Che il Friuli Venezia Giulia sia un parco giochi per cicloturisti ormai lo sappiamo. Centinaia di chilometri di ciclabili, ciclovie in ogni direttrice, pianura, collina, mare e montagna, grande cibo (e vino) e pochissimo traffico. Insomma, in Friuli Venezia Giulia le vie della bicicletta sono infinite. Per ricordarcelo ancora meglio da quelle parti hanno creato un nuovo percorso dedicato al gravel, Lost in Friuli Venezia Giulia. Un anello di oltre 400 chilometri e 5.000 metri di dislivello con partenza e arrivo da Gorizia, fuori dai centri principali ma alla scoperta di alcune chicche poco note della regione.


Dalle vigne del Collio alle montagne della Carnia
Da Gorizia si parte subito tra le colline del Collio e le sue celebri vigne dove si producono grandi vini (bianchi, soprattutto). E’ un inizio gentile, perfetto per scaldare le gambe tra i filari lungo il confine sloveno e cantine che invitano già alla prima sosta (anche se per un taj è meglio aspettare almeno metà giornata). Dopo il Collio la traccia scende in pianura e sfiora Udine senza toccarla, perché la caratteristica dell’anello Lost in Friuli Venezia Giulia è proprio quello di privilegiare i piccoli centri rispetto ai grandi.
Un’eccezione in realtà la si fa poco dopo passando per San Daniele del Friuli, dove una pausa è più che consigliata. Un tagliere di prosciutto crudo, magari con un calice dei Colli Orientali, difficile immaginare un ristoro più azzeccato. Poco dopo San Daniele si cambia paesaggio entrando nella Val d’Arzino, dove la natura diventa protagonista e il traffico scompare. La strada si fa più raccolta, i boschi più fitti e l’atmosfera decisamente più selvaggia.
Da qui si sale fino a Sella Chianzutan, la prima vera salita del tragitto, prima di scendere a Verzegnis, giusto di fronte a Tolmezzo. A questo punto, risalendo il Tagliamento fino a Villa Santina prima della successiva salita, si è già entrati in Carnia, e lo si nota anche dai piatti che diventano più sostanziosi. Tra tutti spiccano i cjarsons, con il loro mix di sapori dolci e salati, e il frico, il cavallo da battaglia di tutta la tavola friulana.




Da Tramonti al Cansiglio, e ritorno tra le risorgive
La salita successiva, Forcella Monte Rest, è molto simile alla precedente, cioè chiusa tra boschi misti, su un asfalto bellissimo e praticamente priva di traffico. Dalla cima si plana in Val Tramontina, un’altra zona poco battuta e perciò molto interessante. Qui vale la pena assaggiare (o mettersi in borsa) la pitina, una polpetta di carne affumicata tipica di questa valle. Continuando lungo il percorso si incontrano diversi piccoli paesi tra cui spicca Poffabro, uno dei Borghi più belli d’Italia, con le sue case in pietra e un’atmosfera che invita a rallentare.
Poco dopo Maniago, la città dei coltelli, la traccia Lost in Friuli Venezia Giulia devia a destra immettendosi nella spettacolare ciclabile Venezia delle Nevi, che sale verso l’Altopiano del Cansiglio. È uno dei tratti più belli dell’intero itinerario: una salita regolare, immersa nei boschi e poi panoramica, mai banale ma sempre pedalabile, che porta a uno degli altopiani più affascinanti del Nord Italia. Qui il paesaggio cambia ancora una volta, aprendosi tra foreste e radure che ripagano tutta la fatica fatta per arrivare lassù. Dopo aver costeggiato il margine meridionale del Cansiglio, si scende verso Sacile rientrando nella pianura friulana.
Il ritmo qui cambia ancora: strade dritte spesso sterrate tra i campi coltivati, argini e paesini, prima costeggiando Pordenone e poi passando per Casarsa della Delizia e San Vito al Tagliamento. Come abbiamo già detto l’itinerario Lost in Friuli Venezia Giulia evita i centri più popolati e così fa anche con Pordenone. Potrebbe però valere la pena fare una deviazione di pochi chilometri per visitare la città in questo periodo, dal momento che Pordenone nel 2027 sarà Capitale Italiana della Cultura e giù quest’estate sarà ricca di eventi, mostre e incontri con autori.
L’ultima parte è una lunga cavalcata priva di dislivello che regala però altre piacevoli scoperte. Un’altra breve deviazione consigliata è quella per visitare Villa Manin a Codroipo, come anche il Parco delle Risorgive sempre in zona Codroipo. Specialmente in questo periodo di fioritura una sosta alle risorgive può essere un perfetto momento di relax prima degli ultimi chilometri. Si passa poi a Palmanova, città patrimonio Unesco con la sua inconfondibile pianta a stella, e Gradisca d’Isonzo. Prima di chiudere l’anello, c’è anche il tempo per un breve passaggio in Slovenia, giusto per aggiungere un tocco internazionale, e poi godersi l’arrivo in centro a Gorizia.


Qualche consiglio
L’anello Lost in Friuli Venezia Giulia è lungo 433 chilometri con 5440 metri di dislivello. Non un tour banale quindi, ma comunque privo di difficoltà tecniche e fattibile tranquillamente in 4-6 giorni con un po’ di allenamento. Il fondo è misto asfalto e gravel, mai eccessivamente sconnesso, perfetto da affrontare con qualunque tipo di gravel.
Infine, una possibilità per questo periodo di inizio primavera. Un consiglio per chi avesse magari soltanto due giorni a disposizione è di partire da Pordenone e seguire l’ultima parte della traccia fino a Gorizia, circa 130 chilometri tra fioriture, strade bianche in mezzo a i campi e città d’arte. Da Gorizia si può poi tornare a Pordenone comodamente in treno.







