Non si può negare che, dal punto di vista cicloturistico, la Campania sia una delle regioni dove c’è maggiore fermento. Proprio oggi a Rocca d’Evandro è andata in scena una fortunata edizione de La Via delle Sorgenti, randonnée che esalta tutta la zona dell’Alta Campania ed è proprio in queste terre che Nicola Fera ha disegnato la bellissima Ciclovia del Volturno, un nuovo percorso che potrebbe diventare un volano per il turismo di tutto il territorio, se le amministrazioni locali sapranno investirci sopra.
Rispetto alla manifestazione cicloturistica, la Ciclovia del Volturno ha uno sviluppo diverso, più territorialmente ampio come lo stesso Nicola Fera racconta, partendo dal coinvolgimento di chi l’ha aiutato nel disegno di questo gioiello: «L’ho realizzata insieme a Salvatore Capasso, che è il titolare dell’omonima Banca (oggi Banca Credito Attivo, ndr) con cui ho percorso tutto il tracciato studiando con attenzione dove mettere le tabelle. Realizzare una ciclovia non è semplice, non basta disegnarla e percorrerla una volta, noi abbiamo effettuato più sopralluoghi, almeno tre o quattro per trovare i punti giusti».


In questi punti, i cicloturisti che cosa trovano?
Una segnaletica che richiama immediatamente alla ciclovia, attraverso una targhetta 20×20 in metallo su cui c’è un adesivo con varie informazioni. Ogni segnale è una tabella con indicato il chilometraggio dalla partenza, la quota, il comune in cui è situato quel determinato passaggio e i loghi degli enti che hanno realizzato la ciclovia, l’Associazione Mtb & Trekking Volturno e la Banca.
Nel suo disegno avete tenuto conto del percorso del fiume?
Sì, abbiamo individuato le stradine più vicine al corso del fiume e abbiamo inserito delle sterrate, possibilmente tutte strade meno trafficate. Successivamente abbiamo dovuto fare delle modifiche perché alcuni tratti del percorso originario non erano più transitabili, tipo il passaggio su una diga che era stata chiusa e quindi non c’era più il guardiano che la apriva. Abbiamo dovuto bypassare quel luogo che si trova nel comune di Montaquila e quindi far passare la ciclovia su un tratto di 3 chilometri di statale.


Qual è il suo sviluppo?
Il tracciato segue la parte intermedia del fiume partendo dalle sue sorgenti sul Monte Azzone, proprio all’intersezione di Abruzzo, Lazio e Molise. Si pedala per 3 chilometri costeggiando gli scavi della città monastica di Castel San Vincenzo per trovare l’asfalto a Cartiera e salire verso Petrara e Valloni per una parte molto divertente. A Ponte Rosso si ritrova il fiume fino a Taverna di Roccaravindola. Il suo disegno pianeggiante porta alla centrale Enel di Presenzano, che merita una visita. A Vairano Patenora, nel Casertano, siamo a metà del percorso ed è ideale per spezzare il viaggio, un luogo che sta assumendo sempre più peso anche nell’attività sportiva offroad nel suo complesso, con il 4 ottobre un’importante Granfondo di MTB.
La seconda parte che caratteristiche ha?
Si costeggia un canale di irrigazione per superare i comuni di Raviscanina, S.Angelo d’Alife e Alife, con un centro storico bellissimo e circondato da una cinta muraria di epoca romana. La parte forse più impegnativa è nel finale con le piccole salite che da Squille passano per i comuni di Caiazzo, Piana di Monteverna, Castel di Sasso, Pontelatone e Bellona, fino alla conclusione sul Ponte Annibale sul Volturno che segna l’ingresso a Capua.


Quant’è il suo sviluppo e in quali regioni è disegnata?
Il totale è di poco più di 144 chilometri. Tocca due regioni, Molise e Campania; due province, Isernia e Caserta; 28 i comuni in cui passa il percorso. Il suo sviluppo è da Rocchetta a Volturno, dove sono le sorgenti del fiume, fino a Capua. Mancano altri 32 chilometri per arrivare alla foce che non sono stati tabellati, quindi attualmente si ferma nel comune di Capua.
E’ una ciclovia fattibile da tutti?
Sì, non ha particolari difficoltà. Ci sono 2-3 punti con salite, ma è sufficiente avere un minimo di allenamento. E’ importante nell’affrontarla utilizzare la gravel o in alternativa una city bike, non una bici da strada, perché di tratti di strade non perfette ce ne sono, ma è proprio la caratteristica della ciclovia abbracciare paesaggi legati a strade della bonifica che riguarda sempre il fiume


Quali sono i punti più caratteristici, più belli da consigliare a un cicloturista che viene da fuori?
Innanzitutto la partenza, dove sono le sorgenti del fiume, un luogo ambientalmente molto rilevante. Poi il borgo di Cerro a Volturno con il suo castello e poi paesi come Colli a Volturno e tutta la campagna delle bonifiche. Inoltre a metà strada c’è Vairano Patenora, con il borgo medievale col castello e l’abbazia della Ferrara, dove ha sostato Celestino Quinto e poi Capua, chiaramente, che è una città archeologicamente molto importante.
Dal punto di vista logistico, la zona è ben attrezzata?
Sì, sia alla partenza a Rocchetta Volturno, Colli a Volturno, Vairano. Ci sono ottimi posti dove si può soggiornare. L’unico problemino è che per raggiungere Rocchetta Volturno non c’è il treno e bisogna usare una navetta per arrivarci oppure farsi accompagnare per raggiungere la partenza. Un piccolo sacrificio che vale bene la pedalata, che è consigliabile fare anche in più tappe per apprezzare anche i prodotti del territorio, come il pane di Venafro, oppure visitare i luoghi più caratteristici.







