Nel Roero ci sono colline coltivate a vite e frutteti, borghi panoramici, strade bianche e persino canyon di sabbia. Un territorio piemontese patrimonio Unesco che, grazie alla sua particolare conformazione, si presta a essere scoperto in bicicletta, soprattutto gravel. Per valorizzarne le potenzialità nasce Roero Outdoor Destination, un progetto di sviluppo turistico presentato al TTG di Rimini, che punta a mettere in rete itinerari, strutture ricettive e servizi.
A raccontarlo è Fabio Rinaldi, della società Anima, che segue la progettazione e lo sviluppo strategico dell’iniziativa. Il progetto interessa 23 comuni della provincia di Cuneo, sulla sinistra del Tanaro, di fronte alle Langhe, e coinvolge anche le vicine Alba e Bra.




Si punta sul gravel
Roero Outdoor Destination nasce dalla volontà condivisa delle amministrazioni locali, con l’Ecomuseo delle Rocche del Roero come capofila e il coinvolgimento dell’Associazione Sindaci del Roero. L’iniziativa, sostenuta anche dalla Fondazione CRC, valorizza il lavoro già svolto negli ultimi quindici anni soprattutto sul fronte dell’escursionismo.
«La differenza grossa dal passato – spiega Rinaldi – è che è un progetto nato dalla richiesta di tutte le amministrazioni locali che si sono accordate e hanno voluto puntare molto sull’outdoor, in primis per tutto ciò che riguarda la bicicletta».
L’orizzonte è di almeno tre anni, con una prospettiva di sviluppo che guarda ai prossimi cinque-dieci. La scelta di puntare sulla gravel non risponde soltanto alle tendenze del momento.
«Ci sarà una rimappatura – continua – in funzione delle specificità dei vari mondi e poi uno sviluppo molto, molto spinto di tutto ciò che è bicicletta, a partire dal gravel. Non solo per una moda, ma perché la morfologia del territorio si presta a questo».
Il Roero è infatti adatto alle strade bianche, al cicloturismo e al cross country, meno per la mountain bike più tecnica, quella dei single track e del gravity.


Le Rocche del Roero
La caratteristica geografica più sorprendente sono le Rocche del Roero, profonde incisioni che attraversano il paesaggio e creano scenari insoliti rispetto alle più conosciute colline delle vicine Langhe.
«Sono dei calanchi – riprende Rinaldi – come se fossero proprio dei canyon, quindi molto verticali, a picco e fatti di sabbia. Qua praticamente tutta la parte di pietra non esiste, è tutta terra e sabbia compatta».
Sulle sommità sorgono borghi storici come Montà d’Alba (foto di apertura di Andrea Giorio), Santo Stefano Roero, Sommariva Perno, Canale e Monteu Roero. Alcuni offrono punti di osservazione privilegiati sulle Rocche, altri consentono di attraversare un paesaggio più dolce, tra vigneti e frutteti. Ma quanto bisogna faticare per raggiungere questi panorami?
«Dipende molto dalle zone – risponde Rinaldi – ed infatti il lavoro del progetto sarà proprio identificare per difficoltà i percorsi dove si possono andare a vedere le Rocche in modo più semplice o un po’ più hard. Alcuni itinerari che sono molto difficili sono già stati eliminati sotto l’aspetto gravel e lasciati solo per la parte dell’escursionismo a piedi».
Tra le località segnalate da Rinaldi c’è anche Guarene, che affianca ai panorami un’offerta legata all’arte contemporanea, con installazioni nei pressi del castello. Stiamo parlando del Parco d’Arte Sandretto Re Rebaudengo.


Il portale cresce: percorsi e servizi
Il sito Roero Outdoor Destination presenta già una selezione di itinerari bike, ma è destinato a cambiare sensibilmente. «C’è tutta una serie di itinerari che in realtà sono in sviluppo. Sarà fatta una ripulitura anche di ciò che non è realmente ciclabile, perché in passato gli itinerari erano molti, ma con varie difficoltà».
Le tracce sono integrate con Komoot. L’obiettivo è ampliare le raccolte e introdurre filtri che consentano di individuare più facilmente i percorsi in base alla disciplina e al livello di difficoltà. Parallelamente verranno raccolte in un unico punto le informazioni su noleggi, ricarica delle e-bike, alberghi, ristoranti e altri servizi già presenti sul territorio.
«Ci sono punti di ricarica, ma soprattutto ci sono locali che sono già stati attrezzati, quindi ristoranti, hotel, alcuni bar. Il progetto serve anche per mettere in un unico punto tutti questi servizi, che ad oggi sono un po’ più difficili da reperire come informazioni».
L’intenzione è migliorare l’accoglienza anche per chi vuole fermarsi diversi giorni, costruendo una vacanza che alterni pedalate, visite ai borghi e soste gastronomiche. Vino, miele, formaggi e tartufo sono alcune delle specialità enogastronomiche ricordate dal nostro interlocutore.


La Piemontgravel come vetrina
Tra le iniziative sostenute da Roero Outdoor Destination c’è anche la Piemontgravel, evento che propone quattro tracce di diversa lunghezza: 111, 222, 333 e 444 chilometri, tutte con partenza dal Roero.
«Pensiamo che sia un target molto azzeccato – conclude Rinaldi -, perché è quello dei cicloviaggiatori in realtà. Viene data la possibilità ai partecipanti di scegliere il proprio ritmo e distanza, quindi in base all’allenamento e al viaggio che vogliono fare, una traccia differente». Un’impostazione coerente con l’obiettivo del progetto: rendere il Roero una destinazione da esplorare secondo tempi e capacità differenti.
La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare la ricchezza di strade e paesaggi in un’offerta sempre più chiara, accessibile e organizzata. Perché, tra i canyon sabbiosi delle Rocche e le colline del Tanaro, gli itinerari da pedalare non mancano.







