Dal Mare Adriatico a Roma e ritorno, attraversando Appennini, parchi nazionali, altipiani e borghi di pietra sospesi nel tempo. E’ questo lo spirito di Empire Lands, il trail in bikepacking giunto alla sua terza edizione, in programma il 1° maggio, con partenza e arrivo a Silvi Marina (Pescara). Un evento che porta la firma di Paolo Laureti, appassionato di ultradistanza e cicloviaggio, già ideatore della Race Across Italy (per stradisti), che nasce dal desiderio di trasformare il viaggio in un’esperienza totale, fatta di scoperta, resilienza e attraversamento lento del territorio.
«Empire Lands è nata quasi naturalmente – racconta Laureti – dalle mie esperienze personali di off-road e ultradistanza. Conoscendo bene questo territorio, tra Abruzzo e Lazio, ho voluto disegnare un percorso che permettesse di riscoprire luoghi incredibili spesso ignorati dal turismo tradizionale».
Il legame con Roma non è casuale: Laureti vive a Silvi Marina, ma ha forti radici familiari nella Capitale, un filo biografico che si riflette anche nella costruzione dell’evento e nella scelta di rendere San Pietro il punto simbolico di arrivo dell’andata.


Percorsi di 75, 380 e 900 chilometri
Il format prevede tre percorsi (Legend, Epic e Rookie), pensati per livelli ed esigenze diverse. Il più accessibile è la Rookie, un anello di circa 75 chilometri nei dintorni di Silvi Marina, tra mare e prime colline, che tocca luoghi iconici come la Torre di Cerrano e la costa tra Silvi e Pineto.
«E’ un percorso molto godibile, senza particolari difficoltà, ideale per chi vuole vivere una giornata di gravel e avventura senza stress», spiega l’organizzatore, sottolineando come anche questo tracciato breve mantenga lo spirito esplorativo che caratterizza Empire Lands.
C’è poi la Epic che prevede la sola andata verso Roma: circa 380 chilometri con conclusione fino a San Pietro e un percorso diretto che attraversa l’Appennino centrale, passando per altipiani spettacolari come Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio nel Sirente-Velino, per arrivare a luoghi di enorme valore archeologico come Alba Fucens, antico sito romano incastonato tra le montagne.
«L’andata è comune per Epic e Legend, ed è probabilmente la parte più intensa dal punto di vista paesaggistico ed esperienziale», sottolinea Laureti, evidenziando come il dislivello e la varietà dei terreni rendano questa prima sezione particolarmente impegnativa ma appagante.


La Legend ritorna per la Linea Gustav
Chi sceglie la Legend, dopo l’arrivo simbolico a San Pietro e il ritiro dell’ambita medaglia del Grand Prix, prosegue nel viaggio di ritorno verso l’Adriatico, toccando prima il Circeo e Gaeta.
«Nel rientro abbiamo voluto seguire quasi interamente la Linea Gustav – racconta – la fortificazione tedesca della Seconda guerra mondiale. E’ un modo per attraversare la storia recente del nostro Paese, oltre a quella più antica». Il rientro culmina poi lungo la Costa dei Trabocchi, uno dei tratti ciclabili più suggestivi dell’Abruzzo, prima di risalire verso Silvi Marina, chiudendo idealmente l’anello tra mare e montagna dopo circa 900 chilometri e 13.000 metri di dislivello.
Dal punto di vista tecnico, Empire Lands è pensata per bici gravel o mountain bike, con alcuni passaggi tecnici segnalati. «Consigliamo una gravel con coperture da almeno 45 millimetri – precisa Laureti – circa il 60 per cento del percorso è fuoristrada, quindi servono una bici adatta e una rapportatura agile».


Due base camp previsti
L’evento è totalmente unsupported, nel vero spirito del bikepacking, ma quest’anno sono previsti anche due base camp attrezzati, a Villa Santa Lucia e Poggetello (entrambi in provincia de L’Aquila), dove sarà possibile piantare la tenda o usufruire di strutture convenzionate.
«Volevamo offrire un minimo di comfort senza snaturare l’esperienza di autonomia totale», spiega, aggiungendo che la logistica è stata pensata per favorire l’incontro tra i partecipanti e la condivisione delle storie di viaggio.
Empire Lands è una sfida personale e collettiva. «Qui non si viene per competere, ma per vivere un’avventura autentica – conclude Laureti – attraversando territori che raccontano secoli di storia e natura». Un viaggio che unisce mare e montagna, passato e presente, e che conferma come il bikepacking sia sempre più uno strumento potente per leggere il territorio, pedalata dopo pedalata.







