Una città nella quale un bambino possa raggiungere la scuola in bicicletta, un adulto scegliere le due ruote per andare al lavoro e una persona anziana continuare a muoversi in autonomia. E’ attorno a questi concetti che ruota la Settimana Europea della Mobilità 2026, in programma dal 16 al 22 settembre e dedicata quest’anno al tema “Mobility for Everyone”. Un’idea che FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, foto in apertura) traduce in una richiesta precisa: ridisegnare lo spazio urbano mettendo al centro le persone, indipendentemente dall’età e dalle loro capacità.
I numeri mostrano quanto sia ancora ampio il margine di cambiamento. L’88% degli alunni europei vive a meno di 15 minuti di bicicletta dalla propria scuola, ma in Italia soltanto il 2,7% degli studenti ci arriva pedalando. Un dato che sposta l’attenzione dalla distanza alla sicurezza, reale e percepita, degli itinerari.


La bicicletta come mezzo di inclusione
Per il presidente FIAB Luigi Menna, la Settimana Europea della Mobilità offre l’occasione per guardare alla bicicletta da una prospettiva che supera il semplice tema dello spostamento.
«Diversi sono gli aggettivi che caratterizzano la bicicletta – dichiara – da “salutare” a “economica”, da “divertente” a “ecologica”. Quest’anno con la Settimana Europea facciamo scoprire un altro importante ruolo: la bicicletta come strumento di inclusione, non solo nel senso di essere accessibile a tutti, senza distinzione sociale o economica, ma anche (e direi soprattutto) come mezzo efficace per sviluppare rapporti sociali».
Un ruolo che accompagna potenzialmente l’intero arco della vita. «FIAB – continua Menna – ha da sempre assunto un ruolo importante agevolando l’uso della bicicletta in tutti i momenti della vita: dall’infanzia, come strumento di formazione dei cittadini di domani, fino all’età matura, come valido antidoto a una vita inattiva sia da un punto di vista fisico che sociale».
La questione assume un peso particolare in un Paese nel quale più di un quarto della popolazione ha superato i 65 anni. Rendere semplice camminare e pedalare significa infatti intervenire contemporaneamente su autonomia, attività fisica e possibilità di mantenere relazioni sociali.


“Strade Aperte” per cambiare lo spazio urbano
La novità FIAB per la Settimana Europea della Mobilità 2026 è “Strade Aperte”, contest nazionale rivolto alle associazioni locali della Federazione. L’obiettivo è passare dalla sensibilizzazione alla sperimentazione concreta, presentando alle amministrazioni progetti capaci di modificare il modo in cui vengono utilizzate strade e piazze.
Le proposte potranno andare dalla chiusura temporanea al traffico automobilistico di alcune strade, trasformate in spazi per pedoni e ciclisti sul modello delle Ciclovías sudamericane, alle strade scolastiche e agli interventi di urbanistica tattica. I progetti saranno sperimentati nel corso dell’anno e valutati sulla base di fattibilità, efficacia e consenso ottenuto.
Il punto di partenza è che incentivare l’uso della bicicletta, da solo, non basta. Per consentire soprattutto a bambini e anziani di muoversi autonomamente bisogna creare un ambiente nel quale pedalare non venga percepito come una scelta riservata a chi è particolarmente esperto o coraggioso.


Il modello delle Città 30
Il problema riguarda anche gli spostamenti sistematici degli adulti. Secondo Fiab, soltanto il 10% degli italiani utilizza abitualmente la bicicletta per raggiungere il luogo di studio o di lavoro. La percentuale sale al 15% nel Nord Italia, mentre si ferma al 7% nel Centro-Sud.
Un divario al quale corrisponde quello infrastrutturale: quasi il 70% della rete ciclabile nazionale è concentrato nelle regioni settentrionali, mentre nel Mezzogiorno la densità è di circa 7 chilometri ogni 100 chilometri quadrati.
Qualcosa, tuttavia, sta cambiando e forse la Settimana europea sarà l’occasione per averne la riprova. Il modello delle Città 30 sta progressivamente entrando nelle politiche urbane italiane. Dopo Olbia, che ha adottato questo approccio nel 2021, e Bologna, altre amministrazioni stanno intervenendo sulla velocità e sulla redistribuzione dello spazio stradale. Roma punta a portare ai 30 km/h il 70% della propria rete entro la fine della consiliatura, con un programma che comprende anche 110 strade scolastiche e 69 isole ambientali. Padova ha già introdotto il limite in oltre 170 strade, mentre iniziative nella stessa direzione interessano anche Firenze e Torino.


Dal Park(ing) Day al Bike to Work
Durante la Settimana Europea della Mobilità questa visione uscirà dai documenti di pianificazione per entrare direttamente nelle strade. Tornerà il Park(ing) Day, durante il quale alcuni parcheggi vengono temporaneamente sottratti alle automobili e trasformati in spazi pubblici. Quest’anno saranno previste anche esperienze per comprendere concretamente le difficoltà incontrate negli spostamenti dalle persone con mobilità ridotta.
Con il Bike to Work Day l’attenzione si sposterà invece sui tragitti casa-lavoro, coinvolgendo aziende, Mobility Manager e dipendenti nella promozione della bicicletta per gli spostamenti quotidiani. A questi appuntamenti si aggiungeranno gli eventi organizzati dalle associazioni FIAB in tutta Italia.
Il messaggio della Settimana Europea della Mobilità 2026 diventa così più ampio del semplice invito a lasciare l’automobile a casa per qualche giorno. La sfida è costruire città nelle quali la possibilità di scegliere la bicicletta non dipenda dall’età, dalla condizione economica o dall’abilità individuale. Perché una mobilità davvero “for everyone” comincia proprio quando anche chi oggi non si sente abbastanza sicuro per pedalare può finalmente immaginare di farlo.
Infine, ricordiamo che le varie associazioni FIAB locali organizzeranno in occasione della Settimana Europea della Mobilità diverse iniziative, tra escursioni e convegni. Si possono visionare in completo sul sito www.andiamoinbici.it







