Cop31 Bike Ride, ciclostaffetta per il climaCop31 Bike Ride, ciclostaffetta per il clima

| 19 Agosto 2026

COP31 Bike Ride, da oggi in Italia la ciclostaffetta per il clima

Una ciclostaffetta che attraversa Paesi e continenti portando fino alla COP31 di Antalya, in programma a novembre in Turchia, un messaggio preciso: anche la bicicletta deve avere un ruolo nelle politiche per la transizione ecologica. Dopo le esperienze delle ultime due edizioni, la COP Bike Ride torna con un progetto ancora più ampio e un obiettivo dichiarato di 10.000 partecipanti lungo il viaggio dal Brasile alla Turchia. L’Italia avrà un ruolo importante, perché sarà attraversata da due distinti rami della staffetta: il primo (da domani al 5 settembre) dalla Val di Susa a Trieste, il secondo (da oggi al 2 settembre) da Padova a Bari, seguendo in buona parte la direttrice adriatica.

A coordinare il progetto italiano è Jacopo Bardi, già Bicycle Mayor di Firenze, affiancato quest’anno da coordinatori regionali che seguiranno le diverse tappe. «La COP Bike Ride – spiega – è una ciclostaffetta per il clima che vuole sensibilizzare sulle tematiche legate alla transizione ecologica e, in particolare, sulle potenzialità della ciclomobilità nel ridurre le emissioni di CO2. Nel passaggio da un Paese all’altro e da una città all’altra coinvolgiamo cittadini e amministrazioni locali, facciamo informazione e cerchiamo di ottenere impegni concreti per la promozione della bicicletta».

Cop31 Bike Ride, ciclostaffetta per il clima
Qui siamo in Portogallo. La Cop31 era appena sbarcata dal Brasile ed iniziava il suo tratto europeo (foto Instagram)
Cop31 Bike Ride, ciclostaffetta per il clima
Qui siamo in Portogallo. La Cop31 era appena sbarcata dal Brasile ed iniziava il suo tratto europeo (foto Instagram)

Parigi, Baku e il Brasile

La storia della COP Bike Ride è recente. La prima grande edizione risale al 2024, quando oltre 200 ciclisti percorsero complessivamente 6.500 chilometri attraverso 11 Paesi, collegando Parigi, città simbolo degli accordi internazionali sul clima, a Baku, sede della COP29.

L’anno scorso l’asticella si è alzata ulteriormente. Per raggiungere la COP30 di Belém, in Brasile, la staffetta è partita proprio da Baku e ha combinato bicicletta e traversate in barca a vela, coinvolgendo più di 1.000 ciclisti in quasi venti Paesi.

Anche l’Italia aveva partecipato attivamente. Con il supporto delle associazioni FIAB e di altre realtà locali erano state raccolte 12 lettere d’impegno sulla promozione della ciclomobilità, sottoscritte tra gli altri dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e dai Comuni di Gorizia, Ferrara, Bologna, Firenze e Viareggio. «In totale sono state consegnate al presidente della COP di Belém una sessantina di lettere d’impegno – spiega Bardi -. Anche quest’anno faremo lo stesso, perché non vogliamo che la ciclostaffetta rimanga soltanto una manifestazione estemporanea di sensibilizzazione».

Cop31 Bike Ride, ciclostaffetta per il clima
Un’istantanea dell’anno scorso alla stazione di Nova Gorica, in Slovenia. Si andava da Baku a Belém
Cop31 Bike Ride, ciclostaffetta per il clima
Un’istantanea dell’anno scorso alla stazione di Nova Gorica, in Slovenia. Si andava da Baku a Belém

Dalla Val di Susa a Trieste

Il principale attraversamento italiano della COP31 Bike Ride comincerà domani a Susa (To), dove avverrà il passaggio del testimone tra i ciclisti francesi e quelli italiani. Da qui la staffetta attraverserà l’Italia settentrionale da ovest verso est passando per Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza, Venezia e Udine, prima di raggiungere Trieste il 5 settembre e consegnare il testimone ai ciclisti sloveni.

