Via del Mare sul podio degli Oscar. Il Piemonte lancia la sua sfidaVia del Mare sul podio degli Oscar. Il Piemonte lancia la sua sfida

| 11 Luglio 2026

Via del Mare sul podio degli Oscar. Il Piemonte lancia la sua sfida

Il terzo posto ottenuto ai recenti Oscar del Cicloturismo rappresenta per la Ciclovia Via del Mare una sorta di legittimazione del lavoro svolto. Parliamo di una struttura molto particolare, che si sviluppa in maniera non solo transregionale (anche se la paternità del premio è per la sua porzione tutta piemontese), ma transnazionale partendo dalla Svizzera per concludersi in Liguria transitando anche per la Francia.

Si tratta di un percorso di 470 chilometri complessivi, di cui circa 415 in Piemonte. La pendenza è sotto il 2 per cento complessivo e si sviluppa, sempre tenendo conto della robusta porzione piemontese, attraverso 6 province e ben 97 Comuni, ognuno dei quali è chiamato a fare la sua parte per preservare quello che è a tutti gli effetti un richiamo turistico preminente.

Il percorso de La Via del Mare parte da Locarno, ed entra in Piemonte a Domodossola scendendo verso la Liguria
Il percorso de La Via del Mare parte da Locarno, ed entra in Piemonte a Domodossola scendendo verso la Liguria
Il percorso de La Via del Mare parte da Locarno, ed entra in Piemonte a Domodossola scendendo verso la Liguria
Il percorso de La Via del Mare parte da Locarno, ed entra in Piemonte a Domodossola scendendo verso la Liguria

Un percorso transfrontaliero

Uno dei segreti di questo percorso è che raccoglie tutto il meglio che il Piemonte può garantire dal punto di vista paesaggistico, cambiando continuamente il suo contesto prima di tuffarsi verso la Liguria e il mare. «Bisogna tenere presente che il Piemonte ha al suo interno ben 28 ciclovie – spiega Cristina Fabrizio, che insieme a Ottavio Castelletti ha curato la candidatura per la Regione – questa è un po’ la summa di quel che il territorio propone. Noi ci occupiamo dei finanziamenti per realizzare queste ciclovie. Poi abbiamo una collaborazione che si è attivata anni addietro con le aziende locali, per promuovere e offrire servizi cicloturistici che conoscono molto bene più le aziende di turismo locale».

Il fatto che sia una ciclovia itinerante, che non coinvolge solo il Piemonte non deve sembrare strano: «Quando le regioni studiano dei percorsi, naturalmente non nascono e muoiono all’interno di esse. Cerchiamo sempre di andare di concerto anche con le regioni limitrofe. Il collegamento che attraversa il Piemonte da nord a sud si aggancia alla regione Liguria che continua questo tracciato portando ad Albenga verso il mare. Anche su in Svizzera abbiamo il collegamento, quindi sono sempre percorsi transfrontalieri. Poi all’interno del Piemonte tutto quello che è la gestione fa capo a noi che abbiamo realizzato l’infrastruttura».

Il paesaggio proposto dalla Via del Mare è molto vario e fortemente legato all'elemento dell'acqua
Il paesaggio proposto dalla Via del Mare è molto vario e fortemente legato all’elemento dell’acqua
Il paesaggio proposto dalla Via del Mare è molto vario e fortemente legato all'elemento dell'acqua
Il paesaggio proposto dalla Via del Mare è molto vario e fortemente legato all’elemento dell’acqua

Paesaggi diversi in base alla zona attraversata

La scelta della giuria ha privilegiato alcuni aspetti, tali da portare la Ciclovia Via del Mare sul podio: «Sicuramente è una ciclovia molto varia, nel senso che attraversa le zone forse più iconiche del Piemonte, perché siamo nella parte dei laghi, la parte delle Langhe, la parte collinare, arriviamo fino al mare. E’ la più varia che abbiamo in Piemonte, perché rispetto alle altre ha delle caratteristiche che sono proprie, uniche».

«Immaginando di vedere la cartina del Piemonte – aggiunge Cappelletti – abbiamo una sorta di croce, l’asse Nord-Sud è attraversato dalla ciclovia, attraverso il distretto dei laghi e quello alpino, per passare poi  nell’asse delle risaie vercellesi e poi scendere verso il Monferrato e le Langhe. Ma incrocia anche l’asse Est-Ovest, che è rappresentato dalla ciclovia Eurovelo 8 e la ciclovia VenTo.

