Molti amanti dei temi della mobilità ciclabile guardano alla Spagna come modello a cui ambire, soprattutto da quando, ormai 5 anni fa, ha introdotto il limite dei 30 orari nella maggior parte delle strade urbane. Ora i passi avanti continuano: dal 1° ottobre 2026 entrerà in vigore il nuovo Regolamento Generale della Circolazione approvato dal Governo spagnolo. Una riforma attesa da tempo che punta ad adeguare le norme a una mobilità profondamente cambiata negli ultimi vent’anni, spostando il baricentro «dalla strada e dal veicolo alle persone e agli ambienti urbani», come sottolinea il DGT (Dirección General de Tráfico, l’equivalente spagnolo del nostro Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Foto in apertura, dgt.es).
Il nuovo regolamento introduce per la prima volta anche il concetto di “utente vulnerabile della strada”, categoria nella quale rientrano pedoni, ciclisti, motociclisti e utilizzatori dei veicoli per la mobilità personale. Una definizione che rappresenta il filo conduttore dell’intera riforma e che porta con sé numerose novità per chi pedala.


Fuori città, sorpassi più sicuri
La modifica probabilmente più importante riguarda il sorpasso delle biciclette fuori dai centri abitati. Gli automobilisti, infatti, non dovranno più limitarsi a mantenere almeno 1,5 metri di distanza laterale, ma saranno obbligati anche a ridurre la velocità di almeno 20 km/h rispetto al limite vigente sulla strada. Su una strada extraurbana con limite di 90 km/h, ad esempio, il sorpasso dovrà avvenire a una velocità massima di 70 km/h.
Ancora, nelle carreggiate con almeno due corsie per senso di marcia sarà obbligatorio occupare completamente la corsia adiacente durante il sorpasso del ciclista. Tale regola, va detto, verrà applicata anche quando si superano veicoli fermi per incidente, guasto, lavori stradali o soccorsi.


In città, più spazio ai ciclisti
Anche in ambito urbano cambiano diverse norme. Il regolamento stabilisce che i ciclisti dovranno circolare preferibilmente al centro della corsia, una posizione ritenuta più sicura perché aumenta la visibilità e riduce i sorpassi azzardati. Di conseguenza, a maggiore tutela di chi pedala, è previsto che gli automobilisti dovranno mantenere almeno cinque metri di distanza dal ciclista che li precede nella stessa corsia, evitando così di “tallonarlo”.
Importante anche la possibilità concessa ai Comuni di autorizzare, mediante apposita segnaletica, la circolazione delle biciclette in doppio senso nelle strade a senso unico con limite di 30 km/h o inferiore. Si tratta, in altre parole, del cosiddetto “senso unico eccetto bici” o “controsenso ciclabile” (che i più sbrigativi, dalle nostre parti, chiamano erroneamente “contromano”).


Casco obbligatorio sulle extraurbane
Il DGT elimina anche le eccezioni finora previste per l’utilizzo del casco. Dal prossimo ottobre tutti i ciclisti dovranno indossarlo sulle strade extraurbane, senza più deroghe. Per chi utilizza la bicicletta a livello professionale, come i rider (addetti alle consegne), diventeranno obbligatori sia il casco sia il giubbotto ad alta visibilità, con sanzioni fino a 200 euro in caso di violazione.
Il nuovo regolamento non riguarda soltanto le biciclette. Infatti, tra le principali novità figurano l’introduzione dell’età minima di 15 anni per i monopattini elettrici, l’obbligo di casco e luci per questi veicoli, nuove norme per i motociclisti, l’istituzione del cosiddetto corridoio di emergenza in autostrada durante le code e il riconoscimento giuridico dei percorsi scolastici sicuri, pensati per favorire gli spostamenti a piedi e in bicicletta verso le scuole. Nel complesso emerge una filosofia chiara: ridurre le velocità, proteggere gli utenti più vulnerabili e favorire una mobilità urbana sempre più sostenibile.


Il parere di AMBE
Pur accogliendo positivamente la riforma, AMBE, l’associazione spagnola che rappresenta l’industria e promuove l’uso della bicicletta, evidenzia come il nuovo regolamento abbia escluso alcune proposte avanzate durante il percorso di consultazione, tra cui norme più favorevoli alla circolazione delle biciclette negli incroci e una disciplina ancora più chiara sulla precedenza dei ciclisti in alcune situazioni urbane. L’associazione, pur definendo la riforma un passo nella giusta direzione, ritiene quindi che il lavoro non sia concluso e auspica che il prossimo aggiornamento del regolamento possa completare il percorso di modernizzazione della mobilità ciclistica in Spagna.
Nel frattempo, dal prossimo ottobre, la Spagna introdurrà alcune delle norme più avanzate d’Europa in materia di sorpasso dei ciclisti e sicurezza urbana, confermando una direzione ormai comune a molti Stati europei: mettere al centro della strada non più il veicolo, ma la persona.







