La Sicilia non è soltanto mare, spiagge e temperature miti. Nell’entroterra settentrionale dell’isola c’è un territorio montuoso che merita di essere scoperto anche in bici. Sono i Monti Nebrodi, un susseguirsi di boschi, pascoli, laghi e strade panoramiche che, soprattutto nella stagione autunnale e in quella primaverile, possono diventare una destinazione interessante per chi ama pedalare lontano dal traffico.
Qui la montagna ha un carattere diverso da quello alpino e anche da quello appenninico, per certi aspetti c’è qualcosa di pirenaico. Forse per il verde, specie in questo periodo, e per le vallate: né strette e né ampie. Si passa dalle faggete ai crinali aperti, dalle piste forestali ai piccoli borghi, con il Mar Tirreno e le Isole Eolie che compaiono all’orizzonte (in apertura foto Parco dei Nebrodi).


Nebrodi, cuore dell’Appennino siculo
Per capire dove si trovano i Nebrodi bisogna guardare alla parte settentrionale della Sicilia. Questa catena montuosa si sviluppa parallelamente alla costa tirrenica, tra i Monti Peloritani a est e le Madonie a ovest. Insieme a questi due sistemi montuosi forma quello che viene definito Appennino Siculo. A nord i rilievi scendono verso il Tirreno, mentre a sud il territorio incontra l’area dell’Etna, attraverso il corso dell’Alcantara e l’alto Simeto. Il comprensorio interessa soprattutto la provincia di Messina, ma si estende anche nelle province di Catania ed Enna.
Il territorio protetto dal Parco Naturale dei Nebrodi, istituito nel 1993, supera gli 80 mila ettari ed è la più grande area naturale protetta della Sicilia. La dorsale principale attraversa il Parco da ovest a est per circa 70 chilometri. La vetta più alta è il Monte Soro, che raggiunge i 1.847 metri, ma non mancano altre cime importanti come Serra Trearie e Pizzo Fau. Il paesaggio alterna rilievi dalle forme morbide, boschi di faggio e querce, pascoli e affioramenti rocciosi, soprattutto nella zona delle Rocche del Crasto.
Anche il nome racconta qualcosa di questa terra. Nebros, in greco antico, significa capriolo: un riferimento alla fauna che popolava questi monti. La presenza umana è antichissima e nei secoli le comunità pastorali e contadine hanno modellato il territorio, lasciando un patrimonio di borghi, tradizioni e produzioni artigianali. Oggi paesi come Floresta, Cesarò, Mistretta, San Fratello e San Marco d’Alunzio rappresentano altrettante porte d’accesso a un entroterra che conserva un’identità forte.


La dorsale offroad
Il modo più affascinante per entrare nel cuore di questo territorio è probabilmente seguire la Dorsale dei Nebrodi. Si tratta di un itinerario che attraversa l’area protetta da un’estremità all’altra, collegando boschi, pascoli, alture e punti panoramici. Il tracciato ufficiale del Parco è concepito come percorso escursionistico a piedi, ma diversi segmenti e itinerari collegati sono frequentati anche dagli appassionati di mountain bike e gravel.
Il fascino della traversata sta soprattutto nella varietà degli ambienti. Si pedala tra faggete e querceti, si esce allo scoperto su ampi pascoli e si ritrovano panorami che, nelle giornate limpide, arrivano fino al Tirreno e alle Isole Eolie. Due tappe da non perdere sono il Lago Maulazzo e il Lago Biviere, specchi d’acqua incastonati nel verde, che regalano alcuni degli scorci più suggestivi dell’intero comprensorio. Il bosco di Mangalaviti è un altro passaggio particolarmente interessante, con la sua vegetazione d’alta quota e l’atmosfera quasi fiabesca.


