Giro-E CantagalloGiro-E Cantagallo

| 1 Giugno 2026

Giro-E, a Piancavallo con Sara Assicurazioni, Cantagallo e Orbea

PIANCAVALLO (PN) – Il sole che batte forte, un po’ di afa tipica delle pianure del Nord Est, un borgo e una montagna storici del Friuli Venezia Giulia, San Daniele e Piancavallo, e 15 squadre. E’ il Giro-E. Da percorrere ci sono i 70,4 chilometri della penultima tappa di questa kermesse che coinvolge sempre di più appassionati e sponsor. Dopo l’avventura di Fermo siamo così tornati anche noi.

Quando Emiliano Cantagallo, capitano del Team Sara Assicurazioni, taglia il traguardo, va a fermarsi poco dopo la linea d’arrivo assieme agli altri 14 capitani. Si scambiano subito battute e pacche sulle spalle. Commentano la frazione appena finita. Scherzano, si prendono in giro.

Giro-E Cantagallo
La Sara Assicurazioni taglia il traguardo di Piancavallo
Giro-E Cantagallo
La Sara Assicurazioni taglia il traguardo di Piancavallo

Con Sara Assicurazioni

Poi però arriva la steward e li scorta immediatamente dietro al palco per le premiazioni, mentre i compagni dei leader cercano le rispettive ammiraglie per cambiarsi. I tempi del post tappa sono serrati.

L’adrenalina è alta perché tra poco sfilerà anche il Giro d’Italia dei professionisti. Questa, in qualche modo, è stata la tappa che ha sancito la classifica definitiva. Ma assieme all’adrenalina c’è già anche quel filo di malinconia da ultimo giorno di scuola. L’indomani (ieri per chi legge) Cantagallo e compagni sarebbero partiti per Roma per affrontare l’ultima frazione.

Friuli Venezia Giulia e Roma, due cardini per Cantagallo: «Una è la mia città natale, l’altra la patria acquisita. Vivo ormai in Friuli da tempo. Ora, con il mio hotel, sono sempre attivo, specie in questo periodo con tanti ciclisti che arrivano per scalare le vette più belle. Lasciatemi dire perciò che sono piuttosto emozionato».

La tappa è filata via tra i segmenti cronometrati della pianura e le andature da tenere in salita. Piancavallo misura 13 chilometri e, se gli ultimi tre sono abbordabili, i primi dieci non regalano nulla.

«Oggi è stata dura – spiega Cantagallo – magari non ci si crede perché abbiamo le bici elettriche, ma credetemi che pedalare a 14-16 all’ora su tratti al 14 per cento non è facile neanche con queste bici. E le varie differenze di motore si fanno sentire. Ma quel che più conta è che alla fine anche oggi ci siamo divertiti».

In sella alle Orbea

Qui si apre il capitolo tecnico. Le bici dei vari team brandizzati sono fornite dalle case costruttrici. Spesso il Giro-E è anche una vetrina per proporre i nuovi modelli. Cantagallo è alla sua sesta partecipazione, in pratica un veterano, e sa bene che il tipo di mezzo conta.

«Sono tre anni ormai che pedaliamo su Orbea – spiega Cantagallo – e abbiamo bici pensate più per i pedalatori. Sono perfette per condividere la strada con gli altri, ma privilegiano la guida e la sensazione naturale. Sono, tra virgolette, più muscolari di molte altre bici. Per questo dicevo che oggi in salita abbiamo faticato di più. Se devo parlare in gergo ciclistico, oggi si saliva a 1.500 VAM. Bisogna essere allenati per fare certi numeri».

Il concetto è che dopo i 25 chilometri orari le bici elettriche interrompono l’assistenza e a quel punto è tutto frutto delle gambe e dei muscoli. Le Orbea del Team Sara Assicurazioni privilegiano questa fase: magari spingono meno in salita, ma sono decisamente più filanti quando si è in pianura. Alla fine pesano appena 11 chili. Sono scelte d’impostazione.

Il top sarebbe poter avere più modelli a seconda delle tappe. Ma alla fine si è qui per condividere e divertirsi.

Giro-E Cantagallo
Grande festa per Cantagallo e compagni
Giro-E Cantagallo
Grande festa per Cantagallo e compagni

Parola d’ordine: divertimento

E continuiamo proprio sul concetto del divertimento. Il Giro-E è sempre più una grande famiglia che vive in simbiosi, si sposta insieme, fatica e sorride… insieme.

«Come dicevo – prosegue Cantagallo – io sono un veterano del Giro-E e in questi anni ho visto tante persone. Siamo un immenso gruppo che per tre settimane condivide la strada e la fatica. Ci si conosce, qualcuno cambia sempre, ma lo spirito resta lo stesso. Con Sara Assicurazioni c’è un rapporto molto bello. Marco Mattioli, che è il nostro condottiero, si è fatto quasi tutte le tappe. C’è sempre stato in ogni senso».

«E’ stato un Giro-E variegato sotto tutti i punti di vista. Pianure, colline, montagne, ma anche dal punto di vista del meteo: agghiacciante, nel vero senso della parola, nei primi giorni con pioggia, vento e freddo. Pensate che sui monti attorno a Catanzaro c’erano 4 gradi, per poi passare al caldo torrido in appena 24 ore».

«Poi devo dire che tutto è stato bello. Ma la tappa Angera-Verbania è stata qualcosa di poetico. Unica. Un colpo d’occhio tra gente e percorso vallonato davvero da brividi. E poi devo citare il tappone dolomitico di Piani di Pezzè. Passare sullo Staulanza fra Pelmo e Civetta è qualcosa che non capita mai. Con queste bici te lo puoi godere al meglio».

Un gruppo di amici, ma anche di scherzi e sana competizione. «Ho un ottimo rapporto con Cunego, tra i vari capitani, ma quello che mette più zizzania sono io… Anche più di Chiappucci!».

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