Balance bike, bambini (depositphotos.com)Balance bike, bambini (depositphotos.com)

| 21 Settembre 2026

Balance bike, a scuola da Furlan: c’è tanto da imparare

«Ti ricordi che c’erano tutte quelle rotelle storte? Ho questa immagine delle bambine con la bici della Barbie – Angelo Furlan ride di gusto – che andavano via tutte in strambata come le barche a vela. Con la balance bike è un’altra cosa…».

La chiacchierata con l’ex professionista vicentino verte su un oggetto che ci ha sempre incuriosito – la balance bike – e si conclude con questa risata che richiama un’immagine sbilenca eppure ricorrente. Magari gliela compri per Natale, ma poi come si insegna a un bambino ad andare in bicicletta?

Da quando ha smesso di andare in bici per mestiere, Furlan ha scoperto che la bici può essere anche una scuola di vita per i più piccoli. Per questo, accanto al suo lavoro di bike fitting, all’organizzazione di lezioni online e alla consulenza per la progettazione di itinerari cicloturistici, ha messo una Bike Academy con i più piccoli, portandola anche nelle scuole.

Un grande ambasciatore del suo sport, come dovrebbe fare chiunque ci abbia lavorato e avesse voglia di restituire a chi lo ha applaudito uno spicchio della sua passione e della sua competenza. Peccato che non tutti la pensino così.

Nella Bike Academy di Furlan si inizia dalla balance bike  e poi si passa anche alla BMX
Nella Bike Academy di Furlan si inizia dalla balance bike e poi si passa anche alla BMX
Nella Bike Academy di Furlan si inizia dalla balance bike  e poi si passa anche alla BMX
Nella Bike Academy di Furlan si inizia dalla balance bike e poi si passa anche alla BMX
Insegnare ai bambini come si va in bicicletta: secondo te la balance bike è la risposta giusta?

Sì, assolutamente. In tempi non sospetti, un marchio famoso aveva iniziato a importarle in Italia (l’americana Strider, ndr) e di recente anche altri hanno iniziato a farlo, anche Decathlon mi pare, mentre noi abbiamo quelle della Bellelli. Ma al di là di chi la produca, il principio di base è quello di una bicicletta senza pedali, senza trasmissione, che cambia l’approccio rispetto a una volta.

Cosa cambia?

Il vecchio approccio, quello grazie al quale abbiamo imparato noi adulti, era quello di sbucciarsi le ginocchia. Si cominciava con le rotelle e poi si toglievano cercando di insegnare l’equilibrio. Con la balance bike cambia completamente, perché la prima cosa è l’equilibrio, poi viene il controllo e solo dopo la pedalata.

Praticamente tutto il contrario?

Il bambino acquisisce prima l’equilibrio dinamico, poi la capacità di sterzare, la percezione della velocità, la gestione del corpo e poi, contrariamente a quello che succedeva una volta, quando passerà alla bici con i pedali, dovrà aggiungere il gesto della pedalata. Prima la parte propiocettiva e coordinativa veniva inibita per assurdo dalle rotelle, perché quando venivano tolte i bambini cadevano. Con la balance bike succede il contrario.

Strider è stato uno dei primi marchi a intuire la portata della balance bike (foto Strider Bike)
Strider è stato uno dei primi marchi a intuire la portata della balance bike (foto Strider Bike)
Strider è stato uno dei primi marchi a intuire la portata della balance bike (foto Strider Bike)
Strider è stato uno dei primi marchi a intuire la portata della balance bike (foto Strider Bike)
Un passo avanti decisivo?

Non è che prima fosse sbagliato, ogni epoca ha le sue competenze. Probabilmente eravamo inconsapevoli. Chi poteva dire trent’anni fa che una MTB con le ruote da 29 va meglio di quella da 26, mentre ora si va verso le 32? La competenze stanno crescendo ed è cambiato anche l’approccio con lo sport del ciclismo.

In che senso?

Una volta il ciclista faceva solo il ciclista, adesso invece l’arrivo di chi viene da Scienze Motorie ha allargato l’orizzonte. La bici non è intesa più solo come pedalare, ma soprattutto nelle specialità off-road che vengono proposte ai bambini, è diventato uno sport completo, in cui ti devi muovere su più assi. Mentre il ciclismo che conosciamo noi, quello su strada, per assurdo non era così completo dal punto di vista coordinativo e neanche dal punto di vista propedeutico.

