Le bici pieghevoli sono passate da essere un’alternativa usata da pochi, ad un punto fermo per lo spostamento metropolitano. Un segmento in ascesa costante, per numeri, ma anche per quello che concerne il profilo medio dell’utilizzatore. Sempre più donne le usano.
A prescindere dal marchio, dal produttore e da come è concepita, è importante sapere che tutte le bici pieghevoli (soprattutto quelle di ultima generazione) sono biciclette a tutti gli effetti. Sicure e affidabili in grado di sostenere anche spostamenti extraurbani (in alcuni casi bene oltre). Le parole d’ordine principali sono due: robustezza e comfort, al pari di compattezza e pesi che si riducono sempre più.
Bici pieghevoli, porte aperte (quasi) ovunque
Quando si affronta la categoria delle bici pieghevoli è intrinseco il collegamento con il trasporto pubblico, in particolar modo con quello locale. Gli enti che lo gestiscono sono diversi e talvolta cambiano anche alcune regole da città a città. Quelle base e comuni a tutti i contesti metropolitani si riferisce alle dimensioni, alle gratuità del trasporto. Bisognerebbe dare sempre una sbirciatina al regolamento ufficiale.
In generale, le bici pieghevoli non hanno limitazioni sui mezzi pubblici, a patto che una volta piegate rispettino le dimensioni 110x80x40. Non hanno vincoli di orario e si possono trasportare come un normale bagaglio in qualsiasi giorno della settimana. La bici deve essere una per passeggero. Il margine legato alle dimensioni aumenta leggermente se consideriamo i trasporti regionali (ad esempio Trenitalia), con 120x80x45. Ma la regola da rispettare comune a tutti è che, la bici pieghevole, una volta portata a bordo deve essere sempre richiusa. La normativa cambia completamente quando si argomenta il trasporto pubblico delle bici tradizionali ed e-bike.
I canoni da considerare
Non vogliamo entrare nelle specificità di ogni singolo prodotto e categoria, tantomeno nei range di prezzi. In fase di scelta è utile considerare alcune fattori. E’ importante scegliere una bici con piantone collassabile del manubrio e cerniera della tubazione centrale che di fatto chiude la bici a portafoglio. I pedali devono chiudersi o rientrare, così come il reggisella che può scendere all’interno del piccolo piantone, oppure collassare come il manubrio. E’ fondamentale controllare le cerniere di chiusura/apertura di tanto in tanto.
Sarebbe buona cosa scegliere delle bici con due mini-rotelle posizionate verso il retro. Due accessori all’apparenza banali che facilitano il trasporto una vola richiusa la bici. I modelli più costosi e che utilizzano materiali pregiati (anche titanio) scendono ben al di sotto dei 10 chilogrammi. Il valore medio alla bilancia è compreso tra i 12 e 13 chilogrammi. Sono bici, sono mezzi che trasportano persone e oggetti, percorrono tratti di strada talvolta accidentati, fondamentale è fare la manutenzione.
Le più gettonate sono le 16 pollici. Più agili, leggere e facili da trasportare, oltre che ripiegare e posizionare anche in spazi molto stretti, generalmente anche meno costose rispetto alle 20 pollici (diametro delle ruote). In grande crescita le bici pieghevoli con assistenza alla pedalata. Non ci riferiamo solo a quelle utilizzate dai delivery food service, o servizi delivery in generale.
C’è da considerare il comfort
Le bici pieghevoli sono comode e adatte a tutti. Hanno un manubrio alto e una seduta che permette di scaricare il peso del corpo completamente sulla parte della larga della sella, a prescindere dalla struttura fisica. Non sono per nulla paragonali ed accostabili alle bici da corsa e non serve avere una preparazione specifica per usarle e sfruttarne le potenzialità.
Certo, più si è in forma e più ci si diverte, come succede per ogni cosa. Perché non immaginare di costruire una buona forma fisica usando questa tipologia di bici, unendo l’utile/obbligato (ovvero il lavoro) ed il dilettevole (lo spostamento)?
