Ci sono itinerari che si pedalano per allenarsi e altri che si scelgono per il piacere di viaggiare. Il Canal du Midi appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nel Sud della Francia, tra Tolosa e il Mediterraneo, l’acqua diventa la linea guida di un viaggio lento, facile e ricco. Il canale misura circa 240 chilometri e dal 1996 è Patrimonio Mondiale UNESCO, riconoscimento che ne celebra il valore storico, paesaggistico e ingegneristico e una delle ciclovie più importanti dell’Exagone.
Nato nel Seicento per unire il bacino della Garonna a quello mediterraneo, il Canal du Midi oggi è uno dei grandi classici del cicloturismo europeo. Si pedala accanto alle chiuse, sotto le alberature, tra vigneti e piccoli borghi, seguendo le antiche alzaie. Il dislivello non è il protagonista: qui conta il ritmo, quello della bicicletta e quello lento dell’acqua.


Fra storia e geografia
Il Canal du Midi nasce da un’idea che per secoli era sembrata quasi impossibile: collegare Atlantico e Mediterraneo senza costringere le navi a circumnavigare la penisola iberica. A renderla concreta fu Pierre-Paul Riquet, imprenditore e ingegnere proprio del Sud, che individuò nella Montagne Noire la chiave per alimentare il canale. Il progetto venne autorizzato da Luigi XIV nel 1666 e i lavori partirono nel gennaio 1667.
In quattordici anni furono scavati circa 240 chilometri, realizzate 63 chiuse e coinvolte fino a 12.000 persone. L’inaugurazione avvenne nel 1681, pochi mesi dopo la morte di Riquet; gli interventi successivi proseguirono fino al 1694. Queste date e questi numeri ci servono non solo per bagaglio culturale, ma per capire l’entità di questa magnifica opera ingegneristica.
Il tracciato parte oggi dal Port de l’Embouchure di Tolosa e arriva alla Pointe des Onglous, a Marseillan, dove il canale entra nello Stagno di Thau. Da qui, attraversando la laguna, si raggiunge il faro di Sète e dunque il Mediterraneo.
Il Canal du Midi è dunque il tratto orientale del più ampio Canal des Deux Mers, che attraverso il Canal de Garonne porta idealmente dall’Atlantico al Mediterraneo. Le sue chiuse, i ponti, gli acquedotti e il sistema di approvvigionamento idrico della Montagne Noire spiegano perché l’opera sia considerata un capolavoro di ingegneria. Un’opera pensata un tempo per il commercio e che invece oggi vive soprattutto di turismo.


Canal du Midi per i ciclisti
Per il cicloturista il Canal du Midi ha un pregio enorme: non chiede prestazione, ma continuità. Da Tolosa a Marseillan sono circa 240 chilometri e il percorso segue per lunghi tratti le antiche alzaie, in pratica le chiuse, i sentieri un tempo utilizzati dai cavalli che trainavano le barche.
Non aspettatevi però una pista ciclabile uniforme da cima a fondo, una monotona corsia che segue il fiume. Il fondo cambia: ci sono tratti asfaltati o stabilizzati, sterrati compatti e altri più irregolari, con radici, pietre o fango dopo la pioggia. Anche nei centri abitati possono comparire brevi sezioni su strada. La bici ideale è quindi una trekking, una gravel oppure una e-bike; una bici da corsa con gomme strette non è la scelta più rilassante.
Dal punto di vista altimetrico il viaggio è molto facile: il canale supera i dislivelli attraverso le chiuse e il ciclista procede quasi sempre in piano o su lievi variazioni di quota. In direzione Mediterraneo si avverte una tendenza complessivamente favorevole, ma non va interpretata come una discesa continua anche se di fatto lo è seppur impercettibile. Ma vento, fondo e piccoli raccordi possono cambiare il ritmo. Il bello è pedalare senza fretta, fermarsi davanti a una chiusa, entrare in un villaggio o sedersi all’ombra dei platani.
E per chi vuole allungare il viaggio, il Canal du Midi può diventare parte del Canal dei Due Mari, itinerario cicloturistico che unisce Atlantico e Mediterraneo. Ma questo è un altro viaggio!


Cinque tappe da non perdere
Cosa vedere? Domanda da un milione di dollari! Tutto, è la risposta più semplice perché in effetti è così. E’ tutto il Canal du Midi che si offre, gli scorci che cambiano di continuo, una chiatta che sale in direzione opposta e una che supererete. Borghi, città, microporti dei vari villaggi attraversati. Noi però abbiamo comunque fatto una selezione e abbiamo individuato cinque punti imperdibili.
Queste cinque soste che aiutano a leggere il Canal du Midi non solo come itinerario, ma come viaggio nella storia del Sud della Francia.
La prima è Tolosa, la Ville Rose, dove si parte dal Port de l’Embouchure, tra i Ponts-Jumeaux e l’atmosfera urbana che lascia presto spazio alla campagna. La seconda è il Seuil de Naurouze, punto culminante del sistema idraulico e spartiacque tra i bacini dell’Atlantico e del Mediterraneo: qui Riquet trovò il modo di alimentare il canale con le acque della Montagne Noire. Terza tappa, Carcassonne, con la sua straordinaria cité medievale, perfetta per una deviazione dal tracciato e una pausa più lunga. Quarto appuntamento sono le chiuse di Fonseranes, a Béziers, una spettacolare sequenza di camere che permette alle imbarcazioni di superare oltre venti metri di dislivello e racconta meglio di ogni manuale l’ingegneria del canale. La quinta tappa è la Pointe des Onglous, a Marseillan: è il vero termine del Canal du Midi, dove l’acqua entra nell’étang de Thau. Qui il Faro des Onglous, all’estremità della diga, regala un finale scenografico. Sète, dall’altra parte della laguna, è il naturale epilogo mediterraneo: porto, canali, atmosfera marinara e l’ultimo brindisi dopo questo viaggio di oltre 200 chilometri.


In marcia!
Quando partire per il Canal du Midi? La primavera e la fine dell’estate sono le stagioni migliori: temperature più miti, meno pressione turistica e una pedalata più piacevole rispetto ai mesi centrali dell’estate. Ma con il clima che cambia anche l’autunno sta assumendo sempre più fascino col suo foliage. Il percorso può essere diviso in quattro o cinque tappe, adattando le distanze alle visite e al proprio ritmo.
Per dormire conviene alternare piccoli hotel, chambres d’hôtes, gîtes e strutture con servizi per ciclisti, cercando quando possibile il marchio Accueil Vélo, un po’ come avviene nel Cammino di Santiago. Qui la lista per le strutture ricettive e anche ristoratrici.
Una delle comodità del Canal du Midi è l’intermodalità bici+treno: Tolosa, Carcassonne, Béziers, Agde, Marseillan e Sète sono collegate dalla rete ferroviaria, utile per la partenza, il rientro o per accorciare una tappa. Nel 2026, la rete regionale liO propone un’offerta combinata bici più treno tra Tolosa e Sète, con noleggio, borse e rientro ferroviario.
Chi preferisce non organizzare tutto da sé può affidarsi a operatori italiani: Bici & Vacanze propone un viaggio sul Canal du Midi, mentre Due Ruote nel Vento offre un itinerario individuale che abbina Canal du Midi, Canal de la Robine e tratto Rodano-Sète. Un ultimo consiglio: prima di partire, però, va verificato lo stato delle alzaie: dopo le recenti intemperie alcune autorità locali hanno segnalato tratti danneggiati o chiusi e invitano a controllare gli aggiornamenti.







