Una grande corsa non competitiva nei luoghi dei Giochi di Milano Cortina 2026: ecco The Great Ride. Dopo la prima edizione del 2025, ecco ora un itinerario gravel che dal 17 al 20 settembre collegherà Verona, sede della Cerimonia di chiusura olimpica e di quella d’apertura paralimpica, a Cortina d’Ampezzo, regina della neve e ammirata da tutto il mondo negli scorsi mesi di febbraio e marzo.
Sarà possibile partire anche da Treviso per questa avventura di bikepacking attraverso il Veneto, organizzata da Fondazione Cortina che non è una gara, ma un’occasione di scoprire e vivere il territorio su due ruote al proprio ritmo, attraversando luoghi da cartolina con le Dolomiti, patrimonio mondiale dell’Unesco, a farla a da padrone.


Scoprire posti nuovi
Il Garda, la Laguna, le Colline del Prosecco: scenari in continua mutazione mentre la strada scorre sotto le proprie ruote. E chi se non un ramingo del pedale come Daniel Oss a far da ambassador di The Great Ride? Dopo 15 stagioni da professionista su strada, il trentanovenne trentino ha scelto il gravel e un modo diverso di vivere la bicicletta, accompagnando i partecipanti lungo gli oltre 500 chilometri con circa 4000 metri di dislivello.
«L’aspetto che mi piace di più di questo nuovo modo di vivere la bicicletta – dice – è la libertà. Quando correvo su strada, ero abituato a pensare alla prestazione, al ritmo, al risultato. Nel gravel ho riscoperto il piacere di pedalare, essere me stesso, senza inseguire la performance a tutti i costi. Poi, ti permette di uscire dai percorsi tradizionali: puoi prendere una strada, vedere dove ti porta, fermarti, guardarti intorno. E soprattutto puoi vivere il territorio in un modo completamente diverso. Per me, oggi andare in bicicletta significa anche scoprire posti nuovi».


Da Verona a Cortina
Dunque, eccolo come Virgilio di quest’evento per godersi anche lui paesaggi che in passato non aveva tempo di ammirare perché la priorità era un’altra.
«The Great Ride è esattamente questo – prosegue Oss – un viaggio in bicicletta, non una gara. Mi piace l’idea di partire da Verona e arrivare a Cortina attraversando il Veneto, passando dalla laguna alle colline, fino alle Dolomiti. Sono strade che in parte conosco perché le ho percorse per anni da professionista, ma farle oggi e con un altro ritmo sarà completamente diverso. Poi, c’è un aspetto che mi incuriosisce molto: non sai mai davvero chi incontrerai lungo il percorso. Il bello del gravel è anche la comunità che si crea tra persone, che magari partono da esperienze completamente diverse, ma hanno la stessa voglia di pedalare».


Due tracce, una scelta
La traccia primaria, Verona-Cortina, prende il via dall’Arsenale di Verona, nei pressi di Ponte Castelvecchio, e conduce fino allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo. Un itinerario di circa 510 chilometri e 4.000 metri di dislivello positivo, che alterna strade asfaltate secondarie, sterrati, argini, piste ciclabili e strade forestali. Le partenze sono previste il 17 e 18 settembre.
Chi invece opta per un percorso più breve, ma altrettanto immersivo, può scegliere l’alternativa: Treviso-Cortina, 210 chilometri, con 3.000 metri di dislivello positivo. Le partenze sono previste il 18 e 19 settembre. Entrambi i percorsi sono aperti a gravel, mountain bike, trail bike ed e-bike, permettendo a partecipanti con allenamento differente di vivere l’esperienza a proprio piacimento e nella modalità prediletta.


La fatica arriverà
Con la solita disponibilità e simpatia che lo contraddistingue, Oss spiega anche a chi non fosse ancora sicuro di partecipare che quel numero, 500, che indica i chilometri da percorrere lungo la traccia principale, non deve spaventare.
«Sicuramente, consiglio di non pensare ai 500 chilometri tutti insieme – commenta e poi scoppia a ridere – bisogna affrontare il percorso un pezzo alla volta e, soprattutto, ascoltare il proprio corpo. La fatica arriverà, questo è sicuro, ma fa parte del viaggio. Non bisogna avere paura di fermarsi, mangiare, riposarsi e ripartire.
«Inoltre, consiglio a tutti i partecipanti di portare sempre con loro un multi-tool per effettuare eventuali piccole regolazioni e riparazioni della bici: sembra una banalità, ma quando sei lontano da casa può diventare il tuo migliore amico in caso di necessità. La cosa più importante, però, è partire con la mentalità giusta: non devi dimostrare niente a nessuno».


Iscrizioni fino al 13 settembre
Le iscrizioni per The Great Ride sono ancora aperte fino al 13 settembre, ma meglio affrettarsi perché restano pochi posti. Per convincere gli ultimi ritardatari, Daniel non ha dubbi.
«E’ l’occasione per provare a guardare il Veneto da una prospettiva diversa. In bici – spiega Oss – hai il tempo di accorgerti dei paesaggi, dei piccoli borghi, delle strade che attraversi e delle persone che incontri lungo il percorso. E forse è proprio questo il bello, ovvero fare qualcosa di così semplice come pedalare, ma vivendo al contempo un’esperienza piena, alla scoperta di luoghi nuovi. Secondo me, vale la pena provarci».







