Quarto StelvioQuarto Stelvio sterrato, gravel, Alpi

| 25 Ottobre 2026

Quarto Stelvio, la sfida più cool. Elena Martinello racconta…

Chiamatelo Quarto Stelvio, Stelvio off-road o Vecchia Strada dello Stelvio. Resta il fatto che questo nuovo versante del Gigante Retico sta spopolando tra gli appassionati del pedale. Da un paio d’anni a questa parte, i biker (non più soltanto locali) e anche i gravelisti lo percorrono sempre più spesso. E la ciliegina sulla torta è stata vederci pedalare nientemeno che Wout Van Aert!

A parlarci del Quarto Stelvio è Elena Martinello, ciclista e viaggiatrice, influencer. Una vera esperta e, soprattutto, un’appassionata. Il suo racconto di quello che abbiamo deciso di ribattezzare Quarto Stelvio è anche una fonte di consigli utili per chi vuole affrontarlo (la foto in apertura e di questo articolo sono di Adam Kolarski).

A proposito, perché Quarto Stelvio? Perché ci riferiamo ai versanti del passo: quello classico di Bormio, da cui parte anche questo itinerario, quello altoatesino di Prato allo Stelvio e quello svizzero, che passa dall’Umbrail Pass. A questi si aggiunge la vecchia strada militare che Elena ci racconta in questa intervista.

Quarto Stelvio sterrato, gravel, Alpi
Elena Martinello in azione sul Quarto Stelvio. Qui siamo ancora a quote relativamente basse, in zona Bosco Piano
Quarto Stelvio sterrato, gravel, Alpi
Elena Martinello in azione sul Quarto Stelvio. Qui siamo ancora a quote relativamente basse, in zona Bosco Piano
Innanzitutto, Elena, come nasce l’idea di andare a scalare questo quarto versante dello Stelvio?

L’idea mi è stata lanciata da Stelvioman, cioè Daniele Schena. Lui è di Bormio ed è il proprietario, assieme alla moglie Elisa, del noto bike hotel Hotel Funivia. Io collaboro con lui. Daniele conosce bene quelle zone e da qualche anno ha anche la passione per lo sterrato e per il gravel. Ha quindi iniziato a esplorare alcune strade gravel, tra cui il Quarto Stelvio, e ha raccontato anche alcune storie legate a questa scalata.

Cioè?

Per esempio, mi raccontava che è la strada più antica, perché si tratta di una vecchia strada militare che porta alle trincee. La sua storia è quindi legata anche alla Prima Guerra Mondiale. Insomma, è una strada iconica che fino a poco tempo fa era poco conosciuta, o conosciuta soltanto da pochi appassionati. Grazie al gravel è diventata famosa, anche perché ci ha pedalato qualche ciclista importante. Questa estate, per esempio, lo ha fatto Wout Van Aert. Ho avuto modo di salire e di esplorare questi percorsi gravel, che però non sono come quelli della Toscana, con strade battute e scorrevoli. Come dice Daniele, qui siamo nel gravel alpino, un po’ al limite con la mountain bike.

Vedendo anche i vari video, diciamo che andarci in mountain bike non sarebbe una cattiva idea. E’ così?

Diciamo di sì, è più comodo. Chi ci va con la gravel deve avere un po’ di tecnica di guida per riuscire ad affrontare certi sterrati. Serve una certa dimestichezza, anche perché poi bisogna scendere e non è semplice.

Quarto Stelvio sterrato, gravel, Alpi
Più in alto scenari lunari. La quota massima del Quarto Stelvio è di 2.750 metri (la si tocca o sfiora due volte)
Quarto Stelvio sterrato, gravel, Alpi
Più in alto scenari lunari. La quota massima del Quarto Stelvio è di 2.750 metri (la si tocca o sfiora due volte)
Da dove si attacca il Quarto Stelvio?

Da Bormio, in località Bagni Vecchi. Si inizia sulla strada classica dello Stelvio. Si supera la prima galleria scavata nella roccia e si prosegue per circa un chilometro. Poi si svolta a sinistra e si imbocca il sentiero che porta in una zona chiamata Bosco Piano. Anche se di piano non c’è nulla! Anzi, è un tratto abbastanza impressionante: c’è una bella pendenza e il fondo è sconnesso. Tra l’altro, quest’anno c’erano anche delle frane.

Gli imprevisti della montagna…

Esatto, anche per questo vorrei quindi raccomandare di prestare sempre molta attenzione quando si affrontano zone di questo tipo. Bisogna guardare dove si mettono le ruote e informarsi sulle condizioni del fondo. A chi mi chiede la traccia, la prima cosa che dico è: mi raccomando, siete in alta montagna. Assicuratevi che ci sia il sole e che non sia in arrivo un temporale. Ci si trova comunque a 2.700-2.800 metri, in mezzo al nulla. E’ un paesaggio davvero selvaggio: non ci sono rifugi, fontane o alberi. Se ti succede qualcosa, sei tu e la bici.

