Megalopolis Gravel Classic 2026, Paolo Bettini (cyclingphotos.gr)Megalopolis Gravel Classic 2026, Paolo Bettini (cyclingphotos.gr)

| 19 Maggio 2026

La Grecia (tris) di Bettini: da Megalopolis alla GeoGravel Tuscany

Paolo Bettini e la Grecia sono più di una semplice raccolta di storie. Appartengono al libro di una vita, fatto di capitoli che per qualche misterioso incanto si collegano fra loro con incastri degni di Omero. Era il 14 agosto del 2004 quando ci ritrovammo insieme ad Atene, nel giorno in cui gli venne messo al collo l’oro di Olimpo. Accanto a lui un drappello di uomini fidati e un grande ammiraglio di nome Franco Ballerini che il fato si portò via troppo presto, appena sei anni dopo.

Il ritorno a casa fu trionfale e diede il via a un’altra serie di vittorie. Il primo mondiale, di cui si celebrano quest’anno i vent’anni e l’anno successivo il secondo, ugualmente con la direzione di Ballerini. Finché, conclusa la carriera con altri successi, per festeggiare i suoi cinquant’anni e i venti dall’oro di Atene, nel 2024 Bettini prese nuovamente la strada della Grecia, per un giro in gravel che ripercorresse quella prima vittoria e lo portasse a vagare nella penisola. E proprio in occasione di quel viaggio, un incontro dettato dal caso, ha portato a un altro capitolo, che si è scritto alla fine di aprile nella Megalopolis Gravel Classic.

Bettini ha partecipato alla Megalopolis Gravel Classic con il numero 1 (cyclingphotos.gr)
Bettini ha partecipato alla Megalopolis Gravel Classic con il numero 1 (cyclingphotos.gr)
Bettini ha partecipato alla Megalopolis Gravel Classic con il numero 1 (cyclingphotos.gr)
Bettini ha partecipato alla Megalopolis Gravel Classic con il numero 1 (cyclingphotos.gr)

Dalla Grecia al Giro d’Italia

Bettini lo abbiamo incontrato qualche giorno fa sulle strade del Giro d’Italia, che sta vivendo come testimonial di Banca Mediolanum, ed è stato ben contento di narrarci il capitolo più recente del suo viaggio.

«Per il viaggio dei miei 50 anni – spiega – sono stato aiutato nel fare le tracce da Spiros Papageorgiou, una persona che in Grecia vive di ciclismo e anni ha organizzato anche una fiera a tema ciclismo ad Atene. Ha anche una rivista, è un tuo collega. E quando io feci la prima bozza del mio itinerario, lui mi aiutò a svilupparlo. L’ho conosciuto fisicamente ad Atene, quando arrivai col mio viaggio, e lì nacque l’idea che si potesse far qualcosa insieme».

E l’idea immancabilmente arriva e prende la forma di uno scambio territoriale, ciclistico e culturale fra le colline geotermiche della Toscana e il Peloponneso. Anche se a questo punto sulla scena entra un’altra vecchia conoscenza del ciclismo: Vasilis Anastopoulos, un ex ciclista professonista che di recente è balzato agli onori delle cronache sportive per aver allenato Mark Cavendish nel tentativo – andato a segno il 3 luglio 2024 a Saint Vulbas – di battere il record di Eddy Merckx di tappe vinte al Tour de France.

«Vasilis viene da Megalopolis – spiega ancora Bettini – e prima di essere allenatore della Astana, ha lavorato per la Quick Step, la squadra di cui è manager Alessandro Tegner che segue la mia comunicazione. Così, quando ci siamo ritrovati nella stessa call, è venuta fuori una vera carrambata fra persone che si conoscevano in altri contesti e di colpo si sono ritrovati a lavorare allo stesso progetto. Così, visto che loro organizzavano questa Megalopolis Gravel Classic, ho accettato di andare giù e partecipare».

La Megalopolis Gravel Classic si è svolta nel  weekend del 25-26 aprile (cyclingphotos.gr)
La Megalopolis Gravel Classic si è svolta nel weekend del 25-26 aprile (cyclingphotos.gr)
La Megalopolis Gravel Classic si è svolta nel  weekend del 25-26 aprile (cyclingphotos.gr)
La Megalopolis Gravel Classic si è svolta nel weekend del 25-26 aprile (cyclingphotos.gr)

L’accoglienza di Megalopolis

Un altro viaggio vero la terra degli Achei e dei Troiani, armato della sua bicicletta e tanta curiosità. Così Bettini, campione olimpico di Atene, ha iniziato a scrivere un altro capitolo.

