Dal 17 al 19 aprile, si ritroveranno a Pisa aziende e appassionati per dare vita al Terre di Pisa Bike Days: tre giorni dedicati alla passione per la bicicletta, all’esplorazione del territorio e alla scoperta di percorsi unici. Li organizza Movestro, società madre di IBF, l’esposizione di Misano Adriatico in cui le bici oltre a vederle si possono provare. E quel che accadrà in Toscana non si discosta troppo dall’esperienza romagnola: anzi, da un certo punto di vista fa un passo avanti nella direzione delle esperienze.
A Pisa, nel Giardino Scotto di Lungarno Leonardo Fibonacci, si troveranno un’area expo & test bike. Si potranno incontrare esperti e produttori. E si potranno vivere delle bike experience di gruppo, dato che ogni giorno saranno organizzati tre tour: Gravel ride del lago, Urban ride del mare, Road ride della montagna


La spinta della Camera di Commercio
Per saperne di più, siamo andati diretti alla fonte, coinvolgendo Fabrizio Ravasio che di Movestro è il Managing Director, per farci raccontare la novità toscana che potrebbe attecchire anche altrove.
«Chiacchierando con la Camera di Commercio di Pisa – spiega – è venuto fuori che stanno cercando di raccontare la città anche oltre la torre e i monumenti già noti (come la torre pendente in apertura, in un’immagine depositphotos.com, ndr), ma anche da un punto di vista di sport all’aria aperta, nello specifico con la bicicletta. Hanno fatto già anche dei percorsi permanenti per il gravel e altre iniziative, mentre noi stavamo cercando una località per raccontare l’apertura della stagione. Un momento non troppo vicino a IBF, sia come data che come modalità. E a ben vedere saranno due cose veramente diverse».
E avete trovato subito l’intesa?
La Camera di Commercio si è messa in gioco sul progetto e per noi Pisa ha una centralità importante. E’ interessante per i brand e per gli appassionati. Non è la solita Toscana, però è altrettanto interessante. Il territorio attorno a Pisa offre un po’ tutto. Ci sono il mare, la collina, la montagna: quello che serve per portare una selezione di brand e creare tre giornate full dedicate alle prove prodotto, con l’aggiunta di escursioni guidate e organizzate, che possano maggiormente valorizzare il territorio.


Ne consegue che avrete delle collaborazioni in loco?
Necessariamente, dato che nessuno di noi è pisano (sorride, ndr). Ci siamo appoggiati a chi conosce bene il territorio e magari di mestiere fa la guida cicloturistica o l’accompagnatore.
La risposta delle aziende è stata positiva?
Sì, l’idea piace molto. La complicazione per loro quando si fanno queste cose riguarda la parte organizzativa, quindi lo staff da portare, e la disponibilità di una flotta di test bike, perché senza quella la presenza avrebbe poco senso. Se arrivano 1.000-2.000 persone a fare i test e non ci sono le biciclette, diventa un’esposizione che non serve. Vogliamo creare un momento interattivo.
Forse sarà questa la grande differenza rispetto a Misano?
IBF è una vetrina internazionale, dove forse per molti potrebbe avere senso la sola esposizione. Un evento come i Pisa Bike Days, invece, ha la centralità proprio sulla prova. Avvicini molto di più l’appassionato, ma devi fargli provare le biciclette.


A Misano c’è l’autodromo, a Pisa dove si pedalerà?
Le bike experience sono già pubblicate, a breve pubblicheremo i tracciati dei percorsi test, fondamentalmente le varianti strada, urban e fuoristrada. La Ciclopista del Trammino, che dal centro di Pisa ti porta verso il mare, è perfetta per urban e trekking bike. Poi ci sono tutte le montagne nell’entroterra, con delle cronoscalate carine, in cui fare invece le prove delle bici da strada. Infine i sentieri e i percorsi permanenti che sono già stati fatti qualche anno fa, dove si potranno provare mountain bike e gravel.
Ingresso a pagamento?
No, ingresso libero e gratuito. Bisogna solo registrarsi per fare i test bike: registrazione obbligatoria, ma partecipazione gratuita.
Il filo che lega Pisa a IBF comunque c’è e si vede, non trovi? Tanti vengono a Misano per girare in pista con le bici…
La differenza è che a Pisa c’è una componente territoriale più marcata. Le prove le fai fuori e quindi hai anche l’occasione per conoscere il territorio. A Misano invece le prove le fai all’interno, quindi non vedi nulla del territorio che c’è fuori, però al contempo sei in un contesto super sicuro.




Ci saranno anche altre iniziative?
Il campo base sarà nel Giardino Scotto e si faranno anche momenti di formazione: uno anche per giornalisti. Dato che gli iscritti all’Ordine ogni tre anni devono mettere insieme dei crediti formativi, abbiamo predisposto un corso e lo abbiamo accreditato all’Ordine dei Giornalisti, per cui chi partecipa avrà i crediti relativi. Poi faremo il secondo appuntamento legato alla sicurezza come lo scorso anno a Misano…
Si può dire che non sia servito a nulla e che nessuno ci stia lavorando?
Purtroppo si fatica a trovare una linea comune, però dobbiamo insistere. Ed è anche giusto che l’intervento dei media evidenzi queste criticità e stimoli l’impegno. Noi creiamo l’occasione e nessuno ci paga per farlo, anzi abbiamo dei costi. Sarebbe bello che il lavoro producesse dei frutti.
Quindi, appuntamento a Pisa e corsa alla registrazione?
Esatto, è quasi tutto online. Noi intanto finiamo di compilare l’elenco delle aziende, chi vuole può prenotare il suo posto.







