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| 24 Marzo 2026

Biri, come l’uovo di colombo: un cavalletto telescopico per chi viaggia

Nel mondo del bikepacking, dove ogni grammo conta e ogni soluzione deve essere pratica, c’é molto fermento nel settore degli accessori. E’ il caso di Biri, il cavalletto telescopico ideato da Roberto Adami, fotografo veronese e fondatore di Bikerando, che abbiamo incontrato tra gli stand della fiera “Fa’ la Cosa Giusta!”. Un accessorio semplice solo all’apparenza, ma capace di rispondere a una delle esigenze più concrete dei cicloviaggiatori: avere sempre un appoggio stabile per la bici (in apertura, lo vediamo sorreggere una Surly) ovunque ci si trovi.

«L’idea nasce proprio da un bisogno reale, vissuto in prima persona durante i miei viaggi – racconta Adami -. Quando sei in bikepacking, spesso devi appoggiare la bici a un albero o a un muretto. Ma non sempre c’è qualcosa a disposizione, per cui capita di dover appoggiare la bici a terra». Da qui l’intuizione di creare un cavalletto portatile, leggero e, soprattutto, universale.

Due versioni disponibili

Biri è infatti il primo cavalletto telescopico per biciclette, progettato per adattarsi a qualsiasi mezzo, indipendentemente da peso e dimensioni. «Quando hai i bagagli, che siano le borse da bikepacking o quelle da cicloturismo – spiega Adami -, il classico cavalletto posizionato sul movimento centrale corre sempre il rischio di rompersi o di “fare leva” perché le borse sono posizionate troppo in alto, alzando il baricentro della bici. Quindi l’esigenza di alzare il fulcro della leva rispetto al cavalletto normale, mettendolo sotto la sella, diventa una soluzione che ti permette di avere sempre la bicicletta in piedi».

Per ora ne esistono due versioni: quella in carbonio 95% tiene fino a 100 chilogrammi e pesa 110 grammi; quella in alluminio aeronautico, di pregevole fattura estetica, sostiene fino a 70 chili e pesa 160 grammi. «Sto pensando anche di farlo in titanio. Vediamo se riusciamo a svilupparlo…». 

Molto richiesto negli USA

La vera forza di Biri è la sua versatilità. Una volta chiuso misura 50 centimetri, mentre da aperto può arrivare a 1,15 metri, permettendo di sostenere la bici anche su terreni irregolari. Si aggancia al reggisella o al telaio della sella e mantiene la bici in equilibrio, evitando cadute e semplificando operazioni quotidiane come caricare le borse, inserire ed estrarre oggetti al loro interno, scattare fotografie o semplicemente fare una pausa.

Non è un caso che l’idea sia nata da un fotografo. «Siccome avevo a che fare con i cavalletti telescopici – racconta Adami – mi sono detto: “E’ possibile che non ci sia una soluzione di questo tipo?”. Ho cercato in rete e nessuno al mondo ha fatto un cavalletto telescopico portatile per cui ho pensato di farlo io e l’ho brevettato. Poi ho trovato un’azienda che fa bastoncini da trekking che mi ha sviluppato il progetto assieme al mio disegno e adesso Biri è online. In due anni lo sto commercializzando in 42 paesi del mondo, soprattutto negli Stati Uniti».

Biri Bikerando cavalletto telescopico, cicloviaggio, borse
Una sosta per ammirare un enorme cactus (date un’occhiata alla versione per smartphone di questo articolo…)
Biri Bikerando cavalletto telescopico, cicloviaggio, borse
Una sosta per ammirare un enorme cactus. E le bici sono sorrette dal cavalletto

La bici è sempre in piedi

Se vi chiedete quando conviene averlo con sé, ecco la risposta: «Non è il classico prodotto che uno usa durante la gravellata di un paio d’ore con gli amici, perché ovviamente in Italia i bar sono sempre ricchi di alberi e di muri. Però, in situazioni in cui non hai la possibilità di posare la bici questo cavalletto ti risolve il problema di averla in piedi. La soluzione diversa è mettere la terra alla bici oppure sbilanciare le borse per riuscire ad avere accesso agli effetti personali»..

In un momento in cui il bikepacking continua a crescere e a evolversi, anche gli accessori seguono questa trasformazione. Sempre più orientati alla leggerezza, alla praticità e alla multifunzionalità, rispondono a un modo di viaggiare che privilegia autonomia e adattabilità. «Il bikepacking ti insegna a essere essenziale – conclude Adami -. E Biri va esattamente in questa direzione: darti una soluzione semplice, ovunque ti trovi».

Un piccolo oggetto, dunque, ma con un grande impatto sull’esperienza di viaggio. Perché, come spesso accade in bicicletta, sono i dettagli a fare la differenza. 

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