| 18 Dicembre 2024

Costa dei Trabocchi, Bikexplora misura il polso della situazione

Facciamo un punto sulla Costa dei Trabocchi, lungo il litorale abruzzese, con gli occhi di un operatore che vi lavora quotidianamente. Parliamo di Bikexplora che ha sede a Vasto. Si tratta di un negozio che offre servizi di vendita e noleggio bici, sia muscolari che elettriche, oltre a servizi di post-vendita e persino di trasformazione di biciclette da normali a bici a pedalata assistita. Ma ovviamente si muove anche nel settore del cicloturismo.

«Ci troviamo nella parte più a sud della Costa dei Trabocchi – spiega uno dei due titolari, Andrea D’Addario (nella foto di apertura, l’altro socio si chiama Jean Luc Furore) – e ci stiamo specializzando nelle bici da trekking. Quindi tanti accessori, borse, abbigliamento, bici ibride…».

L’attività di vendita e assistenza lavora su vari modelli di bici, sia muscolari che a pedalata assistita (foto Bikexplora)
L’attività di vendita e assistenza lavora su vari modelli di bici, sia muscolari che a pedalata assistita (foto Bikexplora)
Andrea, cosa intendi per bici ibride?

Una volta c’erano soltanto le city bike, le mountain bike e le bici da corsa. Adesso ogni categoria ha dieci sottocategorie e anche nel turismo ci sono le SUV, ci sono le trekking, ci sono le city e ci sono le hybrid. Diciamo che il nostro cliente ideale è quello della SUV…

Vale a dire?

Si tratta di bici da turismo, il più delle volte una full. Deriva dalle bici da enduro. Diciamo che è paragonabile ad una bici da enduro accessoriata per i viaggi, mettiamola così.

Quindi prestazioni e comfort?

Sì, una bici a 360 gradi che ti permette di fare il viaggio avventuroso. 

La Via Verde della Costa dei Trabocchi però è alla portata di tutti. Per avere più avventura occorre puntare verso l’entroterra, o no?

La costa ormai è famosissima anche in tutto il mondo direi, perché noi abbiamo tanti clienti stranieri che vengono apposta per farsi questa Via Verde. Soprattutto francesi, belgi, inglesi e quest’estate abbiamo servito anche qualche americano. La nostra scommessa è nello sviluppo dell’entroterra, perché l’Abruzzo ha questa caratteristica che in 30 chilometri ti porta a ridosso della Maiella, dove c’è la seconda vetta più alta dell’Appennino. D’estate ti fai il bagno al mare la mattina e il pomeriggio ti trovi a salire verso i 3.000 metri del Gran Sasso o della Maiella.

Parliamo della Linea Gustav che abbiamo pedalato in primavera per la sua inaugurazione?

La ciclovia della Linea Gustav è una strada più lunga e non è così diretta verso la Maiella. Il percorso segue non tanto la direzione verso la montagna, quanto quella verso i posti della Seconda Guerra Mondiale. È un gran bel giro che permette di scoprire ciò che c’è in mezzo tra la montagna e il mare ma deve ancora essere promossa a dovere.

E allora? Su cosa puntate?

Ci ha dato un riferimento molto positivo la Rete ciclabile dei Trabocchi, che è una rete che si stacca dalla costa e va verso l’interno. Sono 12 tracciati che si possono gestire come si vuole: ad anello, si possono percorrere uno alla volta, o due-tre insieme per comporre l’escursione su misura. Lì abbiamo avuto veramente tanti riscontri. Quando l’abbiamo proposta, chi l’ha fatta è rimasto contento. Anche sul sito della Rete ci sono oltre 100 commenti di persone che hanno apprezzato. In totale siamo a più di 600 km e si arriva proprio sotto la Maiella.

Quali sono le località imperdibili della zona?

A parte le località balneari, sicuramente bisogna visitare Vasto. Una particolarità che abbiamo sulla costa sono tre riserve naturali, ovvero dei boschi che sono gli ultimi rimasti sul litorale non vittime dell’antropizzazione. La lecceta di Torino di Sangro chiama una visita alla vicina  Abbazia di San Giovanni in Venere. Ortona ha un castello bellissimo. 

E andando verso l’entroterra? 

C’è una traccia totalmente in fuoristrada che si chiama Via dei Mulini e che parte da Lido Riccio. Passa per il paese di Crecchio che è detto “la bomboniera d’Abruzzo” (anche qui con un castello medievale di una certa rilevanza) e arriva fino a Guardiagrele. Poi si può ritornare attraverso la Via del Foro, che è un fiume che dalla Maiella sfocia vicino a Lido Riccio, a Pretoro. Entrambe le Vie (dei Mulini e del Foro) fanno parte della Rete ciclabile dei Trabocchi.

Una sosta al trabocco dopo una pedalata, lontano dalla ressa estiva (foto Bikexplora)
Una sosta al trabocco dopo una pedalata, lontano dalla ressa estiva (foto Bikexplora)
Quali sono i periodi migliori per pedalarci?

Tutto l’anno, l’altro giorno abbiamo noleggiato bici a tre belgi… 

È l’effetto della Costa dei Trabocchi?

L’Abruzzo è diventato meta ciclistica negli ultimi cinque anni, perché prima in bici ci andavano i pochi appassionati. Grazie a quest’opera si è sviluppato tantissimo e gli stessi abitanti hanno iniziato ad utilizzare la bici anche il fine settimana. E devo dire che il clima permette veramente di uscire tutto l’anno, ovviamente con l’abbigliamento giusto. 

E poi c’è sempre il fascino dei trabocchi. Magari andarci per mettere le gambe sotto al tavolo dopo una pedalata…

Sicuro, poi fermarsi a mangiare al trabocco in questo periodo è ancora meglio, perché l’estate devi prenotare mesi prima per trovare posto.

Bikexplora

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