Ormai parlare di Biciplan è diventato un’abitudine nel panorama italiano, quasi ogni città, soprattutto al momento del cambio di giunta, discute la nuova strategia legata alla mobilità sostenibile ed Ancona non è differente, anzi. Il capoluogo marchigiano è in grande fermento da questo punto di vista e si appresta a una profonda rivisitazione del suo volto urbano, legato alla gestione del traffico e alle abitudini dei residenti.


Per Ancona un ridisegno in profondità
La giunta comunale di Ancona ha già approvato il nuovo Biciplan, integrato nel più ampio quadro del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che verrà adottato subito dopo l’estate. La prima cosa che emerge dalla sua analisi è che non si tratta di un semplice “maquillage” di quanto già esistente, le ambizioni sono ben più alte: si pensa infatti di rivedere tutta la struttura cittadina, in un quadro complesso. Ancona infatti è stretta tra i rilievi aspri del Conero e la sua parte costiera, quindi con avvallamenti, uno sviluppo particolare della sua urbanistica, strade da studiare con attenzione per permettere una circolazione ciclistica ben adattata a quella automobilistica.
Ancona possiede una morfologia unica nel panorama delle città costiere adriatiche: ci sono colli, promontori, falesie a picco sul mare. Già costruire la sua rete stradale non era stato facile, figurarsi per la bici. Ancona è una città particolare, come bellezza ha pochi eguali anche in un contesto straordinario come quello tricolore, con scorci paesaggistici straordinari, ma certamente non è ideale per le due ruote se le si intende come mezzo di spostamento quotidiano. L’evoluzione sta però spingendo in questa direzione, anche grazie alle nuove soluzioni tecniche come le bici a pedalata assistita e allora bisogna pensare a qualcosa che aiuti, che spinga all’uso della bici anche come strumento abituale per chi ad Ancona vive. Il nuovo Biciplan nasce per questo.


Un progetto nato dalla diffusione delle e-bike
L’idea di base è costruire una rete ciclabile moderna e sicura, che abbracci tutta la città, utilizzando quanto già esiste ma inquadrandolo in un progetto complessivo fatto di linee protette di scorrimento. Proprio le e-bike hanno un peso non secondario nell’ideazione del progetto, la loro diffusione è quasi un antidoto all’annoso problema delle pendenze, è come dire che si può finalmente osare, rendendo la mobilità attiva accessibile a chiunque, dai pendolari agli studenti, fino agli anziani.
Il progetto del Biciplan vuole valorizzare i percorsi storici e le direttrici già esistenti, inquadrando i punti nevralgici di Ancona, soprattutto dal punto di vista turistico ed aggregativo, come parte integrante della rete. Ecco quindi che il fulcro dell’interconnessione urbana partirà dall’ottimizzazione del percorso “da mare a mare” (che unisce il porto antico al Passetto) e dalle piste di via Giordano Bruno, via Mattei e il percorso del Fornetto. Queste sono le arterie principali, intorno alle quali costruire una una ragnatela di nuovi collegamenti fra il centro storico e i quartieri periferici, fra le aree industriali e i nodi di interscambio.


Connettere la bici al trasporto pubblico
Principale promotore del Biciplan anconetano è il vicesindaco e Assessore alla Mobilità Giovanni Zinni: «Non abbiamo interpretato questo progetto come una semplice lista di interventi – ha indicato durante la presentazione – ma alla sua base c’è una visione precisa che vuole proporre un sistema di mobilità a basso impatto interconnesso con altri mezzi di trasporto. C’è bisogno di uscire dall’idea dell’auto come strumento necessario ad Ancona, non è così, possiamo abbracciare criteri di sostenibilità che migliorino l’aria che respiriamo e la sicurezza delle nostre strade. Con l’adozione formale del PUMS in autunno, daremo ai cittadini uno strumento operativo in grado di ridefinire i tempi e i modi della vita urbana».
Zinni ha ben presenti le difficoltà che la stessa conformazione morfologica del capoluogo marchigiano propone: «Le conosciamo bene, sappiamo quel che significa essere stretti tra mare e colline, ma non possiamo limitarci a disegnare strisce gialle sull’asfalto. Noi dobbiamo puntare sull’intermodalità: la scommessa è connettere sempre più la bici al trasporto pubblico. Chi arriva in treno o lascia l’auto nei parcheggi deve trovare immediatamente la possibilità di salire in sella in modo confortevole, sicuro e immediato e raggiungere la sua destinazione».


Hub protetti e sorvegliati per le bici
Parole che fanno capire come non basti mettersi su una mappa e disegnare percorsi, ci sono interventi che fanno parte del Biciplan che sono importanti quanto la stessa rete. Il programma prevede che verranno realizzati hub protetti e sorvegliati per la sosta delle biciclette, in particolar modo nella zona delle cinque stazioni ferroviarie in città come anche a ridosso dei principali punti nevralgici del trasporto pubblico. E’ una precisa azione contro il fenomeno dei furti, uno dei principali deterrenti all’acquisto di e-bike.
Inoltre è intenzione di rilanciare e potenziare il servizio di bikesharing urbano, incentivando l’iniziativa privata. Una novità importante riguarderà la scelta, in quelle zone dove il disegno stradale non consente di apporre piste ciclabili separate, di dichiararle Zone 30, con traffico automobilistico rallentato. Esse diverranno lo standard nei quartieri ad alta densità abitativa per garantire l’incolumità dei ciclisti e favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro.


Uno sguardo anche verso i crocieristi
Ancor prima della sua messa in opera, il Biciplan ha già riscosso ampia approvazione cittadina e sostegno da parte delle associazioni del settore. La stessa FIAB ha inserito Ancona nel suo elenco di Comuni Ciclabili permettendone di riconquistare la prestigiosa Bandiera Gialla 2026. Particolarmente apprezzati sono stati i nuovi tratti ciclopedonali realizzati nella zona sud della città grazie ai fondi del PNRR.
Ma non è tutto: la riveduta rete ciclabile urbana si fonderà con un progetto coordinato di area vasta che include i comuni limitrofi di Camerano, Numana e Sirolo. Il tutto per intercettare i grandi flussi turistici e si pensa anche a iniziative specifiche legate all’approdo dei crocieristi al porto di Ancona. Si permetterà loro di trovare info point dedicati all’ingresso della città e una web app geolocalizzata per noleggiare una bici e seguire itinerari culturali, naturalistici ed enogastronomici lungo le pendici del promontorio. La nuova Ancona passa anche per queste iniziative, non resta che attendere.







