RIMINI – Alla Velo-city Conference di Rimini, come sapete, si è parlato molto di infrastrutture, pianificazione urbana e sicurezza stradale. Tra i tanti incontri c’è stato spazio anche per conoscere una realtà che lavora soprattutto sulle persone. Si chiama BYCS, una ONG con sede ad Amsterdam, ed è la promotrice del network internazionale dei Bicycle Mayor, i… sindaci della bicicletta.
A raccontarci il funzionamento è stata Michela Chamonal, Network and Development Manager di BYCS, che ci ha spiegato, seduti al lunch break tra una conferenza e l’altra, come l’obiettivo non sia tanto quello di progettare piste ciclabili, quanto di creare una comunità globale di persone capaci di promuovere la bicicletta come strumento di cambiamento urbano e sociale.
«Il Bicycle Mayor Network è nato nel 2016 con l’idea di legittimare attivisti e promotori della bicicletta – spiega – in modo che il loro lavoro fosse maggiormente riconosciuto. Oggi abbiamo più di 165 Bicycle Mayor sparsi in 42 Paesi».


Il ruolo del Bicycle Mayor
Il titolo di Bicycle Mayor non viene assegnato alle amministrazioni, ma ai singoli cittadini. Chiunque abbia a cuore la mobilità ciclistica può candidarsi attraverso una selezione gestita da BYCS, entrando poi in una rete internazionale fatta di incontri, formazione e confronto continuo.
«I Bicycle Mayor mandano una candidatura, vengono selezionati e poi inseriti nel network. Da quel momento hanno accesso a tutti gli altri Bicycle Mayor, partecipano a workshop, incontri online e momenti di capacity building. L’idea è che possano confrontarsi e imparare gli uni dagli altri».
E’ proprio questo scambio di esperienze uno degli aspetti più interessanti del progetto. Un’iniziativa nata in una città può infatti essere replicata dall’altra parte del mondo, adattandola alle esigenze locali. «Succede che un Bicycle Mayor di una città decida di realizzare un progetto già sperimentato altrove perché vede che funziona – continua Chamonal -. Si conoscono, si parlano e condividono le rispettive esperienze».


L’esempio di Cycle for Better Health
Tra i progetti più significativi c’è Cycle for Better Health, mutuato dal Cities for Better Health di Novo Nordisk e sviluppato contemporaneamente a Bari, Bratislava e Bogotá grazie alla collaborazione tra i rispettivi Bicycle Mayor.
«Il progetto è dedicato ai bambini e alle loro famiglie. Non insegna soltanto ad andare in bicicletta – spiega Michela – ma anche a muoversi in sicurezza e a vivere la strada. Coinvolgiamo i genitori perché, se loro non credono nella bicicletta, tutto il lavoro con i figli rischia di essere inutile».
La rete è presente anche in Italia, dove oggi fanno parte del programma Giuseppe Moscato a Milano, Jacopo Bardi a Firenze, Luca Simeone a Napoli, Antonella Santoro a Bari, Katy Piras a Cagliari e, fresco di nomina proprio a Velo-city, Alessandro Baducci a Rimini.


Fondi europei da Erasmus+
Secondo Chamonal, il titolo di Bicycle Mayor può diventare anche uno strumento per dialogare meglio con le istituzioni. «Essere riconosciuti come Bicycle Mayor apre spesso delle porte. Da semplice attivista diventi una figura riconosciuta e questo facilita il confronto con le amministrazioni. E’ successo, ad esempio, a Luca Simeone con il Napoli Bike Festival».
Un’esperienza che dimostra come il cambiamento possa nascere anche dal basso, facendo leva sulle relazioni tra persone prima ancora che sulle opere pubbliche. Lo sguardo è ora rivolto al futuro. Grazie a un progetto finanziato dal programma europeo Erasmus+, BYCS sta lavorando per coinvolgere un numero sempre maggiore di giovani tra i 18 e i 30 anni.
«Vogliamo continuare a crescere, mantenendo però la libertà dei Bicycle Mayor. Noi non diciamo loro cosa devono fare: ciascuno sceglie come promuovere la bicicletta nella propria città. Il nostro compito è metterli in condizione di confrontarsi e condividere le esperienze».


Jacopo Bardi, “sindaco” di Firenze
Abbiamo scambiato due battute anche con Jacopo Bardi, Bicycle Mayor di Firenze (ma anche referente italiano per Cop31 Bike Ride che transiterà in Italia in agosto).
«Il mio lavoro è soprattutto quello di fare rete – ci dice – come Bicycle Mayor promuovo la ciclabilità mettendo in contatto associazioni, istituzioni e cittadini. A Firenze faccio parte della rete Firenze 30, che riunisce FIAB, Legambiente e le associazioni delle vittime della strada per sostenere una vera Città 30, non semplicemente delle zone 30 a macchia di leopardo. Allo stesso tempo BYCS ci permette di confrontarci con gli altri Bicycle Mayor, italiani e internazionali, condividendo esperienze e buone pratiche che possono essere adattate alle diverse realtà locali».
BYCS