«Mi sono divertito – racconta Bettini – era organizzata veramente bene. La parte che mi è piaciuta di più e che rispecchia quello che sono, è tutto quello che hanno fatto con le scuole del paese. Una settimana di incontri per spiegare l’idea dell’evento, raccontare che sarei arrivato io, così che alla fine erano tutti lì che mi aspettavano. Il sabato abbiamo fatto una pedalata con tutti i bambini e la gente del poso, ma la parte bella e più emozionante c’è stata il lunedì mattina, quando io sono partito con la mia macchina per rientrare verso Atene all’orario in cui loro andavano a scuola.

«Ebbene, li ho trovati in giro per il paese che andavano tutti a scuola orgogliosamente con la targa dell’evento ancora sulla bicicletta. E’ stato un evento che ha spostato l’attenzione e ha creato emozioni, quello che noi abbiamo perso. Noi aspettiamo solo il Giro d’Italia per emozionarci e coinvolgere le scuole nel ciclismo, invece là c’è una realtà diversa. Mi ha colpito vedere in piazza i ragazzini senza telefoni a giocare ancora con la bici oppure a nascondino».

Bettini con Spiros Papageorgiou, motore del ciclismo in Grecia (cyclingphotos.gr)
Bettini con Spiros Papageorgiou, motore del ciclismo in Grecia (cyclingphotos.gr)
Bettini con Spiros Papageorgiou, motore del ciclismo in Grecia (cyclingphotos.gr)
Bettini con Spiros Papageorgiou, motore del ciclismo in Grecia (cyclingphotos.gr)

Bei percorsi al centro della Grecia

Ma che posto è Megalopolis? La domanda viene da sé, immaginando scene dell’Iliade e battaglie che per una volta si sono svolte a colpi di pedale.

«Megalopolis un paesone – dice – un posto che sta al Peloponneso come Enna sta alla Sicilia. E’ il paese centrale, ma in 40 minuti vai sulle spiagge di Kalamata. In un’ora e mezza sei a Olympia dove la storia ti saluta. In due ore sei a Patrasso, in due ore sei a Corinto, in due ore e quaranta vai a Atene. Pertanto è centrale nel nulla, ma strategica.

«Percorsi bellissimi – prosegue Bettini – per certi versi molto simili alle colline metallifere. C’è una centrale imponente in mezzo alla valle, che non è una centrale geotermica, anche se ho scoperto che la zona è una vecchia caldera e sotto ci sono fenomeni geotermici. Non importanti da fare energia, ma importanti per il teleriscaldamento, come abbiamo sulle nostre colline. Pertanto ci sono queste piccole similitudini ed è stato interessante, mi sono veramente divertito».

Foto ricordo dopo la prova con Bettini, alcuni ragazzi e Vasilis Anastopoulos, organizzatore e allenatore dei pro' (cyclingphotos.gr)
Foto ricordo dopo la prova con Bettini, alcuni ragazzi e Vasilis Anastopoulos, organizzatore e allenatore dei pro’ (cyclingphotos.gr)
Foto ricordo dopo la prova con Bettini, alcuni ragazzi e Vasilis Anastopoulos, organizzatore e allenatore dei pro' (cyclingphotos.gr)
Foto ricordo dopo la prova con Bettini, alcuni ragazzi e Vasilis Anastopoulos, organizzatore e allenatore dei pro’ (cyclingphotos.gr)

A giugno la Geotermia

Probabilmente ci tornerà, sorride il livornese, anche se i prossimi a varcare il mare saranno gli amici greci, che prenderanno parte alla sua GeoGravel Tuscany del 6-7 giugno: sul percorso che abbiamo provato pedalando al suo fianco e che si annuncia un appuntamento da non perdere.

«Adesso stiamo organizzando che loro vengano a vedere cos’è la Geotermia – conferma Bettini – e già questo è uno scambio alla pari. E poi perché non dovrei tornarci? Io mi sono divertito. Potrebbe essere per tutti l’opportunità per andare a fare le vacanza in Grecia ad aprile e per loro venire a fare una vacanza in Toscana a giugno. Pertanto sì, siamo rimasti in contatto. Oltretutto Vasilis è qui al Giro. E se c’è uno che sarebbe contento di parlarne, quello è proprio lui…».

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