| 18 Febbraio 2026

Santini e l’evoluzione dell’abbigliamento gravel: sorprese e innovazione

Il gravel è un settore che si è evoluto in maniera quasi radicale nel corso di questi anni, partito come una costola del ciclismo su strada ha poi intrapreso un suo cammino e un suo percorso. Sia per quanto riguarda le iniziative e lo spirito, fin da subito diversi dal mondo agonistico, ma anche per la tendenza ai viaggi e al bikepacking. Trasformazioni, novità, caratteristiche tecniche e tanto altro. Insieme a Santini scopriamo come il gravel sia entrato nella loro produzione, ritagliandosi una sua forma sempre più grande e definita. 

«La prima grande differenza tra la linea di abbigliamento gravel e le nostre altre collezioni – racconta Stefano Devicenzi, Sponsorship Manager di Santini – è racchiusa nel fatto che quella legata al gravel è arrivata senza che ce ne accorgessimo. Mentre per il resto dei nostri capi il lavoro era di introdurre, in maniera consapevole, qualcosa di nuovo, per il gravel non è stato esattamente così».

Il gravel si è affacciato nel mondo di Santini aprendo un nuovo mercato e facendosi sempre più spazio
Il gravel si è affacciato nel mondo di Santini aprendo un nuovo mercato e facendosi sempre più spazio

Evoluzione naturale

L’abbigliamento da gravel ha avuto una sua evoluzione e ha portato effettivamente a una rivoluzione del mondo ciclismo. Si è partiti utilizzando qualcosa di cui si conoscevano le caratteristiche, per poi cambiare, capire e ridisegnare

«Il gravel – spiega Stefano Devicenzi – è un fenomeno iniziato nel 2019 e che ha trovato il suo equilibrio, a livello di capi d’abbigliamento, tra la strada e il fuoristrada. Qualcosa si è preso dalla mountain bike, mentre altro dal mondo del ciclismo su strada. Chiunque abbia preso in mano la bici gravel per la prima volta, entrando in questa nuova disciplina, sa che è partito utilizzando qualche capo che già aveva nell’armadio. Bene o male, si era più vicini al mondo strada, anche solo per la forma del telaio e le caratteristiche della bici».

Il taglio dei capi gravel nel tempo è cambiato, evolvendosi e adattandosi alle richieste dell’utente
Il taglio dei capi gravel nel tempo è cambiato, evolvendosi e adattandosi alle richieste dell’utente
Da cosa si è partiti?

Le collezioni già presenti nel nostro catalogo offrivano delle soluzioni tecniche valide per chi cercava capi d’abbigliamento da utilizzare per il gravel. Tuttavia erano prodotti meno “elaborati” ovvero più votati al comfort e alla versatilità. L’utente optava per capi versatili e comodi, ad esempio un gilet in tessuto Polartec. 

Qual è stato il primo passo verso una collezione gravel?

Siamo partiti realizzando un pantaloncino con due tasche laterali. Un prodotto di per sé versatile, utilizzabile anche su strada, ma pensato per rispondere alle esigenze di chi pratica gravel. Quello stesso pantaloncino ha subito delle evoluzioni ed è diventato il modello cargo che oggi abbiamo in collezione, a cui sono state aggiunte due ulteriori tasche nella parte della schiena.  

Chi fa gravel cerca caratteristiche diverse dei capi a seconda dell’utilizzo
Chi fa gravel cerca caratteristiche diverse dei capi a seconda dell’utilizzo
Che anno era?

Tra il 2019 e il 2020, poco prima del Covid. Il gravel era un fenomeno che stava nascendo e prendendo forma. Negli anni successivi è poi esploso prendendo una direzione, anzi due, ben definita. Infatti come Santini abbiamo realizzato la prima gamma gravel nel 2021, e per la prima volta siamo stati noi a “rincorrere” un qualcosa di nuovo. 

Esigenze commerciali?

La clientela è cambiata ed è stato necessario per noi fare lo stesso. Ci siamo detti fosse arrivato il momento di realizzare qualcosa in linea con questo nuovo modo di andare in bici

Il gravel è anche design?

Conta tanto la parte creativa, a differenza delle classiche collezioni da strada. All’inizio magari si cambiavano i colori dei capi offrendo più scelta, poi comunque c’è stata una grande evoluzione tecnica dei prodotti. 

Il taglio e il design di certi capi realizzati da Santini ha preso spunto da chi questa disciplina la vive quotidianamente
Il taglio e il design di certi capi realizzati da Santini ha preso spunto da chi questa disciplina la vive quotidianamente
Ad esempio?

Le giacche per chi fa gravel sono esteticamente molto belle ma si basano su caratteristiche utili per chi pratica questa disciplina. In alcuni nostri modelli dedicati al bikepacking abbiamo inserito il cappuccio, oppure abbiamo realizzato un piumino che si può utilizzare anche per pedalare. Siamo partiti dal mettere qualche tasca in più su pantaloncini e magliette, per poi arrivare a prodotti studiati e perfezionati.

Nel ciclismo professionistico i capi si perfezionano grazie al feedback degli atleti, nel gravel?

Il meccanismo è lo stesso. Si parte da un prodotto ideato e realizzato da noi e lo si perfeziona lavorando a stretto contatto con chi questa disciplina la vive in maniera piena e totalizzante. Ci confrontiamo con ciclisti che viaggiano e portano all’estremo il prodotto, in modo da intercettare le loro esigenze e portarle a ogni utente.  

Esiste anche un gravel competitivo, aspetto che però per Santini rimane distaccato e molto simile all’approccio che ha con il mondo dei professionisti
Esiste anche un gravel competitivo, aspetto che però per Santini rimane distaccato e molto simile all’approccio che ha con il mondo dei professionisti
Un prodotto gravel in cosa differisce rispetto a uno per ciclismo su strada?

La scelta dei materiali, per la vestibilità (dove si guarda alla comodità e non alla performance, ndr). Alla costruzione, ad esempio quante, quali e come inserire le zip o le tasche. Una giacca da pioggia gravel non potrà mai essere utilizzata da un utente strada, perché l’aerodinamica passa in secondo piano. 

Esiste anche un gravel competitivo…

In questo caso gli utenti utilizzano capi molto simili al mondo del ciclismo professionistico. Dipende sempre quali sono gli eventi, se si partecipa alla Jeroboam le esigenze tecniche sono estremamente diverse. 

Santini

TUTTE LE CATEGORIE DEL MAGAZINE