Non è una randonnée come tutte le altre. Come fascino, probabilmente neanche l’epica assoluta della Race Across America può stare al passo con la Parigi-Brest-Parigi. Innanzitutto per la sua storia: parliamo di una manifestazione nata addirittura nel 1891. Il ciclismo era ai primordi e la prova francese è subito diventata uno dei grandi eventi, al livello di Milano-Sanremo e Tour de France. Nel 1931 ha cambiato pelle, diventando una prova amatoriale aperta a tutti, ma la sua particolarità è nel fatto che si disputa ogni quattro anni.


Percorso nuovo, distanza… vecchia
La prova francese è sì un’ultracycling, quindi ha una classifica che però passa in secondo piano: ha un’importanza relativa perché tutti sono vincitori. Tutti coloro che riescono a completare una prova di resistenza di 1.200 chilometri, anzi 1.220: distanza che gli organizzatori ritengono canonica e inderogabile, al punto che anche cambiando percorso come avverrà il prossimo anno, la lunghezza è rimasta identica.
Certo, c’è chi la interpreta come una gara e chi tiene particolarmente a essere il primo. Anzi, a riuscire a scrivere il nuovo record della corsa. In tanti si stanno già preparando per scendere sotto il primato di 41 ore 49 minuti e 18 secondi stabilito nel 2023, per farlo bisogna interpretare la prova in maniera spasmodica, rinunciando a ogni riposo se non pochi minuti ogni tanto, utilizzando anche staff di accompagnamento che provvedono a tutto, dai rifornimenti alle soste necessarie. Ma la PBP, come generalmente viene chiamata, è altro.


Come preiscriversi (e poi iscriversi…)
Alla prova francese non ci si iscrive con facilità. Bisogna qualificarsi, quasi come se si trattasse di Olimpiadi (e d’altronde la cadenza quadriennale unisce i due eventi, sfalsati solo di un anno…). Lo si fa con un processo composito: da oggi e fino al 25 ottobre basta completare una qualsiasi randonnée da almeno 200 chilometri per potersi preiscrivere, ma attenzione: più lunga è la distanza percorsa, più in alto si sale nella lista dei preiscritti e si potrà scegliere la griglia di partenza. Questo per il 2026.
Il prossimo anno, il discorso cambierà. Bisognerà infatti completare una personale collezione di randonnée, percorrendone almeno una di 200, una di 300, una di 400 e una di 600 chilometri. Si potrà anche scegliere una prova di distanza maggiore a una delle 4 sopranominate, ma l’importante sarà raggiungere la quaterna di prove completate per poter essere realmente iscritti.


L’elenco delle gare utili per accedere
Il sito della Parigi-Brest-Parigi viene incontro ai futuri partecipanti attraverso una pagina specifica nella quale sono indicate tutte, ma veramente tutte le randonnée sparse per il mondo che possono essere utilizzate per partecipare, indicando per ognuna data, nome, località e sito dove iscriversi. In totale, considerando le 5 distanze previste (vengono indicate anche quelle estreme, di 1.000 chilometri), sono ben 3.354, il che dimostra anche come questo movimento non competitivo sia davvero in salute a livello planetario.
E in Italia? La scelta è piuttosto ampia. Considerando il periodo tra la prossima domenica e il 25 ottobre ci sono a disposizione 40 prove di 200 chilometri e oltre. 17 sono le randonnée di 300 chilometri. 12 quelle da 400. 8 per i 600 chilometri e ce n’è anche una da 1.000. Per trovare l’elenco si può visitare la pagina, imputando i dati necessari per conoscere il calendario italiano o quello di qualsiasi altro Paese.


Le novità della prossima edizione
La grande novità della prossima edizione della Parigi-Brest-Parigi sarà però costituita dal nuovo percorso. Gli organizzatori hanno deciso di offrire a chi partecipa (molti fra le migliaia di presenti non sono alla loro prima presenza) qualcosa di nuovo. Il tracciato misura sempre 1.220 chilometri, ma risulta molto più panoramico e prevede anche un’autentica chicca, il passaggio con vista straordinaria sulla Baia di Mont Saint-Michel, con la sua famosa abbazia medievale che ogni pomeriggio viene circondata e isolata dalle acque dell’Atlantico finché non si abbassa la marea.
Si tratta di qualcosa di straordinario che sicuramente spingerà più di uno a prendersi qualche momento per fermarsi e chissà, provare anche a vivere l’esperienza di raggiungere l’Abbazia e il suo borgo che la circonda e tornare prima che l’acqua si alzi. Mont Saint-Michel è posto nella parte di ritorno del tracciato, da Brest verso la capitale, contemplando anche il nuovo punto di controllo, ristoro e riposo di Roz-sur-Couesnon, piccolo borgo collinare che è a 3 chilometri dalla costa atlantica normanna.


Si passa anche per Chartres
Non sarà, questo, l’unico nuovo check point. Il nuovo tracciato ha imposto molti cambiamenti agli organizzatori. Nella parte di andata sono stati inseriti quelli di Pontivy e Pleyben, lungo il ritorno quello di Callac. Un’importante novità è prevista anche nella parte finale con la deviazione verso Chartres, splendida città dominata dalla cattedrale gotica di Notre-Dame patrimonio dell’Unesco.
L’appuntamento per la prossima edizione della Parigi-Brest-Parigi, la ventunesima della serie, è previsto dal 22 al 27 agosto 2027. Ma la magia che la circonda è già ben presente oggi, che inizia la lunga caccia verso tutto quel che è necessario per poter essere parte della prossima avventura…







