Giovanni Panzera, CBT ItaliaGiovanni Panzera, CBT Italia

| 6 Giugno 2026

Come Bonatti 70 anni fa. Panzera pronto ad affrontare le Alpi

Come Walter Bonatti, 70 anni dopo. Dalle Alpi Giulie alle Alpi Marittime. Stavolta l’impresa la compirà Giovanni Panzera. Non con sci e scarponi ai piedi, ma in sella alla sua fedele bici CBT Italia. Partenza il 6 luglio prossimo da Stolvizza, Udine, e arrivo al Col di Nava, Imperia.

Per chi non lo sapesse, Walter Bonatti, celebre alpinista ed esploratore, 70 anni fa compì un viaggio unico che andava dal Friuli alla Liguria, sfiorando le vette più celebri dell’arco alpino e attenendosi, per quanto possibile, al confine italiano. La sua traversata ebbe un enorme successo. Persino il Corriere della Sera ne raccontò la partenza e il ritorno e il settimanale Epoca fece un reportage fotografico che ebbe un successo fragoroso.

Con il passare del tempo, quel diario di viaggio si è trasformato anche in una preziosa testimonianza sociale e antropologica, capace di raccontare quanto sia cambiata la montagna. Senza dubbio ciò che incontrerà Panzera sarà molto diverso da ciò che vide Bonatti nel 1956.

Walter Bonatti in un'immagine di Meridiani Montagne, mentre preparava la sua traccia
Walter Bonatti in un’immagine di Meridiani Montagne mentre preparava la sua avventura
Walter Bonatti in un'immagine di Meridiani Montagne, mentre preparava la sua traccia
Walter Bonatti in un’immagine di Meridiani Montagne mentre preparava la sua avventura
Giovanni, innanzitutto come nasce l’idea di ripercorrere la traversata di Bonatti?

Innanzitutto va ribadito che Bonatti, 70 anni fa, ha compiuto un’impresa davvero eccezionale, come del resto molte delle sue avventure. Questa grande traversata invernale delle Alpi rappresenta ancora oggi qualcosa di straordinario. Bonatti, oltre a essere stato un grande alpinista, è stato anche un grande viaggiatore e un grande esploratore. Quando ha smesso con le grandi imprese alpinistiche si è spostato dal verticale all’orizzontale, come lui stesso definiva i suoi viaggi. L’idea nasce proprio da qui: anch’io sono un viaggiatore, seppure in modo diverso, perché viaggio in bicicletta. Mi sono riconosciuto molto nel suo spirito.

E qual è questo spirito?

Quello di esplorare, conoscere e soprattutto raccontare. Bonatti, al di là di tutto, è stato un grande divulgatore. Anche io, nel mio piccolo, come documentarista, realizzo questi viaggi e queste avventure per poi raccontarle alle persone. Magari a chi non avrà mai la possibilità di vivere esperienze simili. Non si tratta quindi soltanto dell’avventura fine a sé stessa, ma di un’avventura che permette di raccontare luoghi, emozioni e territori. L’idea di celebrare i 70 anni della traversata di Bonatti è stata un ulteriore trampolino di lancio per il progetto che porto avanti dal 2019: Pedalando tra le Aquile.

Cos’è questo progetto? Puoi dirci qualcosa di più?

Pedalando tra le Aquile è un progetto nato con l’obiettivo di attraversare tutti i principali massicci montuosi d’Europa. Sono partito dalle Alpi, dagli Appennini e dai Pirenei… Quest’anno, in occasione di questa importante ricorrenza, ho deciso di intraprendere questo cammino alpino sulle tracce di Bonatti.

Desiderio di avventura, di sfida e voglia di raccontare, come Bonatti anche Panzera è un viaggiatore-divulgatore
Desiderio di avventura, di sfida e voglia di raccontare, come Bonatti anche Panzera è un viaggiatore-divulgatore che si mette in gioco di continuo
Desiderio di avventura, di sfida e voglia di raccontare, come Bonatti anche Panzera è un viaggiatore-divulgatore
Desiderio di avventura, di sfida e voglia di raccontare, come Bonatti anche Panzera è un viaggiatore-divulgatore che si mette in gioco di continuo
Nel 1956 Bonatti trovò una montagna che iniziava a conoscere il turismo e a svilupparsi. Oggi la realtà è molto diversa…

Le montagne sono cresciute sotto il profilo economico e imprenditoriale. Vivere in montagna è tornato a essere una scelta concreta. Dopo lo spopolamento degli anni Sessanta, le nuove generazioni stanno tornando oppure decidono di restare, aprendo attività e costruendo nuove opportunità. E per me è bellissimo. La montagna è tornata a vivere e questa è una storia che vale la pena raccontare attraverso il viaggio.

