Stefano Zanini fa il direttore sportivo nel WorldTour. Guida una squadra che, per dirla con i calciatori, gioca in Champions League, per cui potrebbe guardare soltanto il ciclismo dei piani alti e farsi un baffo di quello che c’è sotto.
Vista la premessa, ovviamente le cose vanno in modo diverso. Zanini infatti, per gli amici e i suoi tifosi semplicemente Zazà, ha capito da tempo che il ciclismo è uno sport di strada che nasce quando si è piccoli e nelle piccole realtà e che quello dei piani alti ne è l’evoluzione e non sempre ne mantiene lo spirito genuino. Così nella sua Gorla Maggiore da più di dieci anni, Zazà organizza una pedalata con i suoi amici e tifosi e insieme delle gare per ragazzi. Quest’anno si è svolto tutto nel fine settimana del 19-20 settembre.
«Lo faccio perché mi piace – sorride Zanini – la responsabilità è altissima, perché essendo presidente della società organizzatrice, rispondo io in prima persona di qualsiasi cosa. Per cui se mi mettessi a pensare a tutto quello che può succedere, probabilmente starei alla larga. Lo faccio per la passione, perché mi piace vedere la gente contenta. E’ il modo di restituire al ciclismo quello che ha dato a me».



Il nuovo presidente
Tredici anni fa la prima edizione. Si chiamava e si chiama ancora Pedala con Zazà: un giro nei dintorni di Gorla lungo la Valle Olona, pedalando (piano) sulle strade dei suoi allenamenti. Vero, manca un dettaglio: prima di diventare uno dei tecnici WorldTour più apprezzati, Zanini è stato un ciclista professionista. Ha corso nella massima serie dal 1991 al 2007 e ha vinto tappe al Giro d’Italia e al Tour de France, ma anche un’Amstel Gold Race e una Parigi-Bruxelles. Era uno di quelli che amava la Parigi-Roubaix e la volta che le è arrivato più vicino, è tornato a casa con il quarto posto.
«Finché un paio di anni fa – racconta – mi hanno chiesto se volessi diventare presidente della Canavesi, che è una squadra storica di Gola Maggiore e io ho accettato. Siamo una società organizzatrice, non abbiamo atleti agonisti, nessuno che faccia gare. Diciamo che ci divertiamo a far correre gli altri».






Nel nome di Severino
In breve, la Società Ciclistica Severino Canavesi esiste dal 1945 nel nome del ciclista di Gorla Maggiore che corse come professionista dal 1931 al 1949, con la Guerra di mezzo, vincendo la Tre Valli Varesine e la Coppa Bernocchi e partecipando a nove Giri d’Italia negli anni in cui le strade erano bianche e davvero malridotte.
«Dopo due o tre anni che la domenica mattina facevamo la Pedala con Zazà – racconta Zanini – ho pensato di fare nel pomeriggio una gara per i giovanissimi. Negli ultimi quattro anni, visto che comunque fra una cosa e l’altra il weekend se ne andava tutto per organizzare la domenica, abbiamo pensato di aggiungere qualche attività anche al sabato, per rompere ancora un po’ le scatole alla gente (ride, ndr). Così la mattina facciamo la gara per gli esordienti e il pomeriggio per gli juniores. Si svolge tutto in piazza Martiri della Libertà a Gorla Maggiore, col palco come al Giro d’Italia. E anche per i bambini la domenica pomeriggio ci sono le strutture dei grandi».




Quasi 300 a 25 all’ora
La Pedala con Zazà ha un obiettivo di undici lettere: beneficenza. Si pedala piano: non oltre i 25 all’ora. Se il gruppo si allunga, quelli davanti rallentano e gli danno il tempo di ricomporsi, con l’idea di stare insieme e godersi le strade.
«Quest’anno eravamo 293 – racconta Zanini – perciò bel numero. Sono venuti anche alcuni professionisti come Davide Ballerini e mio nipote Matteo e qualche vecchia gloria come Giuseppe Saronni. In bici c’era anche il dottor Carlo Guardascione (medico della squadra WorldTour australiana Jayco-AlUla e voce autorevole su bici.STYLE, ndr) e sull’ambulanza a vegliare su di noi c’era sua figlia. A livello medico eravamo copertissimi, ma in generale, Carlo è un grande appassionato e mi dà sempre una grande mano anche nell’organizzazione.
«Il percorso è facile. Qualche strappettino – aggiunge Zanini – ma poca roba. Voglio che si stia tutti insieme e che sia accessibile a chiunque e questo fa un po’ la differenza. Tanta gente fa i complimenti perché è una cosa per tutti, stai insieme nella Valle Olona passando da Lozza dove vivevo da bambino, fai due chiacchiere, arrivi, c’è il pasta party: una cosa bella e soprattutto tranquilla. Si partecipa con una quota d’iscrizione, che prevede anche il pacco gara. Andiamo a consegnare le iscrizioni in vari negozi che fanno da punto di raccolta e ci danno una grande mano, ma il sabato ci si può ancora iscrivere in piazza, anche senza pedalare».


Tutto e subito (in beneficenza)
Alla fine lo scopo è quello della beneficenza, per cui si può donare e restare a guardare. I 4.000 euro raccolti lo scorso anno andarono al Progetto Sport dell’Istituto Tumori di Milano.
«E anche quest’anno – ci tiene a sottolineare Zanini – abbiamo donato tutto subito, che è una cosa cui tengo molto. Abbiamo diviso il ricavato in due assegni e li abbiamo intestati a due associazioni della provincia di Varese. Una è le Cuffie Colorate di Busto Arsizio, che fa attività sportiva per disabili. L’altra è Magari Domani di Gazzada, che si occupa di gestire il tempo libero di persone con problematiche analoghe».









Un successo di gruppo
I costi dell’organizzazione invece sono coperti da amici, del settore e non solo, che si fanno carico di sponsorizzare le attività della Società Ciclistica Severino Canavesi.
«Ci tengo a dire – sottolinea Zanini – che tutto questo è possibile per la sicurezza di avere un gruppo alle spalle, cioè la Canavesi, che è fondamentale. Io col mio lavoro sono abbastanza in giro, per cui ogni risultato che otteniamo è figlio del gruppo e non certo del singolo. E poi davvero dobbiamo ringraziare l’amministrazione di Gorla Maggiore, perché ci viene incontro ad ogni richiesta. Quando si collabora così, le cose si possono fare davvero bene».
Le cose si fanno bene se alla base c’è il cuore, ci permettiamo di aggiungere. C’è chi organizza per guadagnare e chi destina tutto in beneficenza: i primi magari lo fanno per lavoro ed è giusto che pensino al tornaconto, ma non sempre destinano una quota del loro guadagno ai giovani o a chi ha bisogno. Perché la differenza, appunto, la fa il cuore. Perciò l’anno prossimo a settembre, mentre i campioni sono al mondiale, l’appuntamento è a Gorla Maggiore. E poi non dite che non vi avevamo avvisato…







