A febbraio prende ufficialmente il via la stagione delle gare mediofondo. Dopo i freddi mesi invernali, torna la voglia di mettersi alla prova e di condividere le pedalate con altri appassionati. Nel Monferrato questo inizio di stagione assume un significato particolare grazie alla Mediofondo Magnoberta, in programma il 15 febbraio, una gara che nasce dal legame profondo tra sport, territorio e tradizione.
L’evento è organizzato dalla Distilleria Magnoberta di Casale Monferrato, una realtà storica che da generazioni rappresenta uno dei simboli più autentici del distillato piemontese. Per questa occasione lo sport incontra la cultura del “fine pasto”, non come eccesso, ma come gesto consapevole e identitario.


Grappa, materia prima, tempo e pazienza
Dopo avervi guidati nella costruzione di pasti equilibrati e nella nutrizione a sostegno dell’attività sportiva, diventa naturale allargare lo sguardo anche a ciò che spesso conclude il momento conviviale: la grappa. Non come semplice alcolico, ma come prodotto che racconta una storia fatta di materia prima, tempo e pazienza.
La grappa è il distillato italiano per definizione. Ottenuto dalla distillazione delle vinacce, prodotti di scarto della vinificazione, la grappa porta con sé il carattere dell’uva da cui deriva e del territorio in cui viene prodotta. Nel caso di Magnoberta, la lavorazione è improntata su una distillazione attenta e rispettosa della materia prima, capace di valorizzare sia le grappe giovani sia le versioni più evolute. Come per il vino, esistono diversi tipi di grappe, a seconda del vitigno da cui sono ottenute le vinacce, della tecnica di distillazione e della maturazione.
Qualità e sensazioni diverse
Accanto alle grappe bianche, dirette e secche, la distilleria propone anche grappe riserva, che rappresentano l’espressione più complessa e meditativa di questo distillato. Da un periodo di invecchiamento in legno, che può avvenire in botti di rovere o in legni selezionati, il distillato evolve, perde le note più aggressive e sviluppa profumi più caldi e avvolgenti, con sentori che richiamano la vaniglia, le spezie dolci, la frutta secca e talvolta il cacao.


Dal punto di vista sensoriale, una grappa riserva si distingue per una maggiore rotondità al palato e una persistenza lunga, che invita alla degustazione lenta. E’ una grappa da assaporare in piccole quantità, più vicina alla contemplazione che al gesto automatico, perfetta per chiudere un pasto importante o celebrare un momento speciale.
Fra grappe e amari
In questo contesto, accanto alla grappa sono proposti anche degli amari, che rientrano anch’essi nella grande famiglia dei digestivi. Gli amari sono prodotti aromatizzati con erbe e spezie, spesso bilanciati con zuccheri, motivo per cui il loro gusto risulta sorprendentemente dolce nonostante il nome.
La grappa, invece, è un distillato puro, senza aggiunte aromatiche, proprio per questo esprime in modo più netto il carattere della materia prima usata per la distillazione.


La digestione non migliora
Dal punto di vista nutrizionale, è importante ricordare che anche la grappa, come tutti i distillati, apporta esclusivamente energia sotto forma di alcol. Una piccola quantità, intorno ai trenta millilitri, fornisce circa otto grammi di alcol e poco meno di sessanta chilocalorie.
L’alcol non migliora la digestione dei nutrienti, non favorisce il recupero muscolare e può interferire con l’idratazione e la qualità del sonno. Questo non significa doverlo demonizzare, ma imparare a collocarlo nel giusto contesto. Un consumo occasionale, in piccole quantità e legato alla tradizione o al piacere, è molto diverso da un’assunzione frequente e automatica.
In un evento sportivo nel Monferrato come la Mediofondo Magnoberta, parlare di grappa, distillati e amari non è una contraddizione, ma un modo per raccontare il territorio nella sua completezza. Allora, dopo aver pedalato su e giù per le colline di questa zona, può esserci spazio per condividere un piccolo brindisi all’inizio della nuova stagione in sella.







