeltro gode di un’influenza di tante persone che arrivano e fanno crescere ancora di più questa terra. Il Montefeltro storico, quello vero, è influenzato dalla Toscana nell’area confinante con Sestino, ma gode anche della simpatia dei romagnoli, dell’orgoglio dei sammarinesi, della forza dei marchigiani il che dà a questa terra infinite caratteristiche.
«E’ una terra che va dal mare alla montagna, che vede lo spirito imprenditoriale dei marchigiani, quelli che si rimboccano le mani e che lavorano 30 ore al giorno, ma dall’altra parte c’è l’inventiva e lo spirito d’impresa del romagnolo che nonostante mille difficoltà va sempre avanti. Credo che il Montefeltro sia un tale crogiolo di culture e di storie radicate nel tempo che bisognerebbe considerare l’ipotesi di farne un Patrimonio dell’Umanità».


La diffusione della app My Montefeltro sta favorendo una presenza cicloturistica anche d’oltreconfine? «E’ parte di un pacchetto che funziona. E’ un servizio che viene erogato e dedicato a tutti quelli che vengono nel Montefeltro, che compare nei vari App Store o Apple Store e già ti incuriosisce e in più dà la possibilità anche a chi pensa solo di venire a fare un giro nelle nostre terre, di capire che cosa l’aspetta. Questo è molto utile perché, prima ancora di essere su quel territorio, ho la possibilità di pianificare quello che voglio fare, un elemento in più di spinta per andarlo a visitare».







