Nel mondo del ciclismo a lungo raggio e del cicloturismo evoluto non tutti i percorsi nascono per essere semplicemente “percorsi”. Alcuni nascono per essere vissuti. E’ Shardana Bikeventure (in apertura e nel resto dell’articolo foto di Sharadana Bikeventure).
Scoprimmo questo evento lo scorso anno, quando entrammo in contatto con Massimo Molon e la sua compagna Cristina: due persone che hanno fatto di questo modo di vivere la loro dimensione… wild. Ed è un aspetto determinante per entrare nel DNA di Shardana, capire la traccia e più in generale il suo mood.
Shardana Bikeventure è uno di questi: un viaggio bikepacking di oltre 1.100 chilometri che attraversa la Sardegna nella sua interezza, collegando territori, paesaggi e comunità attraverso strade secondarie, sterrati e tratti dimenticati.
«Non una gara – spiega il patron Massimo Molon – ma un’esperienza di esplorazione pensata per chi considera la bicicletta uno strumento di conoscenza».


Una traccia, 10 mesi di lavoro
Il percorso Shardana Bikeventure è il risultato di dieci mesi di esplorazioni sul territorio, condotte da Massimo e Cristina, ideatori del progetto e a capo di La Nuragica, la società che cura l’evento e che ne propone altri. Un lavoro lungo, fatto di sopralluoghi continui, errori, strade chiuse, guadi non sempre praticabili e deviazioni forzate.
Ogni segmento è stato testato più volte, in condizioni diverse, fino a trovare l’equilibrio tra scorrevolezza, sicurezza e valore cicloturistico. Fango, pioggia e polvere hanno fatto parte del processo tanto quanto la ricerca di strade capaci di raccontare la Sardegna più autentica, lontana dalle arterie principali.
Il risultato è una traccia coerente e impegnativa (un po’ più lunga rispetto al 2025 nell’anello maggiore), ma sempre pedalabile, pensata per essere affrontata con spirito bikepacking e autonomia. Ecco, ora mettete da parte quel “sempre” appena citato una riga sopra perché in tal senso bollono novità.
E una di queste è che dalla prossima edizione ci sarà la possibilità anche di fare un anello breve di 490 chilometri, mentre resta confermata l’altra opzione di 875 chilometri. Di conseguenza i dislivelli saranno rispettivamente di 15.000 metri (per quello da 1.100 chilometri), 10.000 metri e 6.000 metri per il percorso corto.






Bikepacking sì, competizione no
Shardana Bikeventure si colloca volutamente fuori dalle dinamiche competitive. «Non esiste classifica – prosegue Molon – non esistono tempi da battere. L’esperienza è individuale, modulabile in base alla preparazione, al carico e al tempo a disposizione. Chiaramente il nostro è un percorso che richiede allenamento, capacità di gestione del mezzo e del viaggio, ma lascia spazio all’adattamento e alla scoperta. La distanza e il dislivello sono importanti, ma ciò che conta è il modo in cui si pedala».
Il viaggio diventa così una scelta consapevole, aspetto su cui Cristina e Massimo insistono molto: «Come ci hanno raccontato i partecipanti, viaggiare in bici significa accettare la fatica: quella fisica, ma anche quella della pianificazione, della gestione degli imprevisti, della scelta dell’essenziale. È una fatica che diventa parte integrante dell’esperienza e che restituisce, in cambio, una profonda sensazione di libertà».
Shardana Bikeventure incarna questa filosofia: pedalare a una velocità che permette di osservare, ascoltare, orientarsi e, spesso, riflettere.


E ora?
La prima edizione, nel 2025, ha visto la partecipazione di ciclisti e cicloturisti provenienti da diversi Paesi, attratti da un progetto che unisce avventura, territorio e autosufficienza.
«L’anno scorso – racconta Molon – le giornate si sono alternate tra lunghi tratti in sella e momenti di recupero in contesti molto diversi: bivacchi sotto le stelle, B&B nei piccoli centri, dove l’ospitalità locale ha arricchito l’esperienza, e agriturismi capaci di offrire ristoro, panorami e cucina memorabili.
Accanto alla varietà dei paesaggi, uno degli elementi più apprezzati è stato il contatto con le persone: la disponibilità, la curiosità e l’orgoglio dei sardi hanno trasformato il viaggio in qualcosa che va oltre la semplice percorrenza».
Shardana dunque è pronta a tornare e lo farà il prossimo 1° maggio da Olbia, con una data massima di arrivo fissata al 14 maggio.
«Una finestra temporale pensata per garantire condizioni ideali, ma senza imporre ritmi: chi dispone di più tempo può scegliere di dilatare il viaggio», ha aggiunto Molon.
E ancora: «Oltre all’evento, annunciamo che da quest’anno il percorso di Shardana Bikeventure diventa permanente. Il tracciato, visto anche il clima mediamente favorevole per dodici mesi l’anno sull’isola, sarà disponibile tutto l’anno. Un’opzione pensata per chi desidera affrontarlo in autonomia mantenendo lo stesso approccio».







