| 4 Luglio 2024

Valtellina: la casa del gravel tra natura, terrazzamenti e montagne

Il gravel alpino ha trovato la sua casa tra le vette della Valtellina che accompagnano il cicloturista dal fondovalle fino alle vette innevate. Un territorio da sempre legato al ciclismo che da qualche tempo ha aperto i suoi panorami anche agli amanti del gravel e del fuoristrada. Lo ha fatto piano piano, fino ad arrivare ad avere tre eventi nel 2024, tutti tra maggio e settembre. L’estate della Valtellina si colora della ghiaia e del terreno biancastro che contraddistingue il gravel. 

Il gravel in Valtellina si snoda tra i vigneti e le strade usate in passato dai contadini (Photo by Gravellina)
Il gravel in Valtellina si snoda tra i vigneti e le strade usate in passato dai contadini (Photo by Gravellina)

Strade storiche

Quello che più appassiona gli amanti della bicicletta è che le strade della Valtellina sono estremamente panoramiche e con scorci mozzafiato. Mulattiere che si inerpicano per chilometri con accanto il verde chiaro dei vitigni e quello più scuro dei pini. Un accostamento possibile grazie alla storia di questo territorio, visto che le strade praticate dai gravellisti sono legate all’agricoltura, ai commerci e alla migrazione del bestiame.

Strade che un tempo erano di fondamentale importanza per i contadini e gli abitanti del luogo ora diventate il regno dei pedali. I percorsi seguono ciclabili, sterrati di campagna, antiche vie, tornanti e tratti di single trail che garantiscono itinerari avvincenti e sempre diversi. 

Anche la Valchiavenna è un territorio da scoprire attraverso il fuoristrada (Photo by Valchiavenna Turismo)
Anche la Valchiavenna è un territorio da scoprire attraverso il fuoristrada (Photo by Valchiavenna Turismo)

Diverse fasce

La particolarità del territorio della Valtellina è che può essere diviso per fasce a seconda della quota. Si parte da zero chiaramente, quindi dal fondovalle, dove i colori sono vari e tutti accesi. Qui le strade sterrate zigzagano tra i torrenti e i fiumi schivandoli e passandoci accanto. Il Sentiero Valtellina è una via di raccordo, sia tra l’inizio e la fine della valle sia tra i diversi percorsi. Pioppi, salici, meleti, frutteti, orti e spighe di grano fanno da cornice a tutto questo, regalando emozioni sempre diverse. 

Il “secondo piano” della Valtellina è legato alla convivenza dell’uomo con la natura. Una storia lunga secoli, se non millenni, e la bici diventa il mezzo per attraversare la cultura locale. I borghi, affacciati come su balconi verdi, guardano verso il fondovalle. Qui i terrazzamenti e la viticoltura sono i protagonisti, l’enogastronomia diventa centrale grazie anche alla presenza dei campi di grano saraceno, dal quale nascono i pizzoccheri. Il contorno di questo quadro è grigio, come la pietra dei muretti a secco che sostengono le viti e accompagnano l’occhio per chilometri e chilometri. L’arte di costruzione dei muretti a secco è diventata anche patrimonio dell’UNESCO. 

Bormio è diventata anche il centro per gli amanti delle ruote grasse, non solo degli stradisti (Photo by Unpaved Roads)
Bormio è diventata anche il centro per gli amanti delle ruote grasse, non solo degli stradisti (Photo by Unpaved Roads)

L’attico, in questo condominio naturale, è occupato dai boschi. Il colore predominante è il marrone dei castagni, dei larici e degli abeti. Le abitazioni tipiche di queste quote sono i maggenghi, quelle che una volta erano le prime soste dei contadini che salivano verso gli alpeggi. Lassù venivano prodotti i formaggi, tra cui il Bitto, altro elemento fondamentale della tradizione dei pizzoccheri.

Le strade percorse sono quelle ad alta quota, alle quali appartengono i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio. Gli abitanti di queste zone sono rari e timidi: lepri, aquile, cervi e stambecchi. E là in fondo, vigili guardiane del silenzio e della bellezza naturale, ci sono le Alpi che come cappello indossano il bianco perenne dei ghiacciai. 

Più si sale di quota più i sentieri diventano impegnativi, ma anche particolarmente suggestivi (Photo by Gravellina)
Più si sale di quota più i sentieri diventano impegnativi, ma anche particolarmente suggestivi (Photo by Gravellina)

Ecco gli eventi

Come accennato gli eventi dedicati agli amanti del gravel sono tre e distribuiti nell’arco della bella stagione, in modo da regalare colori e profumi sempre diversi. Si è partiti a maggio con la Valchiavenna Gravel Escape, nella quale gli itinerari (due per la precisione) portavano i cicloturisti oltre il confine con la Svizzera, arrivando nella vicina Val Bregaglia. 

La seconda attrazione è rappresentata dalla Unpaved Roads Bormio. Qui la protagonista è l’alta Valtellina con un evento che andrà in scena proprio questo fine settimana (6 e 7 luglio). Due percorsi, uno di 60 e l’altro di 70 chilometri che si snodano sulle strade del Parco Nazionale dello Stelvio. 

Chiude la stagione la Gravellina, evento del quale abbiamo già avuto modo di parlare e di presentarvi approfonditamente. La ruralità e le sue strade sono al centro dell’iniziativa, che si disputerà il 21 e il 22 di settembre. Borghi, strade sterrate, terrazzamenti e chiese saranno nel menu che chiude il 2024.

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