In un weekend, Connection ha scoperto un nuovo modo di creare connessioni. Per l’azienda di San Vendemiano che progetta e produce quadri elettrici diventare title sponsor della 24 Ore di Feltre ha rappresentato molto di più di una sponsorizzazione e l’energia sprigionata nel colorato e chiassoso gazebo allestito lungo la salita del circuito si è misurata in entusiasmo e non in kilowatt per una volta
Qui, infatti, la festa non si è mai fermata a nessuna ora del giorno e della notte grazie al programma Connection h24. Si cominciava a colazione con caffè e brioches. Poi, a pranzo, la tappa era obbligata per assaggiare il panino con la porchetta offerto a tutti i team, mentre avvicinandosi a sera, un altro stop era dovuto per provare il gin della casa.
Braccandolo in una piccola pausa dalle fatiche in sella, abbiamo incontrato Roberto Zuccaro, CEO di questa spumeggiante realtà trevigiana, lui stesso rapito dalla bellezza del ciclismo e di tutto ciò che gli ruota attorno.


Roberto, come vi siete avvicinati al mondo del ciclismo e alla 24 ore di Feltre?
Abbiamo scelto questo evento, perché ha veramente proporzioni incredibili ma, soprattutto, che dà la possibilità di realizzare connessioni incredibili. La componente agonistica è anche molto forte e c’è una sana competizione, però soprattutto in questo intenso weekend ho avuto l’opportunità di vedere tantissime persone che si conoscono e creano nuove relazioni. In più, l’organizzazione che sta dietro si basa su un gruppo fantastico e la visibilità di questa manifestazione è davvero altissima, valorizzando il nostro territorio stupendo ai piedi delle Dolomiti bellunesi, con un comune che si presta perfettamente a questo tipo di gara. Noi che siamo di San Vendemiano volevamo sostenere e dare spazio a questa realtà.
Hai vissuto la 24 ore in prima persona, non soltanto dando vita a due squadre Connection votate alla beneficienza con una di esse inserita anche nella classifica Charity, ma hai deciso di salire in sella anche tu: ci racconti la tua esperienza?
E’ bellissimo aver creato due squadre dal nulla, grazie anche all’apporto dei nostri dipendenti. Mi ha conquistato il concetto non-stop della 24 Ore, che dà l’opportunità di pedalare anche di notte in massima sicurezza, godendosi uno dei momenti secondo me più belli. Ho fatto il turno dalle 3 alle 6 e poi, dopo un po’ di riposo, sono tornato in pista al pomeriggio.
Con quali sensazioni?
L’adrenalina che provi in prima persona ti dà veramente la dimensione dell’evento, che ha qualcosa di magico. Forse anche per questo la partecipazione ogni anno è sempre massiva e di grande qualità, perché sempre più persone si sono accorte delle grandi emozioni che si provano in manifestazioni di questo calibro, che creano connessioni e relazioni. In queste ore ho percepito tantissima energia positiva, non soltanto dagli atleti, ma tutto l’interno di questo evento incredibile da cui non riesci proprio a staccarti.


Dunque, un primo passo nel ciclismo, per altro in una terra come il Veneto molto fertile dal punto di vista sportivo, come hanno dimostrato anche i recenti Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Che cosa ha voluto dire questa nuova connessione col ciclismo per la vostra realtà?
Vogliamo consolidare la presenza di Connection in questo territorio ricco di eccellenze. Qui, iniziative come la 24 Ore vengono recepite nel migliore dei modi e la più logica conseguenza era quello di legare il nome della nostra azienda a questo grande evento. Abbiamo avuto tantissimi riscontri, sia diretti sia grazie al grande movimento che si è creato virtualmente sui social network, da dipendenti, amici, o persone che per la prima volta sono entrate in contatto con la nostra realtà proprio grazie a questa nuova sfida.
Quale valore aggiunto hai trovato?
E’ un connubio meraviglioso tra territorio, sport e persone: non necessariamente un’azienda che investe sul ciclismo deve già essere legata a questo ambiente in precedenza, le nuove relazioni come questa possono nascere anche da comparti diversi. Spesso nel ciclismo i discorsi sono improntati sui watt e l’energia sprigionata, per cui diciamo che in questo evento di energia non soltanto fisica, ma anche umana, ce n’è tantissima.
Il fatto che la 24 Ore Connection di Feltre non sia un evento individuale ma di squadra, ha inciso nella scelta di intervenire come title sponsor?
Questo aspetto è fondamentale non soltanto nello sport ma anche nell’universo aziendale. L’affiatamento della squadra porta a grandi risultati anche nel mondo del lavoro, soprattutto nei progetti più ambiziosi. Trovo molte sinergie tra questo evento, il ciclismo e quello che è la nostra realtà professionale: tutti gli elementi devono funzionare in equilibrio e all’unisono per centrare l’obiettivo prefissato. In questo caso, oltre a divertirci moltissimo, abbiamo fatto del bene per cui direi che sono ancora più soddisfatto.


Che cosa ha rappresentato per te aver pedalato con tanti campioni del ciclismo e non?
Già dalla presentazione del venerdì sera sul palco, avevo la pelle d’oca a sentire i nomi delle stelle presenti, perché arrivavano davvero da qualunque sport. Io seguo molto lo sci, per cui è stato unico vedere così coinvolto uno come Mattia Casse.
Lo conoscevi?
Di solito, sono abituato ad ammirarlo nella tv che sfreccia giù dai pendii di tutto il mondo: qui, invece, coordinava un team con fini benifici e con lo stesso intento si prestava anche a spillare birre. Una persona fantastica ed è stato bello averlo come vicino di stand. E’ stato davvero emozionante condividere questa 24 Ore con campioni così, che vedi come dei supereroi irraggiungibili e, che, invece in contesti come questi ti svelano anche il loro incredibile lato umano.
Tanti lo definiscono l’anello infernale: ti è piaciuto il circuito di Feltre?
Strepitoso. Di ciclismo ne capisco poco, ma per quella che è stata la mia prima esperienza, l’ho trovato bellissimo. C’è di tutto, parti tecniche, altre più veloci, con musica e pubblico in ogni curva o rettilineo: davvero splendido, quanto massacrante perché, a forza di ripeterlo, ti distrugge. Ma è una fatica talmente bella che ti rimane dentro.







