| 30 Agosto 2025

I progetti di cambiamento dello Stelvio. Una strada sempre più per ciclisti

Ci sono grandi novità all’orizzonte del Passo dello Stelvio, forse la montagna più iconica per il mondo del ciclismo italiano. Una strada con i suoi 88 tornanti che ogni anno è percorsa da migliaia di cicloturisti, tra chi vuole mettersi alla prova misurando le proprie prestazione e chi semplicemente vuole arrivare in cima al suo passo, sentendosi comunque un degno epigono dei grandi delle due ruote, tutti passati su quelle strade.

Il Passo dello Stelvio sta facendo registrare ogni anno un aumento dei ciclisti che lo affrontano per turismo o allenamento
Il Passo dello Stelvio sta facendo registrare ogni anno un aumento dei ciclisti che lo affrontano per turismo o allenamento

Pedaggio, telecamere ed anche altro

La novità consiste nel fatto che si sta pensando di trasformare la strada del Passo dello Stelvio in un percorso di alta montagna ecocompatibile. Che cosa significa? Nel dettaglio si tratta di un progetto specifico, che lo Studio Bergmeister aveva sviluppato già nel 2022, che prevede l’installazione di un punto di controllo a Trafoi comprensivo di una rotatoria di 24 metri di diametro e l’implementazione di un sistema di pedaggio.

Per capirne un po’ di più interviene Michael Andergasser, scelto dalla Provincia Autonoma di Bolzano come incaricato speciale per la pianificazione provinciale di viabilità e flussi di mobilità: «L’idea nasce dalla constatazione che non solo sullo Stelvio ma un po’ su tutti i passi dolomitici sta crescendo il traffico di auto e moto e non è un traffico legato al semplice spostamento. Mezzi sportivi che gli automobilisti e biker usano per divertimento senza molto rispetto per il territorio e mettendo a rischio chi passa con mezzi più ambientalmente sostenibili. E’ una situazione alla quale bisogna mettere un freno.

Michael Andergasser, incaricato speciale della Provincia per la pianificazione provinciale di viabilità e flussi di mobilità
Michael Andergasser, incaricato speciale della Provincia per la pianificazione provinciale di viabilità e flussi di mobilità

Un aiuto per le Forze dell’Ordine

«I controlli ci sono, ma è chiaro che non ci sono risorse umane sufficienti per fungere da disincentivo. Dobbiamo quindi dare strumenti alle forze dell’ordine e il progetto verte proprio su questo principio, ma si articola su vari interventi, anche se sui media si è parlato solo di pedaggi e telecamere, ma c’è molto di più».

Il lavoro nello specifico prevede due telecamere lungo la statale 38 che registreranno le targhe dei veicoli verificando l’autorizzazione al transito, ma bisogna considerare che dalla parte lombarda dello Stelvio ci sono già 4 telecamere funzionanti. I veicoli potranno acquistare un biglietto di transito presso il parcheggio più vicino.

La montagna principale delle Dolomiti ha 42 tornanti sul versante lombardo e 46 su quello altoatesino
La montagna principale delle Dolomiti ha 42 tornanti sul versante lombardo e 46 su quello altoatesino

Le difficoltà legislative

«Dobbiamo distinguere il discorso in due parti – tiene a precisare Andergasser – A noi preme tutelare la sicurezza dei ciclisti andando dietro a una tendenza nazionale che ci vede in prima fila. Per far questo noi dobbiamo pensare a una forma di contingentamento dei veicoli in transito ogni giorno perché queste strade non possono supportare un traffico così sostenuto soprattutto perché noi vogliamo fortemente incentivare un altro tipo di transito, più ecosostenibile. Il Codice della Strada già lo prevede, ma non viene attuato nei fatti. E’ anche importante e simbolico farlo quest’anno perché ricorre il secondo centenario del Passo stradale come collegamento fra Alto Adige e Lombardia.

«Questo fatto, il legame tra due regioni, rende lo Stelvio molto diverso da tutti gli altri passi. Ad esempio la legislazione attuale non consente di introdurre pedaggi proprio perché parliamo di due entità geografiche ma anche istituzionali diverse, ci stiamo studiando. Un’altra cosa che rende questa strada diversa dalle altre strade dolomitiche è la sua larghezza: lo Stelvio ha una sede stradale ridotta rispetto ad altri passi il che rende di fatto impossibile, come avevamo pensato, di mettere una vera e propria corsia ciclabile. Sarebbe inutile, perché invasa continuamente e necessariamente dalle quattro ruote».

Ci sono già 4 telecamere nella parte lombarda, ora si pensa a porle anche dall’altro versante
Ci sono già 4 telecamere nella parte lombarda, ora si pensa a porle anche dall’altro versante

Un progetto non da tutti condiviso

La cosa che sembra alquanto curiosa, a livello politico, è che la Giunta sta trovando opposizione nei consiglieri provinciali dei Verdi, che dovrebbero appoggiare un’iniziativa tesa alla riduzione del traffico e che invece hanno posto paletti, sotto forma di chiarimenti, sull’entità del pedaggio, sui limiti giornalieri di veicoli autorizzati e su chi può avere l’esenzione e percorrere la strada gratuitamente, come anche sulla gestione dei dati raccolti dalle telecamere e sulla destinazione dei proventi derivanti dal pedaggio.

Proprio su quest’ultimo punto Andergasser è molto specifico: «Noi abbiamo pensato che ogni provento debba andare all’incentivazione del traffico su due ruote – che chiaramente non sarà soggetto ad alcun pedaggio – e questo si traduce nella collocazione lungo il tracciato dello Stelvio di postazioni con piccoli banchi per riparazioni, pompe per il gonfiaggio delle bici e naturalmente colonnine di ricarica per le e-bike».

Il raggiungimento della cima è per tutti una grande gioia, ma il traffico sta rendendo la salita molto pericolosa
Il raggiungimento della cima è per tutti una grande gioia, ma il traffico sta rendendo la salita molto pericolosa

I timori delle associazioni ambientaliste

Il cammino verso l’attuazione del progetto è pienamente in corso: «Dobbiamo anche vincere una certa diffidenza da parte di alcune associazioni ambientali che temono come dietro il progetto si nasconda l’idea di un allargamento indiscriminato della rete stradale. Possiamo dipanare ogni dubbio su questo tema: a noi interessa solo la sicurezza di chi pedala sulle nostre strade, considerando che il numero dei ciclisti sullo Stelvio è sempre in aumento».

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