Tre progetti cicloturistici, 56 percorsi e oltre 1.500 chilometri per scoprire l’Abruzzo pedalando. E’ il patrimonio raccolto in una nuova mappa congiunta presentata in occasione del Festival Art Bike & Run + Wine, che si concluderà il 22 ottobre a Francavilla al Mare (Ch). Un primo passo verso la promozione coordinata di tre iniziative che raccontano territori diversi: la Rete Ciclabile dei Trabocchi, lungo la costa adriatica; le Ciclovie della Transumanza, nell’entroterra pescarese; e i Percorsi di Ermes, che si sviluppano prevalentemente nelle province di Teramo e L’Aquila, spingendosi anche nelle Marche e nel Lazio.
Proprio i Percorsi di Ermes rappresentano una delle novità più interessanti per chi ama scoprire i borghi in bicicletta. Sono 29 itinerari distribuiti nei territori di 26 comuni, pensati soprattutto per un cicloturismo accessibile, fatto di escursioni giornaliere, visite culturali e soste enogastronomiche.
Non sono state costruite nuove piste ciclabili: il progetto valorizza strade secondarie poco trafficate, sterrati facili, vie interpoderali e infrastrutture già esistenti. Un modo per trasformare il patrimonio viario locale in una rete di opportunità turistiche.


Rilanciare i luoghi dei terremoti
I Percorsi di Ermes rientrano in Magic Italy Center, un programma di rigenerazione dei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016-2017, finanziato attraverso il PNRR nell’ambito di Next Appennino. Il Comune di Teramo è capofila del progetto.
A raccontarne gli obiettivi è Maria Novella Sbaraglia, ingegnere ambientale e consulente di Vivilitalia, partner dell’iniziativa per la formazione degli operatori turistici. «I Percorsi di Ermes – spiega – fanno parte di un’attività ben più ampia, che riguarda la valorizzazione strategica, la rinascita e la rigenerazione dei territori colpiti dai terremoti degli anni passati. L’idea non è soltanto portare ciclisti nelle aree interne, ma creare le condizioni affinché il loro passaggio produca benefici duraturi».
Per questo, nel febbraio 2026, sono stati organizzati incontri formativi a Teramo e a L’Aquila, coinvolgendo albergatori, gestori di B&B, guide, noleggiatori e fornitori di servizi. «Abbiamo condiviso non solo gli itinerari, ma anche come sviluppare dei servizi adeguati per il cicloturista. L’obiettivo fondamentale è rendere queste infrastrutture vivibili e sempre manutenute».
Tra i servizi considerati figurano il trasporto bagagli, i trasferimenti tra le località, il noleggio delle biciclette e la possibilità di ricaricare le e-bike presso le strutture aderenti.


Coinvolgendo le comunità locali
La bicicletta a pedalata assistita è uno degli strumenti sui quali il progetto punta maggiormente. «Si prevede – continua Sbaraglia – che all’interno di ogni comune vengano installate delle colonnine di ricarica in zone specifiche, su piccole piattaforme riconoscibili. Il progetto è indirizzato anche a un pubblico che non sia necessariamente abituato alla bicicletta muscolare, magari una famiglia che decide di fare un itinerario».
Le stazioni di ricarica sono in fase di installazione, mentre la rete di segnaletica fisica viene progressivamente completata. I pannelli informativi sono affiancati da QR code che rimandano alle tracce GPX scaricabili dal portale del progetto.
Per Sbaraglia, la presenza dei cartelli ha anche un valore sociale: «Avere una segnaletica sul territorio – conclude – serve a coinvolgere la comunità locale, crea identità intorno al percorso. Anche chi non conosce direttamente il progetto può capire perché passano dei cicloturisti». L’obiettivo, in definitiva, è evitare che l’iniziativa rimanga qualcosa di estraneo alle comunità, favorendo invece nuove connessioni tra borghi spesso segnati dallo spopolamento.


Percorsi per un turismo slow
A entrare nel dettaglio degli itinerari è Alessandro Ricci, che ha tracciato personalmente buona parte dei percorsi abruzzesi. «Sono prevalentemente percorsi ad anello – dice – e le lunghezze più comuni vanno dai 18 ai 35 chilometri. C’è un’eccezione, quello di Amatrice, che arriva a 55 chilometri».
La maggior parte è adatta anche a chi cerca un’esperienza poco impegnativa, soprattutto, come abbiamo visto, utilizzando un’e-bike. Non mancano però itinerari più tecnici, in particolare nelle zone montane del Teramano, dove sterrati e sentieri richiedono maggiore esperienza di guida.
«Per quanto riguarda il Teramano – spiega Ricci – si parte proprio dalla città di Teramo, con percorsi a metà tra l’urbano e il naturalistico, come quello del parco fluviale, per arrivare fino alle pendici del Gran Sasso, per esempio con il percorso di Pietracamela».
La varietà è uno dei punti di forza dei Percorsi di Ermes. Si può pedalare attorno al lago di Campotosto oppure scegliere gli itinerari aquilani, tra cui L’Aquila 99 e L’Aquila-Gran Sasso, che si spinge verso Santo Stefano di Sessanio.




Insieme a Trabocchi e Transumanza
Il viaggio non si esaurisce nei paesaggi. Ricci insiste soprattutto sulla possibilità di incontrare luoghi che meritano una visita indipendentemente dalla bicicletta. Per fare qualche esempio: a Castelli, borgo famoso per la tradizione ceramica, il percorso permette di raggiungere la chiesa di San Donato, conosciuta come la Sistina della Maiolica per il suo soffitto decorato.
«A Campli si incontra invece la Scala Santa, mentre Civitella del Tronto custodisce la sua imponente fortezza. Altri itinerari attraversano la Piana di Navelli, terra dello zafferano, oppure raggiungono località affacciate sul Gran Sasso». Gran Sasso che è anche lo scenario della Leggenda di Ermes da cui i percorsi prendono nome.
La nuova mappa congiunta presentata durante Art Bike & Run + Wine prova ora a collegare questa offerta con le altre due grandi reti cicloturistiche abruzzesi che vi abbiamo raccontato in passato: la Rete Ciclabile dei Trabocchi e le Ciclovie della Transumanza.
Per i Percorsi di Ermes la sfida sarà soprattutto trasformare i tracciati già individuati in una proposta turistica stabile, con servizi funzionanti e comunità coinvolte. Perché la vera riqualificazione, in questi territori, non consiste soltanto nel disegnare una linea sulla mappa, ma nel dare ai visitatori una ragione per fermarsi, conoscere e tornare.







