Colline Prosecco (foto stayinveneto)Colline Prosecco (foto stayinveneto)

| 18 Aprile 2026

Colline del Prosecco e Ca’ del Poggio in bici con il pro’

Metti le colline del Prosecco, patrimonio dell’UNESCO, stradine dolci (e meno dolci) che vi salgono e vi scendono, magari anche un bel ristorante e una vista sublime, da una parte e dall’altra. Poi prendi un corridore professionista e racconta tutto ciò (in apertura foto Colline Prosecco – Stayinveneto).

Quel corridore è Andrea Vendrame, un veneto, anzi trevigiano DOC, che oggi veste i colori della Jayco-AlUla. Vendrame su queste strade ci è nato, vissuto e si allena ogni giorno. E qui, su questi strappi, ha anche amici che quelle colline e quelle stradine le hanno capite e fatte loro: parliamo della famiglia Stocco e di Ca’ del Poggio.

Andrea Vendrame
Andrea Vendrame (classe 1994) è un corridore professionista dal 2017. E’ un vero amico di Ca’ del Poggio
Andrea Vendrame
Andrea Vendrame (classe 1994) è un corridore professionista dal 2017. E’ un vero amico di Ca’ del Poggio
Sono le tue terre, Andrea. Le zone dove ti alleni quotidianamente. Raccontaci cosa significa quando lasci la pianura e inizi ad andare su quelle colline e quegli strappi?

Diciamo che siamo fortunati noi ciclisti della zona di Conegliano perché possiamo adottare una parte di pianura nei percorsi, ma anche delle colline, delle salitelle, degli strappi, che assomigliano moltissimo alle côte dell’Amstel Gold Race, giusto per dire la prossima corsa che mi trovo ad affrontare domani.

Amstel che si svolge nei Paesi Bassi, ricordiamolo. Ed è l’unica zona collinare della nazione…

Zone collinari come quelle mie nel trevigiano. Dicevamo che noi di Conegliano siamo fortunati perché abbiamo la pianura da una parte, poi ti arrampichi su questi strappi e dall’altra parte ci sono le pre-Dolomiti e puoi trovare anche salite molto più lunghe. Ovviamente per me è un paradiso pedalare in quelle zone.

Pianura, strappi e colline: come dici tu un vero paradiso per la bici…

Verissimo, ma che a volte è anche un supplizio! Perché ci sono delle strade veramente dure e difficili. E tra queste strade una delle più dure, ma anche più affascinanti, è proprio il Muro di Ca’ del Poggio. Infatti in tanti allenamenti magari cerchi di evitarlo, perché ha pendenze veramente arcigne. Altre volte invece è una palestra utilissima.

Il Muro di Ca' del Poggio è relativamente nuovo nel mondo del ciclismo, ma le sue rampe sono micidiali da sempre
Il Muro è relativamente nuovo nel mondo del ciclismo, ma le sue rampe sono micidiali da sempre
Il Muro è relativamente nuovo nel mondo del ciclismo, ma le sue rampe sono micidiali da sempre
Spiegaci bene…

Mi è già successo, anche quest’anno, di andarci a fare dei lavori da tre minuti. In quel caso affronti questo strappo ben volentieri perché quei tre minuti molto intensi ti passano veloci. Arrivi sopra sfinito, però è una salita piacevole da fare se devi fare certi tipi di sforzo massimale.

E quando arrivi in cima sfinito, Andrea, ti viene mai la tentazione di fermarti al ristorante di Ca’ del Poggio?

In quel caso mi fermo un po’ prima della vetta. Diciamo dopo la metà, così vado direttamente al ristorante! A volte ci si ferma per salutare tutta la famiglia Stocco, ma sinceramente quando sono in allenamento non penso troppo al cibo. Mi è successo però qualche volta di fare un giretto soft, di scarico come si dice in gergo, e di fermarmi nella terrazza di Alberto.

E cosa succede in quei casi?

Che ti bevi il caffettino con questo panorama sotto gli occhi, scambi due parole e poi torni. Mi è successo anche una volta di fare un giro di scarico e fermarmi lì a mangiare, per poi buttarmi dentro la piscina vestito da ciclista!