Con la guida…
Come spesso facciamo, se si va off-road e non si conosce bene il territorio, meglio affidarsi a mani sicure. L’esperienza organizzata non è mai sbagliata, soprattutto se si puntano aree vaste e poco antropizzate. Tiowo, ma anche Etna Bike Tours, propone un tour in e-MTB di 35 chilometri lungo il Sentiero Italia, con circa 950 metri di dislivello positivo. L’itinerario tocca proprio Mangalaviti, Biviere e Maulazzo, con una durata indicativa di cinque-sei ore. Si tratta di un’attività rivolta a ciclisti intermedi ed esperti, abituati a guidare la mountain bike su fondo sterrato.
Tra le proposte da prendere in considerazione ci sono quelle dell’Associazione Naturalistica del Parco dei Nebrodi, che presenta diversi itinerari in MTB. Si va dai 30 chilometri tra i boschi della Cannella e Monte Trefinaidi, con 600 metri di dislivello, ai 18 chilometri sul Monte Pagano, nel territorio di Caronia, con 500 metri di salita.
Più breve e accessibile è invece il giro nel Bosco della Tassita, sei chilometri e 150 metri di dislivello, mentre il collegamento da Portella Pomo al Bosco Moglia propone 20 chilometri e 500 metri di dislivello. Sono alternative interessanti per chi preferisce concentrarsi su una zona specifica senza affrontare l’intera dorsale.


I Nebrodi in bici da strada
Chi preferisce l’asfalto non resterà deluso. I Nebrodi offrono una rete di strade secondarie che permette di attraversare il territorio in sella alla bici da corsa, alternando salite impegnative, altipiani e discese che riportano verso la costa. Qui il dislivello non manca e le distanze possono diventare importanti, ma il traffico generalmente contenuto e la varietà del paesaggio rendono la pedalata particolarmente piacevole.
Uno degli itinerari più cool ma anche più duri è quello denominato Nebrodi Bike Challenge, una mega anello dei Nebrodi che di fatto ne ripercorre il periplo: 175 chilometri e oltre 6.000 metri di dislivello (qui la traccia). Altro anello molto interessante è quello che parte e arriva a Randazzo. Si sale verso Floresta, il comune più alto della Sicilia e da qui si può prosegue verso Montalbano Elicona.
Sono poi tutti molto suggestivi quelli che partono dalla costa. Gia solo le cittadine di partenza sono vere perle. Pensiamo a Capo d’Orlando, Sant’Agata di Militello, Santo Stefano di Camastra…
Interessante anche la proposta della Ciclovia dei Parchi di Sicilia, che nella tappa da Randazzo a Cerami attraversa Cesarò e San Teodoro, con 60 chilometri e 1.250 metri di salita. Sono itinerari davvero insoliti. Poco o pochissimo trafficati nell’entroterra e con scenari che cambiano ad ogni curva: boschi, paesi di pietra e, nelle giornate limpide, il blu del Tirreno e le Eolie.


Non dimentichiamo i sapori
Una vacanza in bicicletta sui Nebrodi non può dirsi completa senza una sosta a tavola. La tradizione gastronomica locale è strettamente legata alla pastorizia e all’allevamento, con prodotti che raccontano una cultura contadina ancora molto presente. Il protagonista è sicuramente il Suino Nero dei Nebrodi, razza autoctona allevata allo stato brado o semibrado, da cui si ricavano salumi, capocollo, salsicce e prosciutti. Tra i formaggi spicca la Provola dei Nebrodi, accanto al canestrato, alla ricotta e al Maiorchino, formaggio pecorino tradizionale legato soprattutto a Novara di Sicilia.
Non mancano le nocciole, il miele, le patate di montagna e i dolci, come la pasta reale di Tortorici. Una cucina sostanziosa, perfetta per recuperare le energie.
Una raccomandazione riguarda la stagione. La Sicilia non significa necessariamente caldo e mare come abbiamo scritto in apertura anche in montagna: oltre i mille metri, in autunno e in inverno, le temperature possono essere basse… anche in Sicilia. Tra l’altro il vento non fa desiderare troppo proprio sui Nebrodi.