Anche il verde però vuole la sua parte, lungo tutto il suo disegno da nord a sud
Anche il verde però vuole la sua parte, lungo tutto il suo disegno da nord a sud
Anche il verde però vuole la sua parte, lungo tutto il suo disegno da nord a sud
Anche il verde però vuole la sua parte, lungo tutto il suo disegno da nord a sud

Segnaletica puntuale, anche per la logistica

«In particolare poi la Ciclovia Via del Mare si compone di diverse altre ciclovie al suo interno: tutto il distretto dei laghi corrisponde ad esempio alla Ciclovia del Toce, 80 chilometri in sede propria che attraversa tutta la parte da Domodossola fino al lago Maggiore e il lago d’Orta. Questo significa che la ciclovia si compone di tratti alternati o messi a sistema con strade a basso traffico e man mano si sta consolidando anche nella segnaletica per cercare di renderla uniforme fino ad arrivare poi ad essere riconoscibile non soltanto nel nostro territorio regionale, ma anche fino alla Liguria, ad Albenga, dove poi termina».

Un fattore importante è legato al discorso segnaletica: «Oltre a essere segnalata con indicazioni di direzione in tratti sicuramente molto più riconoscibili che in altri – spiega la Fabrizio – ci sono tutte le indicazioni locali, ma non solo, perché le aziende locali forniscono un supporto informatico per capire quali sono i punti d’appoggio, dove poter alloggiare, ricaricare l’e-bike, eccetera. E’ una ciclovia estremamente servita, tra fontane d’acqua e posti d’assistenza meccanica, strutture ricettive, ristoranti e quant’altro, quindi è ideale per una vacanza e la sua struttura consente di dividerla in pezzi, focalizzarsi su un tratto piuttosto che un altro».

La terra del laghi contraddistingue una robusta prozione della ciclovia Via del Mare, nella zona del Novarese
La terra del laghi contraddistingue una robusta prozione della ciclovia Via del Mare, nella zona del Novarese
La terra del laghi contraddistingue una robusta prozione della ciclovia Via del Mare, nella zona del Novarese
La terra del laghi contraddistingue una robusta prozione della ciclovia Via del Mare, nella zona del Novarese

Tutto nasce dalla Fiab…

Nel corso della sua storia, la ciclovia ha trovato sempre più riscontri da parte del movimento cicloturistico, ma il recente premio rappresenta un ulteriore richiamo: «Questo percorso è nato dal basso – sottolinea Cappelletti – Fiab aveva già individuato questo percorso nel lontano 2008, poi la Regione ha acquisito questa proposta, l’ha fatta sua, ha collaborato proprio con chi pedala per svilupparla al meglio. Abbiamo investito per renderla ancora più riconoscibile in alcuni tratti e la crescita è stata evidente. Ci sono ambiti, magari nel Novarese, che sono molto più forti rispetto che nelle Langhe, per fare un esempio. Ma credo che la conoscenza di questa ciclovia forse aiuterà anche noi enti a poterla promuovere ancora di più».

Ma come si sviluppa la Ciclovia? A rispondere è Bruno Bertero, Direttore Generale di Ente Turismo Langhe Monferrato Roero: «Sono tutte strade secondarie, la sua particolarità è che è profondamente diversa da quelle dell’altra parte del Nord Italia, per intenderci, costruite tutte o in parte. Qui sono state raccordate precedenti ciclovie come quella del Tanaro attraverso collegamenti secondari fino a costituire un insieme armonico. Io venivo dall’esempio dell’Alpe Adria Raldweg perché ero stato 10 anni in Friuli Venezia Giulia, quindi una dorsale lunga e iconica per il mercato austriaco, svizzero e tedesco. Potevamo avere un richiamo simile, ma lavorandoci sopra».

Il Duomo di Santa Maria Assunta ad Asti, una delle tante località turistiche toccate dalla Via del Mare
Il Duomo di Santa Maria Assunta ad Asti, una delle tante località turistiche toccate dalla Via del Mare
Il Duomo di Santa Maria Assunta ad Asti, una delle tante località turistiche toccate dalla Via del Mare
Il Duomo di Santa Maria Assunta ad Asti, una delle tante località turistiche toccate dalla Via del Mare

Una promozione rivolta verso il Nord Europa

Bertero sottolinea un aspetto legato alla sua storia: «La Ciclovia Via del Mare è relativamente recente, noi abbiamo iniziato a lavorarci solo da due anni, ma avevamo già un sacco di tedeschi e austriaci che la fanno in maniera autonoma, se la sono sempre gestita. Persone over 60 con la loro bicicletta, magari assistita e con le borse che di tappa in tappa si fanno questo percorso. Per questo noi stiamo lavorando in maniera specifica sul mercato europeo e germanico, sottolineando che la ciclovia passa nelle colline, passa nei territori del vino, il buon mangiare, il buon vivere. Normalmente la media di percorrenza è di 4-5 giorni, ma c’è gente che la fa tranquillamente in 7-8…».

Ciclovia Via del Mare

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