Il fans club di Andrea Vendrame, appollaiato nel terreno di Ca' del Poggio
Il fans club di Andrea Vendrame, appollaiato nel terreno di Ca’ del Poggio
Il fans club di Andrea Vendrame, appollaiato nel terreno di Ca’ del Poggio
Invece passarci in corsa che significa?

Bellissimo! Negli ultimi anni ci siamo passati sempre con il Giro d’Italia. E vi dico, è un’emozione pazzesca. Dall’inizio del muro fino alla cima ho tutta la mia gente che mi segue. Di solito sulla sinistra si mette la squadra Fortissimi, mentre a destra Alberto Stocco mi dà tutto lo spazio nella collina del ristorante dove mettere il mio fan club. Il risultato è che mi ritrovo a passare tra due ali di folla tutte per me ed è qualcosa da pelle d’oca.

Tra l’altro il Giro passerà di qui anche il prossimo 28 maggio…

Esatto. Quest’anno vi passeremo quando mancheranno pochi chilometri dall’arrivo di Pieve di Soligo ed è una tappa che ho segnato con il cerchietto rosso. Speriamo di passare già lì magari con un margine di sicurezza o inventarci qualcosa.

Ti ricordi la prima volta che l’hai scalato?

Vado ancora più indietro. Il primo vero ricordo che ho di Ca’ del Poggio è un flashback del campionato italiano di Conegliano che vinse Giovanni Visconti. Ero lì con mio zio, nel parcheggio di Ca’ del Poggio.

Dalle colline alla bassa, la veduta da Ca' del Poggio è davvero magnifica
Dalle colline alla bassa, la veduta da Ca’ del Poggio è davvero magnifica
Dalle colline alla bassa, la veduta da Ca' del Poggio è davvero magnifica
Dalle colline alla bassa, la veduta da Ca’ del Poggio è davvero magnifica
E la prima volta che lo hai fatto in bici?

Credo risalga ai periodi da juniores, anche perché c’era già qualche corsetta che vi passava. C’è stato anche un campionato regionale in cui arrivai quarto: si faceva il muro nel finale e poi si arrivava a San Pietro di Feletto.

C’è un “punto X” lungo il Muro di Ca’ del Poggio?

Il punto più bello è quando vedi la casetta rosa e dici: okay, sono quasi arrivato. Il problema è che quando passi quella casetta ci sono una decina di metri di pianura che ti ingannano. E dopo riprende a salire ancora per altri 400 metri.

E il tratto più duro?

Secondo me sono i primi 500-600 metri prima di arrivare al ristorante: quelli sono veramente terribili, con pendenze sopra il 15 per cento. Lì fai fatica… parecchia.

Una splendida vista dalle colline di Ca' del Poggio
Piscina con vista… è la magia di queste colline e di Ca’ del Poggio
Una splendida vista dalle colline di Ca' del Poggio
Piscina con vista… è la magia di queste colline e di Ca’ del Poggio
Se dovessi consigliare a un cicloturista un giro da 25-30 chilometri?

Ipotizzerei una partenza da Conegliano, quindi un passaggio sotto al castello e da lì prendere per le colline. Restare sempre a mezza costa fino verso Le Mire e da lì affrontare Ca’ del Poggio, che non può mancare quando si viene da queste parti. Una volta in cima, svolta a sinistra e ritorno verso Conegliano. Un giretto facile!

A parole sicuramente!

E poi c’è tanto da vedere perché non mancano i vigneti, non manca il panorama. Le colline del Prosecco e il trevigiano, credo siano zone da sviluppare molto sul piano del cicloturismo. Le stradine, specie tra le colline sono poco trafficate, tranquille… Noto che ci sono tanti americani che stanno arrivando, per esempio. Ma si potrebbe sviluppare qualche progetto davvero interessante, perché la gente che pedala non manca: di appassionati ce ne sono tanti. Penso magari a dei giri alla scoperta delle cantine, dove fare una degustazione, fermarsi in un buon ristorantino…

Ca’ del Poggio

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