Elena, tu sei anche un’ambassador di Komoot e ci hai parlato della traccia. Quanto è lunga la via del Quarto Stelvio? E’ paragonabile a quella su strada per numeri e pendenze?

No, è completamente diversa. Come lunghezza siamo lì, ma le pendenze sono maggiori. In tanti punti si tocca il 13-15 per cento. In più, cambia il fondo. In ogni caso qui vi fornisco la mia traccia su Komoot.

Quarto Stelvio sterrato, gravel, Alpi
La Bocchetta Forcola dove ci sono le trincee. Dopo questo segmento, c’è ancora un breve tratto in salita, prima di scendere verso l’Umbrail
Quarto Stelvio sterrato, gravel, Alpi
La Bocchetta Forcola dove ci sono le trincee. Dopo questo segmento, c’è ancora un breve tratto in salita, prima di scendere verso l’Umbrail
La ruota affonda? E’ ghiaione puro oppure il fondo è abbastanza compatto?

C’è ghiaia, ma in linea di massima il fondo è abbastanza compatto. Quello che mette maggiormente in difficoltà sono le pendenze. C’è un tratto a zigzag (che si nota nella foto di apertura, ndr) davvero durissimo. Ci sono dei tornanti a gomito che, tra l’altro, chiamano Il Baratro. Poi ho capito perché: è un salto nel vuoto pazzesco. Però va detto che, quando sei lì, non te ne rendi conto. Forse perché il contesto è talmente bello… Io soffro un po’ di vertigini, ma non ho avuto questa sensazione di vuoto.

Nel video di Van Aert si vede proprio una curva a gomito. Sono tutte così oppure quella fa parte dello zigzag che descrivi?

Fa parte di quello zigzag. Quel punto si trova dopo Bosco Piano. A un certo punto la strada spiana e si arriva a un bivio: a sinistra si va verso i Laghi di Cancano, mentre a destra comincia questo segmento a zigzag. All’inizio non è troppo ripido, poi, a un certo punto, le cose cambiano.

Dal Quarto Stelvio si vede la strada classica asfaltata?

No, quasi mai. Si pedala al di là di un bastione che, di fatto, crea due valli: quella del Quarto Stelvio e quella in cui risale la strada normale. Nella zona di Bosco Piano, però, la si sente. Si distinguono bene i rumori delle moto e delle macchine.

Quarto Stelvio sterrato, gravel, Alpi
Il punto del Quarto Stelvio preferito da Elena
Quarto Stelvio sterrato, gravel, Alpi
Il punto del Quarto Stelvio preferito da Elena
E quando si comincia a vedere la strada? Quando si torna alla civiltà?

La strada si comincia a vedere un po’ prima dell’Umbrail. La si scorge prima della discesa finale che porta all’Umbrail da Bocchetta Forcola, dove si trovano anche le trincee. Quello è il punto più alto. Da lì il sentiero prosegue verso l’Umbrail ed è, di fatto, parallelo alla strada, anche se si sviluppa a una quota diversa. Il sentiero che scende all’Umbrail è un vero e proprio single track, quindi bisogna prestare attenzione, soprattutto se si è in gravel.

Quindi si arriva all’Umbrail?

Sì. Da lì, se si vuole raggiungere la cima dello Stelvio classica, si può proseguire su strada per gli ultimi tre chilometri. C’è anche una variante off-road, ma mi dicono che sia più adatta alla mountain bike. Piuttosto, se dovessi dare un consiglio, direi di affrontare la discesa in gravel soltanto se si è esperti. Altrimenti, è meglio rientrare dal versante classico, su strada. La discesa che porta all’Umbrail è un single track tipicamente montano. Ci sono sassi, il sentiero è stretto e, all’inizio, si incontrano anche dei tornantini molto stretti. Qualche tratto si può comunque fare a piedi: non è certo una cosa proibita!

Elena, se chiudi gli occhi, qual è il tuo momento? Qual è il ricordo più bello del tuo Quarto Stelvio?

Se chiudo gli occhi, mi immagino in un prato in cui si sbuca dopo aver superato il famoso zigzag. C’è una malga bellissima, isolata nella natura. Spazi ampi, silenzio. Tra l’altro, è l’unico riparo in caso di temporale. Da lì si gode un panorama pazzesco sulle Alpi, davvero pazzesco!

Il quarto Stelvio di Elena Martinello

Ecco il percorso seguito da Elena Martinello con la sua gravel per conquistare il quarto versante dello Stelvio, conquistato seguendo la vecchia strada militare.

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