ROMA – C’è uno spicchio di Cuneo che ha scelto il Salone d’Onore del CONI per presentarsi e presentare due eventi che vanno considerati a buon diritto fiori all’occhiello della stagione che verrà. L’Etape Italy by Tour de France ha scelto il Piemonte per due eventi che vogliono riscrivere la definizione stessa di gran fondo.
La prima il 31 maggio, a Entraques. La seconda il 20 settembre, a Mondovì, in collaborazione con la Gran Fondo Alpi del Mare. Due date non casuali, alla vigilia e alla fine dell’estate, per non sovrapporsi al turismo dei grandi numeri e far conoscere il territorio della Provincia Granda nei giusti tempi e con i giusti spazi.


Ministro, toccata e fuga
Ha uno strano sapore dare appuntamento nella casa dello sport italiano, semi deserta perché il solito brulicare si è spostato alle Olimpiadi Invernali. Anche il Ministro Santanché e il suo intervento ne sono condizionati, tanto che alla fine racconta di avere qualcosa da fare a Milano e si dilegua rapidamente come rapidamente è arrivata.
«Ho voluto essere qui – dice – perché parlare di Cuneo è parlare delle mie radici, che ci aiutano a sostenerci quando ci sono le tempeste. Questo tipo di manifestazioni ha un impatto importante sul turismo. Parliamo di esperienze, che permettono di far conoscere le eccellenze della nostra regione e di sviluppare la sostenibilità e la sua ricaduta sull’economia. Non vogliamo un turismo predatorio, che arriva, non lascia niente e fa sì che le comunità si sentano in quale modo depredate. Dobbiamo rafforzare l’identità locale, perché nel turismo è l’offerta che fa la domanda».


La prima volta a Parma
L’Etape Italy by Tour de France sbarcò da noi nel 2024, grazie a Extra Giro, alla vigilia della grande partenza della corsa francese da Firenze. A Parma si registrarono circa 2.200 partecipanti da tutto il mondo, con 1.300 pernottamenti che generarono un indotto di 800 mila euro. Incalcolabile fu invece la ricaduta sociale, perché quel marchio giallo e prestigioso riuscì a imporre la bicicletta agli occhi dei più giovani, promuovendo uno stile di vita attivo e il gusto di servirsi della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano.
«Questi eventi – spiega Marco Pavarini, l’organizzatore di allora e di oggi – servono per creare ricadute importanti. Perché legarsi al Tour de France? Perché ci piace lavorare su format nuovi e perché c’è bisogno di innovare. Nel 2020 ci trovammo a organizzare il campionato del mondo di ciclismo a Imola e fu la ripartenza dopo il Covid. Ora vorremmo far ripartire le gran fondo e il marchio del Tour de France può essere il giusto traino. Queste manifestazioni possono tornare a crescere solo se sono in grado di portare gente dall’estero. Noi dobbiamo essere bravi a farlo, anche sfruttando un marchio francese».


Una Provincia che ragiona
Entrambe le prove, che avranno il cronometro e anche la versione cicloturistica, si svolgeranno nel territorio della Provincia Granda di Cuneo. E a Roma per rappresentarla c’è Luca Robaldo, presidente della Provincia e sindaco di Mondovì.
«La nostra provincia – spiega – si è attrezzata per accogliere questi eventi anche a prescindere da chi siano gli amministratori. Ci appoggiamo a realtà locali, associazioni e aziende che permettono che le cose si facciano nel modo migliore. Il periodo di sfruttabilità turistica del nostro territorio si sta allungando, anche grazie alla ricerca di un turismo più sostenibile. Per questo e anche per un discorso legato alla sicurezza, abbiamo allo studio una rete di percorsi permanenti su strade meno trafficate».


Due percorsi non bastano
Delle due prove parla Giovanni Monge Roffarello, che con le sue Officine Mattio è diventato il vero ambassador e regista del cicloturismo cuneese a 360 gradi.
«Due tracciati sicuramente scenici – spiega – anche se la Provincia Granda è così… grande che probabilmente sarebbero servite tre gran fondo e neppure sarebbero sufficienti. Abbiamo scelto due percorsi completamente diversi: uno alle porte dell’estate e uno alle porte dell’autunno. Entracque ci ha messo in difficoltà per la varietà del territorio. Sfioreremo i grandi colli alpini, ma faremo in modo che si scoprano i sapori e le caratteristiche del territorio. Quanto a Mondovì, la Gran Fondo Alpi del Mare dello scorso anno aveva già offerto ottimi riscontri, così ci siamo dedicati alle piccole migliorìe che magari da fuori non sembravano necessarie, ma lo erano ai nostri occhi».






Entracque, 31 maggio: 3 percorsi
Etape Piemonte a Entracque propone tre percorsi per il 31 maggio: granfondo di 144,8 chilometri e 2.894 metri di dislivello, mediofondo di 114,8 chilometri e 2.184 metri di dislivello, cicloturistica di 50,8 chilometri e 795 metri di dislivello. Due le salite che faranno la differenza: la Madonna del Colletto e il Colle delle Goderie.
La prima sarà affrontata dalla granfondo da entrambi i versanti, mentre la mediofondo la scalerà per due volte, ma sempre dal versante di Valdieri. La seconda è inedita e sulla sua cima sarà aggiudicata la maglia a pois, che nel mondo Tour è quella riservata agli scalatori. Si tratta di una salita di 5 chilometri con pendenza media dell’11 per cento, con la prima parte in asfalto e il finale sterrato.




Mondovì, 20 settembre: 2 percorsi
Anche Etape Mondovì ha la cicloturistica di 60,3 chilometri e 1.104 metri di dislivello, mentre il percorso granfondo misura 110,5 chilometri e 2.271 metri di dislivello. Si snoda lungo le strade del Monregalese e dell’Alta Langa, ricalca il tracciato della Gran Fondo Alpi del Mare, che presto potrebbe diventare permanente grazie alla tabellazione delle strade.
In questo caso le novità sono due: le salite dello Sbaranzo e quella degli Oberti, su cui sarà assegnata la maglia a pois: un’ascesa di 1.800 metri e 160 metri di dislivello. A Murazzano invece sarà collocato il ristoro in cui si potranno degustare i prodotti tipici delle Langhe, per omaggiare anche chi corre senza troppa… fretta.


L’originalità paga
Ci sono i sindaci, ci sono gli assessori, ci sono le maglie dedicate e ci sono le immagini delle edizioni passate. Ma soprattutto, in questo inverno che non concede tregua e ha combinato fin troppi disastri, c’è la voglia di andare fuori e pedalare.
«Mettere in atto nuovi format come questi – chiosa Emiliano Borgna, responsabile della sezione ciclismo di ACSI – è stato da subito vincente. L’attività amatoriale è per tutti, chi vuole correre e chi vuole guardare il panorama: chiunque si deve divertire. Etape Piemonte e poi Etape Mondovì sono iniziative lodevoli che si appoggiano allo scenario gigantesco del Tour de France, ma dove si va con lo spirito di quando ti dai appuntamento fra amici per fare il giro più bello».
Le iscrizioni per entrambe le prove sono già aperte: ora alla quota lancio di 30 euro.







