Il territorio del pinerolese è da sempre legato alla bicicletta, sia storicamente e sportivamente, con il passaggio di eventi come il Giro d’Italia e il Tour de France, che in maniera turistica. Scoprire e far apprezzare ai cicloturisti e agli appassionati le salite e il territorio di questa parte del Piemonte, ovviamente pedalando. La bici è un mezzo che consente di prendersi il proprio tempo, dove al centro c’è la voglia di unire alla fatica e al gusto di pedalare anche la voglia di scoprire posti nuovi (in apertura foto Paolo Ciaberta).
Di iniziative, nel progetto Upslowtour-Pinerolese Terra di Bici ce ne sono diverse, quella più recente che ha preso piede lo scorso anno è la Grandi Scalate del Pinerolese. Evento che nel 2026 torna con un formato approvato e consolidato. Saranno otto gli appuntamenti, che si svolgeranno su strade chiuse al traffico.


Cicloturismo
Il lavoro per promuovere a livello ciclistico e turistico un territorio come quello del pinerolese deve essere volto a valorizzarne le caratteristiche e le particolarità, concentrandosi su diversi aspetti: dall’accoglienza al cliente, fino ad arrivare alla creazione di percorsi sui quali poter pedalare in sicurezza.
«L’iniziativa Upslowtour-Pinerolese Terra di Bici – ci racconta Giada Armando di Turismo Torino e provincia – è un lavoro in chiave cicloturistica, su un territorio grande e variegato come quello del pinerolese. Si passa dalla pianura alle Alpi, in una grande varietà di percorsi e di possibilità. Nasce intorno ai 14 percorsi ad anello legati alla mountain bike e alla e-mtb, ma poi le iniziative si sono allargate».




Collaborazione
Per le diverse aree di un territorio grande e accogliente, ma anche tutto da esplorare, come è il Piemonte, è importante trovare un equilibrio e una sinergia. Lavorare insieme affinché il beneficio sia comune, trovando i punti di forza di ogni iniziativa e cercando di valorizzarli al meglio.
«La collaborazione – prosegue Giada Armando – si è allargata alle salite e alle scalate, per quanto riguarda la bici da strada. A differenza di aree come quella del Monviso o di Cuneo le nostre salite possono essere meno conosciute, ma ci piaceva l’idea di trovare un filo conduttore che potesse creare unione tra i vari progetti. Infatti quando lo scorso anno abbiamo presentato il calendario delle Grandi Scalate del Pinerolese, ci siamo confrontati per realizzare un progetto parallelo. Chiudere le strade al traffico e lasciarle a disposizione dei ciclisti che hanno avuto modo di conoscere il territorio e di viverlo in maniera differente».




Gravel, mtb ed e-mtb
Il cicloturismo non riguarda solamente la strada, ma anche tutta una serie di itinerari e iniziative legate al mondo del fuoristrada, dello sterrato. L’avvento delle biciclette a pedalata assistita ha cambiato il modo di approcciarsi a questo mondo, anche se le possibilità non mancano, a seconda dei vari gusti.
«La mountain bike nel pinerolese trova spazio in ogni sua forma – racconta ancora Giada Armando – con percorsi interamente dedicati. Da questo punto di vista abbiamo lavorato molto anche con le strutture presenti sul territorio, parlando in termini di accoglienza del cicloturista. Sia per quanto riguarda strutture ricettive, proponendo servizi dedicati, ma anche per i punti di ristoro e di assistenza meccanica. Il lavoro fatto è stato più su una presa di coscienza del cicloturista e di quelle che possono essere le sue necessità».
«Un’altra attività che sta crescendo molto è il gravel – conclude – con tante sfumature e attività. Una delle novità è un evento di tre giorni che abbiamo presentato anche alla Fiera del Cicloturismo a Padova. Mentre il 6 e 7 giugno ci sarà un evento bikepacking, chiamato Tutti a Pinerolo. Inoltre a giugno avremo anche il primo rifugio bike friendly, si tratta del rifugio Barant, posto su uno degli anelli dedicati alla mtb (l’Anello dei Rifugi). Di passi ne stiamo facendo molti e siamo pronti per questa stagione di ciclismo che si sta aprendo».