Bonatti percorse una traccia particolare: unì tratti alpinistici a tratti di scialpinismo e altri ancora di cammino. La tua traccia invece come sarà?

Nasce proprio dal percorso che ha seguito lui, almeno per quanto riguarda le zone e le località attraversate. Bonatti la fece in tardo inverno e con gli sci, quindi gran parte del tracciato originale oggi non è percorribile in bicicletta. Sarà comunque un viaggio molto lungo perché cercherò di seguire il più possibile i suoi passaggi. Ci saranno strade asfaltate, mulattiere e sentieri. In totale saranno circa 2.500 chilometri con oltre 71.000 metri di dislivello. Partirò da Stolvizza, in Friuli Venezia Giulia, al confine con la Slovenia, e arriverò al Colle di Nava, in Liguria al confine con la Francia. Attraverserò anche Austria, Svizzera e Francia.

Giovanni Panzera, CBT Italia
Panzera pedalerà su una CBT Italia Grak. Al seguito un carrellino il cui peso (carico incluso) è di 35 kg
Giovanni Panzera, CBT Italia
Panzera pedalerà su una CBT Italia Grak. Al seguito un carrellino il cui peso (carico incluso) è di 35 kg
Come hai creato questa traccia, Giovanni?

Ho studiato il percorso di Bonatti e ho cercato tutte le vie pedalabili che si avvicinassero il più possibile alla sua traccia. Dietro c’è stato un grande lavoro di ricerca. Devo ringraziare il Museo Nazionale della Montagna di Torino, che mi ha messo a disposizione addirittura la cartina originale disegnata da Walter Bonatti. Mi hanno fornito anche diverse fotografie che utilizzerò nel documentario per creare un parallelismo tra il mio viaggio e il suo. La partenza sarà proprio da Stolvizza, il paese da cui partì Bonatti.

Con che bici affronterai questa avventura?

Con una CBT Italia gravel. CBT Italia è da tempo al mio fianco (qui per saperne di più su questa bici). Porterò con me il mio fidato carrellino, una scelta che mi permette di vivere l’esperienza in maniera ancora più autentica e vicina alla natura. All’interno ci sarà tutto il necessario: tenda, attrezzatura da campeggio e il materiale indispensabile per essere autonomo lungo il percorso.

Che tempi hai stimato per questa traversata?

Dipenderà dalle condizioni dei percorsi, dal meteo e anche dalla mia condizione fisica. Credo che servirà circa un mese e mezzo. Dovrò trainare un carico di circa 35 chili e questo rende la sfida ancora più impegnativa.

Giovanni Panzera, CBT Italia
In queste settimane Giovanni Panzera ci sta dando sotto con gli allenamenti
Giovanni Panzera, CBT Italia
In queste settimane Giovanni Panzera ci sta dando sotto con gli allenamenti
Caspita! E infatti immaginiamo tu stia svolgendo anche una preparazione specifica. Giusto?

Dal 2019 affronto questo tipo di percorsi e nel tempo ho maturato una buona esperienza. So come affrontare i diversi terreni e le varie situazioni che si possono incontrare… anche pensando al carrello. In questo periodo l’allenamento è molto intenso: tante salite, molte ripetute e lunghe uscite. Ho la fortuna di vivere a Cuneo, circondata dalle montagne, quindi ho a disposizione numerose salite che percorro continuamente anche per verificare i miei progressi.

E a livello di alimentazione?

E’ un aspetto fondamentale. Un’avventura del genere richiede una preparazione accurata sotto ogni punto di vista. Pur non essendo una competizione, resta un’impresa molto impegnativa. Bisogna gestire bene le ore di pedalata, quelle di recupero e naturalmente l’alimentazione. Tutto deve essere perfettamente equilibrato.

Molto interessante, Giovanni. Vuoi aggiungere qualcosa?

Come per tutte le altre avventure, sarò seguito da mio fratello Teresio, che è anche il mio socio in Panzera World Experience. Produciamo documentari insieme e lui si occuperà delle riprese e della gestione dei social media durante tutta la traversata. Racconteremo il viaggio praticamente in tempo reale, condividendo contenuti, immagini e aggiornamenti lungo il percorso.

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