Nova Eroica, Toscana (Foto Paolo Penni Martelli)Nova Eroica, Toscana (Foto Paolo Penni Martelli)

| 31 Marzo 2026

12 aprile: Nova Eroica compie 10 anni. E Brocci ricorda…

Domenica 12 aprile si terrà a Buonconvento (Siena) la 10a edizione di Nova Eroica, l’evento sulle strade bianche nato sulla scia de L’Eroica ma, in questo caso, destinato alle bici moderne. In una parola: gravel. Un termine che dieci anni fa in pochi conoscevano e che ora invece in pochi non conoscono. 

Per la prima volta Nova Eroica si terrà in primavera regalando ai partecipanti il verde intenso della Val d’Orcia che si riaccende dopo l’inverno. Le iscrizioni saranno aperte fino al giorno della manifestazione ed i percorsi sono quattro: di 131, 96, 67 e 43 chilometri. E in più, per il terzo anno, c’è l’Epic Route di 290 chilometri (con chiusura iscrizioni il 9 aprile).

Nova Eroica, Toscana (Foto Paolo Penni Martelli)
Nova Eroica Buonconvento festeggia dieci anni. Fu tra le prime manifestazioni gravel (foto Paolo Penni Martelli)
Nova Eroica, Toscana (Foto Paolo Penni Martelli)
Nova Eroica Buonconvento festeggia dieci anni. Fu tra le prime manifestazioni gravel (foto Paolo Penni Martelli)

Brocci ricorda gli inizi

Al di là dei dati tecnici, abbiamo voluto richiamare Giancarlo Brocci, il papà de L’Eroica, per sapere come sono stati questi dieci anni della versione Nova. Lo raggiungiamo al telefono, guarda caso, proprio mentre si trova all’Eroica Caffè di Padova.

«La nascita della Nova Eroica fu un caso particolare – ricorda -. Con il Comune di Buonconvento erano scadute le convenzioni per L’Eroica, la versione con la bici d’epoca che si faceva in primavera, e ricevemmo un’importante offerta dal Comune di Montalcino, molto più potente economicamente. Per farla breve, a Buonconvento non la presero bene di perdere L’Eroica in favore di Montalcino, per cui decidemmo di inventarci un nuovo evento…».

Giancarlo Brocci (a sinistra), con Franco Rossi, rispettivamente ideatore e presidente de L’Eroica (foto ACSI)
Giancarlo Brocci (a sinistra), con Franco Rossi, rispettivamente ideatore e presidente de L’Eroica (foto ACSI)
Pensaste subito al gravel?

Tutti noi ragionavamo sulle nuove tendenze e del modo di andare in bicicletta fuori dall’asfalto. La gravel a quei tempi era in espansione, così come la bici a pedalata assistita: erano nuovi modi per percorrere le nostre rotte periferiche ed intercettare anche un’altra tipologia di utenti. E anche di “contaminarli” con la filosofia eroica, dato che alcuni aspetti di fondo sono rimasti in Nova Eroica. Penso ai ristori, ad una certa convivialità…

Siete stati uno dei primi eventi gravel in Italia. Immaginavate che il movimento esplodesse fino a tal punto?

Noi sapevamo che la bici doveva cercarsi sempre di più delle vie di fuga dal traffico, questa era l’evidenza. Ricordo che già nei primi anni 2000 parlavo con la Bianchi per proporre loro di pensare a un certo tipo di bicicletta che fosse sempre più adatta per andare su strade sterrate.

Nova Eroica, Toscana (Foto Paolo Penni Martelli)
I percorsi sono quattro ed in più c’è l’Epic Route di 290 chilometri (foto Paolo Penni Martelli)
Nova Eroica, Toscana (Foto Paolo Penni Martelli)
I percorsi sono quattro ed in più c’è l’Epic Route di 290 chilometri (foto Paolo Penni Martelli)
Come è cambiata Nova Eroica nel tempo?

