Ogni anno nel mondo oltre un milione di persone perde la vita in incidenti stradali. Un dato enorme, dietro al quale si nascondono spesso dinamiche che potrebbero essere evitate con maggiore consapevolezza, formazione e tecnologia. E’ partendo da questa riflessione che Volvo Trucks Italia porta avanti da anni una serie di progetti dedicati alla sicurezza stradale, culminati nella campagna “See and be seen”, iniziativa rivolta soprattutto ai più giovani per sensibilizzarli sui rischi legati ai cosiddetti angoli ciechi dei mezzi pesanti e sull’importanza della convivenza tra camion, ciclisti e pedoni.
A raccontarne filosofia e funzionamento è Francesco Sonzogni, marketing manager di Volvo Trucks Italia, che spiega come questa iniziativa sia l’evoluzione di un progetto ancora più ampio nato circa dieci anni fa.
«La campagna “See and be seen” è in realtà l’evoluzione di una campagna sempre legata alla sicurezza stradale e alla sostenibilità ambientale che si chiamava “Stop, look and wave”. Era stata lanciata da Volvo a livello internazionale e poi adattata nei vari Paesi. In Italia abbiamo coinvolto e formato decine di migliaia di bambini organizzando eventi nelle piazze, nelle scuole e presso la nostra sede di Zingonia, in provincia di Bergamo».


Obiettivo zero incidenti
Il principio di “Stop, look and wave” era semplice ma efficace: fermarsi prima di attraversare la strada, guardare il conducente del camion, cercare il contatto visivo e solo dopo procedere. Un gesto apparentemente banale che però può fare la differenza soprattutto in contesti urbani complessi.
«Purtroppo i camion pesanti sono coinvolti in circa il 15 per cento degli incidenti mortali. E questi ultimi sono la principale causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 5 ed i 29 anni. La nostra visione è molto ambiziosa: zero incidenti mortali con i veicoli Volvo. La sicurezza è uno dei nostri valori cardine insieme alla sostenibilità e alla qualità dei prodotti».
Da qui nasce “See and be seen”, dedicata ai ragazzi più grandi, dagli 11 anni in su, quindi a quella fascia d’età che inizia spesso a muoversi in autonomia in bicicletta o in monopattino nel traffico cittadino. Il focus è soprattutto sul tema dell’angolo cieco, una delle principali criticità nella convivenza tra mezzi pesanti e utenti vulnerabili della strada.
«Il classico incidente avviene quando il ciclista pensa che il camionista lo abbia visto e invece non è così. Il camion svolta a destra, contemporaneamente il ciclista prosegue e avviene l’impatto. Attraverso attività pratiche facciamo capire ai ragazzi quanto sia limitata la visuale di un mezzo pesante».


Gli studenti e Geopop
Il cuore del progetto è infatti l’esperienza diretta. Durante gli eventi vengono posizionate biciclette, sagome o birilli attorno al camion e i ragazzi, da terra, devono indovinare, segnandoli su di un cartoncino, quali siano realmente visibili dagli specchi del conducente.
«Spesso sbagliano, perché danno per scontato che gli specchietti coprano tutto. Invece scoprono che non è così semplice. Quando li facciamo salire in cabina capiscono davvero quanto sia importante non posizionarsi in certe zone».
L’evento principale si è svolto lo scorso 22 aprile nella sede Volvo Trucks di Zingonia, coinvolgendo circa un centinaio di studenti provenienti da Milano. Una giornata costruita alternando momenti formativi, attività ludiche e approfondimenti scientifici. Tra gli ospiti anche Andrea Moccia di Geopop, che ha affrontato temi legati ai tempi di reazione, frenata e percezione del rischio.
«Abbiamo cercato di rendere tutto molto interattivo. I bambini e i ragazzi non stanno seduti ad ascoltare passivamente. Ci sono giochi, quiz, attività di movimento e simulazioni pratiche. Per esempio abbiamo un cruciverba dedicato alla sicurezza stradale oppure il gioco dei cubi sulla sostenibilità ambientale».


La formazione degli autotrasportatori
L’obiettivo è rendere la formazione coinvolgente e memorabile, trasformando concetti tecnici in esperienze concrete. Una formula che, secondo Sonzogni, funziona anche grazie alla collaborazione delle scuole.
«La definisco sempre una win-win strategy – afferma – gli istituti scolastici sono contenti perché queste attività rientrano perfettamente nei percorsi di educazione civica. Gli insegnanti vedono che i ragazzi partecipano e si divertono, ma soprattutto portano a casa qualcosa di concreto».
Parallelamente alla sensibilizzazione dei più giovani, Volvo Trucks Italia lavora anche sulla formazione degli autotrasportatori attraverso corsi specifici di guida sicura e guida economica. «Abbiamo un team di formatori che gira tutta Italia – specifica Sonzogni -. Organizziamo corsi presso le concessionarie o direttamente per i clienti. Ovviamente il tema della sicurezza nei confronti di ciclisti e pedoni è centrale».


Telecamere per angoli ciechi
Sul fronte tecnologico, invece, i nuovi camion Volvo possono essere equipaggiati con telecamere laterali dedicate proprio alla copertura degli angoli ciechi, così pericolosi soprattutto per i ciclisti. Sistemi sempre più diffusi ma ancora non presenti sull’intero parco circolante italiano.
«Le telecamere specifiche da mettere sotto lo specchietto lato passeggero, che coprono perfettamente l’angolo cieco, sono disponibili come optional per i veicoli costruiti a partire dalla settimana n. 25 del 2020. Non sono dunque obbligatorie ma è un optional molto gradito sia in combinazione con gli specchi o con CMS (camere al posto degli specchi)».
Per apportare modifiche ex post serve, invece, la presenza del SID (Side Information Display), senza il quale l’aggiornamento è più costoso. «Il problema – ricorda Sonzogni – è che in Italia il parco circolante dei mezzi pesanti è molto vecchio: l’età media supera i 12 anni e oltre metà dei camion in circolazione non dispone ancora di queste tecnologie».


Divulgazione online
Una situazione che rende ancora più importante il fattore umano e la prevenzione culturale. Per questo Volvo punta molto anche sulla divulgazione online, mettendo gratuitamente a disposizione delle scuole materiali didattici scaricabili dal proprio sito. «Il focus principale oggi è anche digitale. Le scuole possono scaricare contenuti e lavorare in autonomia con gli studenti. Però continuiamo a organizzare eventi dal vivo e, quando possibile, portiamo direttamente i camion negli istituti».
Già prima di “See and be seen”, negli anni il progetto ha toccato molte città italiane, da Milano fino alla Puglia e a Torre del Greco, cercando di diffondere una cultura della sicurezza condivisa. Perché la convivenza tra biciclette, pedoni e mezzi pesanti non può basarsi soltanto sulla tecnologia o sulle regole, ma richiede soprattutto consapevolezza reciproca. Al fine di scongiurare eventi tragici come la morte della studentessa Viola Mazzotti a Bologna lo scorso novembre, e quella deil’ex professionista Davide Rebellin
E in un momento storico in cui le città stanno puntando sempre più sulla mobilità attiva, iniziative come “See and Be Seen” mostrano quanto educazione stradale e cultura della convivenza siano elementi fondamentali per rendere davvero più sicure le nostre strade.







