La Calabria è sicuramente una delle regioni che, dal punto di vista cicloturistico è più in evoluzione. Non è un caso se anche l’ultima recentissima edizione dei Green Road Award l’ha inserita tra le premiate, attraverso il Cammino del Normanno. La Ciclovia dei Parchi della Calabria è un po’ la spina dorsale di tutto quest’attivismo, mostrandosi come un fenomeno in continua crescita ed evoluzione, con un trend di presenze che anno dopo anno cresce e soprattutto permette di evolversi a tutto l’indotto, partendo dalle strutture ricettive presenti lungo il percorso.
Merito anche di un sistema in continua evoluzione, che tende sempre al miglioramento e che ogni anno propone nuovi inserti da scoprire. Roberto Cosentino, dirigente generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria, sottolinea proprio questo continuo desiderio di arricchimento.
«Parliamo di qualcosa come 545 chilometri di percorso che si stanno sviluppando – spiega – ossia che implementeremo avendo per stella polare un modello di turismo che non segua solo quello della stagione balneare e delle coste, ma che consenta ad una regione come la Calabria, per le sue caratteristiche, per il suo essere un territorio lungo e stretto, pieno di montagne, con 800 chilometri di costa, di valorizzare proprio le sue diversità».


Riassumiamo le caratteristiche base della Ciclovia…
Parte dal Parco del Pollino, attraversa la Sila e il Parco delle Serre per arrivare fino in Aspromonte. Questo tipo di percorso consente di raggiungere le aree interne, i borghi e su questa logica turistica si sta costruendo proprio un’immagine della Calabria con un obiettivo che è quello certamente di destagionalizzare, fare in modo che i numeri di chi vuole venire in Calabria si distribuiscano il più possibile su 365 giorni all’anno, ma anche e soprattutto di accogliere turisti che, se non avessero questa opportunità, non penserebbero alla Calabria come una destinazione.
Perché è stato scelto il Parco del Pollino come capofila per la comunicazione sulla Ciclovia dei Parchi?
Molto ha influito la sua tradizione, il suo legame con l’attività ciclistica considerando che qui si svolgono eventi di grande prestigio, proprio domenica ci sarà l’edizione numero 25 della Pollino Marathon che però ha un epicentro lucano, a San Severino. Si è lavorato molto sui social, rivolgendosi in particolare al mercato estero negli ultimi sei mesi, proprio per valorizzare questa esperienza turistica che è una chiave distintiva. Vogliamo dare qualcosa di particolare…


Cioè?
Si dice che in Calabria c’è tutta l’Italia, perché attraverso la possibilità di incontrare la cultura, l’enogastronomia, il borgo, il mare, la natura, c’è l’opportunità di avere un’esperienza completa e anche di entrare in contatto attraverso questo tipo di esperienza lenta ma anche tastare con mano l’accoglienza dei calabresi che, soprattutto nelle situazioni non troppo di massa, danno il loro meglio.
Il posizionamento prestigioso che la Calabria ha raggiunto nel Cycle Tourism Index è un effetto della vostra promozione o lo considerate un volano invece per portare ancora più gente nella vostra terra?
E’ difficile fare un’equazione, noi abbiamo fatto forti investimenti economici rispetto alla promozione che far conoscere il territorio anche e prima di tutto, lo dico quasi in maniera provocatoria, ai calabresi e poi a tutti quelli che vogliono fare un’esperienza di turismo diversa. Vogliamo portare la conoscenza di un territorio, di un modo di fare turismo diverso. Poi dobbiamo investire sui servizi, c’è una grande attenzione da parte del governo regionale perché chi viene in Calabria trovi servizi e trasporti all’altezza, trovi strutture ricettive in grado di fornire e di dare attenzione, quindi di non far venir meno l’entusiasmo di chi magari viene in Calabria con alte aspettative e poi sui servizi scivoliamo come su delle bucce di banana.


Che dati avete di afflusso alla Ciclovia?
Non c’è un dato ufficiale, ma sappiamo che la frequenza è aumentata almeno del 30 per cento di visite sui siti specializzati di cicloturismo e questo ci fa capire del livello di attenzione molto alto. Noi dobbiamo far sì che questi numeri si distribuiscano durante l’anno per recare un vantaggio anche di tipo economico e di sviluppo del territorio, a chi è vicino anche alla ciclovia, i borghi in primis.
In questa stagione un passaggio importante sarà la prossima apertura della ciclopista Morano-Castrovillari…
Abbiamo in questo momento una congiunzione di più interventi, nel senso che la ciclopista che collega Campotenese a Morano Calabro, che è lunga circa 13 chilometri, sarà a breve riaperta. Nel frattempo partiranno anche i lavori di realizzazione del tratto che collega Campotenese a Mormanno, che sono circa 27 chilometri. Tutto si aggiunge alla ciclopista che collega Morano a Castrovillari. Sono circa 6 chilometri realizzati dal Comune di Morano Calabro. Avremo una ciclopista che collega Castrovillari, Morano Calabro, Campotenese e Mormanno, i borghi caratteristici del Pollino insieme a Castrovillari, che è una città molto più importante e grande.


La sua funzione?
Questo tipo di percorso ciclabile andrà a costituire un tratto infrastrutturale importante di tutta la Ciclovia dei Parchi, alzando il livello della sicurezza e della qualità dell’esperienza che il che il cicloturista viene a realizzare. E’ un’esperienza, quella del cicloturismo nella Ciclovia, che io credo possa essere appannaggio di tipologie differenti di appassionati. Anche chi viene per frequentare i nostri eventi agonistici, non manca di cogliere la bellezza del territorio inquadrandolo come una futura meta turistica ma anche di allenamento. Tutto il percorso consente anche a chi non ha una preparazione elevatissima di fruire di questa opportunità.