E’ cambiata qualificando sempre di più il tipo di partecipante. All’inizio c’era una certa promiscuità col mondo de L’Eroica e noi stessi ci tenevamo che ci fosse una componente del nostro movimento principale, quello delle bici d’epoca. Poi, però, si è qualificata sempre più con la partecipazione di gente giovane, di coppie. Segno che il gravel è anche un modo per andare a scoprire i territori. 

E i partecipanti, invece? Sono cambiati anche loro? 

E’ una mia impressione, ma mi sento di poter dire che sono diventati un po’ meno “corsaioli” e un po’ più attenti a tutto quello che c’è intorno all’evento: dai momenti di convivialità, a momenti in cui si ascolta musica, si beve un bicchiere, si sta insieme, si ride e si scherza.

Nova Eroica, Toscana (Foto Paolo Penni Martelli)
La bici gravel ha portato sempre più coppie alla manifestazione (foto Paolo Penni Martelli)
Nova Eroica, Toscana (Foto Paolo Penni Martelli)
La bici gravel ha portato sempre più coppie alla manifestazione (foto Paolo Penni Martelli)
Nelle prime edizioni di Nova Eroica i puristi de L’Eroica storsero il naso?

Beh, più purista di me, che l’ho inventata, non c’è nessuno! Io, tra l’altro, neanche ho la gravel perché le strade bianche le posso fare tranquillamente con la mia bici da corsa. Detto ciò, non sono solo un “passatista”, ma uno che, a prescindere dal proprio gusto di andare con la bici d’epoca, ha capito una cosa importante…

Quale?

Che, per salvaguardare il nostro patrimonio di strade bianche, ci voleva questo grande aumento della pratica ciclistica. Sicuramente il gravel – ma anche l’elettrico – ha fatto sì che un sacco di gente tornasse a scegliere la bicicletta, tornasse in questi percorsi più sicuri e creasse un flusso anche economico importante. Tutto ciò ha fatto sì che oggi tutto il nostro territorio è diventato una meta di destinazione per il turismo in bici. Come dico spesso, bisognava fare in modo che il rinoceronte guadagnasse più da vivo che a vendere il corno, perché sennò il rinoceronte ce l’avrebbero ammazzato…

Nova Eroica, Toscana (Foto Paolo Penni Martelli)
Il serpentone sulle colline della Toscana solcate dalle strade bianche (foto Paolo Penni Martelli)
Nova Eroica, Toscana (Foto Paolo Penni Martelli)
Il serpentone sulle colline della Toscana solcate dalle strade bianche (foto Paolo Penni Martelli)
Ed ora che tendenze vedi? Come sarà la Nova Eroica fra altri dieci anni?

Una tendenza che è assolutamente speciale l’ha interpretata il mio caro amico Andrea Borchi con il Tuscany Trail: un successo grande perché è un modo bellissimo di andare in bici. Io credo molto nel viaggio in bici perché esso è un fatto anche culturale: un modo di conoscere territori percependone tutte le essenze. Ora sono qui all’Eroica Caffè di Padova e davanti a me campeggia la scritta “La bellezza della fatica e il gusto dell’impresa”. Ecco, ci aggiungerei anche “L’emozione della scoperta”, in un mondo sempre più connesso dove sembra che ci sia rimasto poco da scoprire.

Già avete esportato il format di Eroica e Nova Eroica in giro per il mondo. Ma a Buonconvento potremmo, quindi, immaginare una versione di Nova Eroica su più giorni?

Può essere un’idea, anche se noi siamo già una macchina organizzativa chiamate a mille cose. Un’altra idea su cui si ragionava è quella di inserire più eventi di contorno, ad esempio farla combinare con la Chianti Classic o la GF Gallo Nero, mettendoci altri tre-quattro giorni di pedalate, soprattutto per venire incontro a tutti gli stranieri che vengono qui da ogni angolo del mondo. Tutto può essere, compatibilmente con le forze che abbiamo, che non sono infinite. Si comincia a essere vecchiotti e soprattutto gli impegni sono davvero tanti. 

Nova Eroica Buonconvento

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