Il format richiama volutamente quello della fiamma olimpica. A passare da un gruppo all’altro è uno striscione che rappresenta le dieci proposte politiche della COP Bike Ride per la ciclabilità. Alle singole tappe possono aggiungersi ciclisti locali, associazioni e semplici cittadini.

L’obiettivo finale va però oltre il viaggio. La campagna punta a far entrare sistematicamente la ciclabilità negli NDC, i Nationally Determined Contributions, cioè gli impegni climatici assunti dai singoli Stati nell’ambito dell’Accordo di Parigi. «La missione è cercare di fare pressione affinché la ciclomobilità venga inserita negli NDC dei singoli Paesi – continua Bardi -, in maniera tale che diventi un asse strategico della transizione ecologica. Ci sono quindi diversi livelli: quello simbolico, il coinvolgimento dei cittadini e delle amministrazioni e infine il livello internazionale della COP».

Cop31 Bike Ride, ciclostaffetta per il clima
La situazione in tempo reale della COP31 Bike Ride sulla mappa interattiva. Pronti i due rami italiani
Cop31 Bike Ride, ciclostaffetta per il clima
La situazione in tempo reale della COP31 Bike Ride sulla mappa interattiva. Pronti i due rami italiani

Lungo l’Adriatico

La novità italiana di quest’anno è il secondo ramo, pressoché in contemporanea al primo, che è partito proprio oggi da Padova e scenderà lungo la costa adriatica fino a raggiungere Bari il 1° settembre. «Dopo una giornata di sosta a Bari – conclude Bardi – questo ramo proseguirà attraverso Albania, Montenegro e Serbia e si ricollegherà con il percorso principale a Belgrado».

Per chi pedala in Italia significa avere a disposizione un secondo itinerario, anche questo sostanzialmente pianeggiante, costruito lungo l’asse della Ciclovia Adriatica. Una variante nata in corso d’opera che evidenzia l’interesse del nostro Paese per l’iniziativa. Ad ogni modo, c’è anche una mappa interattiva che illustra la situazione dei tragitti percorsi in tempo reale.

Cop31 Bike Ride, ciclostaffetta per il clima
Jacopo Bardi è il coordinatore del tratto italiano della COP31 Bike Ride. Pedalerà personalmente quello che da Susa è diretto a Trieste
Cop31 Bike Ride, ciclostaffetta per il clima
Jacopo Bardi è il coordinatore del tratto italiano della COP31 Bike Ride. Pedalerà personalmente quello che da Susa è diretto a Trieste

Come partecipare

Tutti possono aggregarsi e non occorre necessariamente affrontare l’intero percorso. La filosofia della manifestazione è quella di costruire tappe accessibili, normalmente comprese tra 35 e 70-80 chilometri al giorno, alle quali ci si può unire anche soltanto per una giornata. «E’ tutto gratuito – specifica il coordinatore -. Sul sito della COP31 Bike Ride c’è un form: ci si iscrive e si riceve una mail con le informazioni e l’invito a entrare nel gruppo WhatsApp specifico delle tappe alle quali si vuole partecipare».

La logistica mantiene della COP31 Bike Ride volutamente un’impostazione essenziale. Ai partecipanti viene richiesto di essere autonomi con tenda e materassino, mentre l’organizzazione, insieme alle associazioni locali, cerca luoghi nei quali sia possibile pernottare. Tracce, altimetrie, giornate di viaggio e indicazioni sulle possibili sistemazioni vengono condivise con gli iscritti.

Nel 2025 la partecipazione alle singole giornate italiane oscillava indicativamente tra cinque e venti ciclisti, con punte superiori in alcune zone. Numeri destinati potenzialmente a crescere quest’anno, mentre la staffetta proverà nuovamente a trasformare migliaia di chilometri pedalati in una richiesta politica: considerare la bicicletta non soltanto come mezzo per raccontare la transizione ecologica, ma come uno degli strumenti concreti per realizzarla.

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