Ecco che anche la balance bike assume un ruolo ben preciso…

Questo diverso approccio a una disciplina come la mountain bike ha fatto sì che lo spettro di esperienze che si possono dare ai bambini siano maggiori e il ciclismo sia uno sport più completo. In questa ottica ha fatto capolino la balance bike come strumento propedeutico e ce ne siamo accorti nelle scuole.

Nella Bike Academy di Furlan si usano balance bike prodotte da Bellelli col marchio BbBip
Nella Bike Academy di Furlan si usano balance bike prodotte da Bellelli col marchio B-Bip
Nella Bike Academy di Furlan si usano balance bike prodotte da Bellelli col marchio BbBip
Nella Bike Academy di Furlan si usano balance bike prodotte da Bellelli col marchio B-Bip
Va bene per tutte le età?

Ci sono anche i modelli per i più grandi, anche se lì ci sarebbe da vincere l’imbarazzo, perché un adolescente su una bici così probabilmente verrebbe preso in giro. Più in generale, vedendola dal punto di vista propedeutico, esistono dei modelli che seguono il bambino nella fase di crescita. Potremmo iniziare dai 18 mesi fino ai 4-6 anni e deve essere la balance bike ad adattarsi al bambino, non il contrario. All’inizio, in base alla misura, gli deve consentire di tenere entrambi i piedi saldamente a terra e le ginocchia leggermente flesse. E poi ci sono i vari step di apprendimento.

Come usi la balance bike nelle tue lezioni?

Noi la usiamo quasi più nelle scuole e nelle manifestazioni di contorno, con bambini di circa sei anni. E’ un’età molto particolare, perché non esistono così tante scuole che si prendano in carico queste attività. E’ più un vademecum che si dà ai genitori. L’indicazioni che diamo alle famiglie è di seguire gli step.

Quali sono questi step?

La prima fase, possiamo chiamarla quella della scoperta. Il bambino non pedala, nemmeno cammina, tiene la bici tra le gambe e lì impara il peso, l’ingombro, lo sterzo, la relazione tra corpo e mezzo. Poi c’è una fase di propulsione, dove imparano a spingere e questo esula dall’età, ma dipende dalle esperienze che ha. Poi si passa all’equilibrio dinamico, quando solleva spontaneamente i piedi e allora inizia a fare la sterzata, le traiettorie, la gestione della velocità, tanto che qualcuno ha anche il freno.

Una volta imparato l'equilibrio, si passa all'equilibrio dinamico: il bimbo spinge e gestisce la velocità (depositphotos.com)
Una volta imparato l’equilibrio, si passa all’equilibrio dinamico: il bimbo spinge e gestisce la velocità (depositphotos.com)
Una volta imparato l'equilibrio, si passa all'equilibrio dinamico: il bimbo spinge e gestisce la velocità (depositphotos.com)
Una volta imparato l’equilibrio, si passa all’equilibrio dinamico: il bimbo spinge e gestisce la velocità (depositphotos.com)
Si può anche andare veloci?

In Giappone fanno delle gare per bambini in cui mettono anche dei piccoli ostacoli e il terreno variabile, ma quello puoi farlo solo nella fase conclusiva di questo percorso didattico che viene fatto con la balance bike.

Detta così, è molto più di un giocattolo per muovere i primi passi.

La balance bike va ad allenare l’equilibrio, poi la pedalata diventa una conseguenza finale. Il vero game changer però è che ha spostato il ciclismo su un concetto di poliassialità, cosa che prima non c’era. Il grosso difetto del ciclismo, prima che ci fosse l’avvento di allenare il corpo nell’insieme, come per fortuna si insegna da vent’anni a questa parte, è che era uno sport a un asse solo, cioè andavi solo in avanti e c’erano i famosi fisici alla T-Rex con le gambe strutturate e la parte sopra completamente smagrita.

Ottenuto l’equilibrio e tutto il resto, poi non resta che pedalare?

E sarà abbastanza semplice, perché si tratta di una semplice coordinazione motoria, mentre la parte grossa, che è quella dell’equilibrio dinamico, è già stata fatta. Passi dal gioco all’equilibrio, al controllo e alla fine metti la pedalata. Invece con le rotelle c’era la pedalata, ma inibivi tutti i recettori e tutta la propriocezione. Evviva la balance bike, davvero…

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