La regina è Brompton
Il nostro approfondimento non può essere orfano di Brompton. E’ il brand considerato un’eccellenza e da sempre un riferimento per chi ricerca una bici pieghevole con la quale spingersi anche oltre il solo utilizzo nei contesti metropolitani. Per meglio descrivere il concept attuale di Brompton abbiamo chiesto ad Isabelle Costantini, Brand Manager in Italia.
«Le Brompton sono biciclette a tutti gli effetti – spiega – e si dice che una Brompton è per tutta la vita. Le caratteristiche tecniche che le hanno rese celebri negli anni gli hanno anche permesso di diventare la bici pieghevole da città per antonomasia. Di certo anche il cambiamento della sostenibilità urbana e della green mobility hanno permesso al marchio di esplorare nuove categorie, come ad esempio la pedalata assistita. Ad oggi le Brompton con unità elettrica di supporto occupano il 30% del nostro mercato, un trend comunque in crescita.
«Le bici pieghevoli in genere – prosegue Isabelle Costantini – rivolgono alla categoria commuting. L’utente tipo di questo segmento, che vede un profondo cambiamento nelle scelte, rispetto a qualche anno addietro, vuole una bicicletta facile da trasportare sui mezzi pubblici, in ufficio ed in casa, che occupi spazi ridotti ed una delle domande più frequenti è: quanto pesa?».
Non solo colletti bianchi
Ad oggi il profilo dell’utilizzatore è da considerare ad un livello medio/alto, che ha possibilità di spesa, attento ai dettagli e alla sostenibilità ambientale, al tempo stesso in grado di quantificare la riduzione della spesa, rispetto ad avere una seconda automobile da usare in città. Sempre un mezzo proprio, ma ci accorgiamo che in alcune situazioni la bicicletta ha preso il posto della macchina.
«La tendenza – continua Costantini – è quella di una sorta di cascata verso il basso ed un ceto sociale meno abbiente che si informa sempre di più sulle bici pieghevoli. Tornando alle scelte dei Bromptoniani, che rispecchiano in generale quelle degli utenti delle bici pieghevoli, le bici con le ruote da 16 pollici vanno per la maggiore, perché hanno ingombri ridotti. Una volta chiuse sono 60×60 centimetri e non pagano il biglietto sui mezzi pubblici. Poi ci sono le 20 pollici e le e-bike, queste ultime scelte soprattutto dalle donne o da chi per esempio non vuole sudare prima di entrare in ufficio per la giornata di lavoro.
«Generalmente – conclude Costantini – chi inizia ad usare una bici pieghevole non torna più indietro e la porta con se anche in vacanza, sul camper o comunque in viaggio anche quando si è lontano dal lavoro e dalla città».
Semplificano la vita, prima di tutto in città
Un altro brand leader nel settore delle bici pieghevoli e per tutto quello che riguarda il commuting urbano è Brera. Cicli Brera offre dei range di prezzo interessanti ed un rapporto qualità/prezzo ottimali, in ambito e-bike, ma anche bici pieghevoli con concetto tradizionale. A questo si aggiunge un prodotto davvero interessante anche per quello che è l’ingresso del commercio nel settore del trasporto sostenibile, ovvero una sorta di mullet cargo bike.
Marcello Fusi, Brand Manager di Brera è il primo utilizzatore e sostenitore di questo segmento di bici.
«Le bici pieghevoli semplificano la vita – spiega – e anche per esperienza personale, non solo per il ruolo che ricopro, la consiglio a chi si sposta in città. E’ la compagna ideale per fare casa/lavoro e viceversa, soprattutto in questi ultimi anni dove ci confrontiamo con città congestionate dal traffico delle auto.
«Si carica sul treno – racconta Fusi – sul tram e si porta in metropolitana, se necessario e si pedala l’ultimo miglio. Oppure si può utilizzare per fare l’intero tragitto. La pieghevoli sono biciclette a tutti gli effetti e sono una gran bella comodità».