Ci sono laghi che si osservano da lontano e laghi che si vivono pedalata dopo pedalata. Il Lago di Bolsena appartiene decisamente alla seconda categoria. Con i suoi oltre 50 chilometri di sviluppo, è il più grande lago vulcanico d’Europa e rappresenta uno degli itinerari cicloturistici più affascinanti dell’Italia centrale. Qui la bici accompagna il viaggiatore tra spiagge, canneti, oliveti e piccoli borghi ricchi di storia, regalando scorci sempre diversi sull’acqua.
Ma Bolsena è anche un autentico punto d’incontro fra tre territori: Lazio, Toscana e Umbria. Un crocevia di paesaggi, tradizioni e sapori che rende questo itinerario ideale per inaugurare il nostro viaggio alla scoperta dei quattro grandi laghi del Lazio. Questi specchi d’acqua sono Bolsena, appunto, Bracciano, Salto e Turano (in apertura foto Visit Lazio).


Il lago nato dal fuoco
Il Lago di Bolsena deve la sua origine a un gigantesco evento vulcanico avvenuto centinaia di migliaia di anni fa. Terminata l’attività del complesso dei Monti Volsini, la grande caldera si riempì lentamente d’acqua dando vita a quello che oggi è il più esteso lago vulcanico europeo, come detto in apertura. Ancora oggi il paesaggio racconta questa storia geologica attraverso dolci colline, terreni fertili e due isole, la Bisentina e la Martana, che emergono dalle sue acque.
Pedalare qui significa attraversare uno degli angoli più suggestivi della Tuscia, dove la natura è rimasta sorprendentemente autentica. Lungo le rive si alternano ampi canneti, boschi ripariali, campi coltivati, vigneti e oliveti che arrivano quasi fino all’acqua. L’ambiente cambia continuamente senza perdere mai il contatto visivo con il lago, una caratteristica piuttosto rara in Italia.
Ma il vero valore aggiunto di Bolsena è la sua posizione geografica. Pur appartenendo al Lazio, il lago si trova a pochi chilometri dalla Maremma toscana e dalle colline umbre. In meno di un’ora si possono raggiungere Orvieto, Acquapendente, Pitigliano o Civita di Bagnoregio, rendendo questa zona un autentico crocevia del Centro Italia. Un luogo dove culture, cucine e tradizioni si intrecciano naturalmente e dove ogni uscita in bicicletta può diventare il punto di partenza per nuove esplorazioni.


L’anello? In senso antiorario
L’anello del Lago di Bolsena misura circa 53 chilometri e presenta un dislivello complessivo di circa 600 metri. Qualche chilometro in meno se ci si tiene sulla sterrata, ideale per le gravel bike e per le MTB, che evita la scalata a Montefiascone (qui la traccia GPX da scaricare). Il percorso non è impegnativo, tuttavia ci sono continue ondulazioni rendono la pedalata mai monotona, ma che al tempo stesso richiedono un minimo di preparazione. Una gravel è probabilmente la scelta migliore, anche se una mountain bike o una E-bike consentono di affrontare senza pensieri anche i brevi tratti sterrati.
Noi consigliamo di percorrerlo rigorosamente in senso antiorario. In questo modo si pedala quasi sempre sul lato della carreggiata più vicino al lago, godendo di panorami continui sull’acqua e riducendo al minimo gli attraversamenti stradali. Un piccolo accorgimento che rende l’itinerario ancora più rilassante e sicuro.
Si parte da Bolsena seguendo il lungolago in direzione di San Lorenzo Nuovo, quindi si raggiungono Grotte di Castro e Gradoli, dove la strada continua a regalare scorci aperti sulle acque del bacino. Da qui si arriva a Capodimonte, splendida penisola che si protende nel lago, per poi proseguire verso Marta. L’ultima parte dell’anello conduce a Montefiascone. A questo punto, il più alto dell’anello, si rientra a Bolsena tramite una lunga e dolce discesa.
L’intero percorso richiede circa tre ore di pedalata per chi ha un buon allenamento. Ma vale la pena davvero la pena sbrigarsi tanto? Il top è quello di dedicare un’intera giornata fermandosi nei borghi, concedersi una sosta in spiaggia o semplicemente rilassarsi davanti agli scorci che offre questo grande specchio d’acqua.


Quanta storia
L’anello del Lago di Bolsena è un susseguirsi di piccoli centri che meritano almeno una sosta. Capodimonte, costruita su un promontorio che si allunga nell’acqua, conserva il fascino della residenza estiva dei Farnese. Il suo lungolago è uno dei più belli dell’intero itinerario, mentre la Rocca Farnese domina il paese ricordandone il glorioso passato.
Pochi chilometri più avanti si incontra Marta, antico borgo di pescatori ancora profondamente legato alle tradizioni lacustri. Qui il lago scandisce ancora la vita quotidiana e ogni maggio si celebra la spettacolare Barabbata, una delle feste popolari più antiche del Lazio.
L’itinerario continua fino a Montefiascone, che dall’alto dei suoi oltre 600 metri regala uno dei punti panoramici più spettacolari sul laho. Da non perdere la Rocca dei Papi e la vista che spazia fino agli Appennini nelle giornate più limpide.
Infine si torna a Bolsena, spesso definita la perla del lago. Passeggiare nel centro storico significa immergersi in vicoli medievali, piazze fiorite e testimonianze della profonda devozione per Santa Cristina. La Basilica custodisce il luogo del celebre Miracolo Eucaristico del 1263, mentre a fine luglio l’intero paese si anima con i suggestivi Quadri Viventi dedicati alla santa. E se il caldo si fa sentire, niente di meglio di un tuffo: le acque di Bolsena sono tra le più limpide e balneabili d’Italia. E in questi giorni un tuffo ci sta tutto!


Immancabile l’Est! Est! Est!
Un viaggio intorno al Lago di Bolsena passa inevitabilmente anche dalla tavola. Il protagonista è naturalmente il pesce di lago: il coregone, cucinato al forno o al cartoccio, i lattarini fritti, la tinca e l’anguilla sono piatti che raccontano una tradizione rimasta viva nei ristoranti della zona. Da provare anche la Sbroscia, la storica zuppa dei pescatori preparata con il pescato del giorno.
Per chi desidera fermarsi qualche giorno non mancano agriturismi, campeggi, bike hotel e piccoli B&B affacciati sull’acqua. La lista delle strutture dell’ente turistico è davvero vasta. Tra l’altro, sempre più strutture offrono anche ricovero per biciclette e servizi dedicati ai cicloturisti.
Un modo molto rapido e comodo per raggiungere Bolsena, magari partendo da casa è quello intermodalità. Questo anello rientra anche nelle tappe del GranTour del Lazio. In questo caso la stazione di riferimento è quella di Montefiascone.
Il brindisi finale, però, non può che essere con l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, uno dei vini simbolo del Lazio. La leggenda racconta che nel 1111 il vescovo tedesco Johannes Defuk inviò il proprio servitore in avanscoperta per individuare le migliori locande lungo la strada verso Roma. Quando arrivò a Montefiascone il vino era talmente buono che non si limitò a scrivere Est, cioè c’è, ma lo ripeté tre volte. Da allora quel nome accompagna uno dei bianchi più celebri della Tuscia. Una conclusione perfetta per un itinerario che unisce natura, storia e gastronomia con la stessa armonia con cui il lago riflette i suoi borghi.







